domenica 14 gennaio 2024

 BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, MILANO

VIGILE URBANO UCCISO DAI ROM: COLLEGHI PROTESTANO E VOLTANO LE SPALLE A SALA

GENNAIO 13, 2024































La protesta è stata plateale quanto annunciata, anche se con modalità diverse e ancor più visibili rispetto alle attese: non un passo indietro per prendere simbolicamente le distanze dal Comune e chi lo stava rappresentando in quel momento, bensì girati di spalle come a non voler ascoltare chi stava parlando. Ieri mattina, i delegati sindacali di tutte le sigle (a eccezione del Sulpl che ha deciso di attenersi a quanto annunciato alla vigilia) si sono voltati quando ha preso la parola l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli per ricordare Nicolò Savarino, il vigile travolto e ucciso la sera del 12 gennaio 2012 in via Varè dal Suv guidato dall’allora minorenne Remi Nikolic.

Lo stesso trattamento è stato riservato (e questo forse è ancor più significativo per il Corpo) al comandante di via Beccaria Marco Ciacci, nella sua qualità di dirigente del settore Sicurezza urbana e quindi diretta espressione di Palazzo Marino.

Il 12 gennaio 2012, Nicolò Savarino, un agente della polizia locale di Milano, è stato brutalmente ucciso mentre svolgeva il suo dovere. Savarino stava effettuando un normale servizio di controllo in via Varè, zona Bovisa, quando è stato investito e trascinato per 200 metri da un Suv guidato da un rom minorenne, Remi Nikolic.

Tuttavia, quello che è ancora più sconvolgente è che l’assassino di Savarino è ora libero.

Remi Nikolic, l’assassino di Savarino, è stato condannato a 9 anni e 8 mesi di reclusione. Ma ora, a distanza di pochi anni, Nikolic si trova ai domiciliari dopo aver patteggiato 3 anni e 2 mesi per furti commessi una volta tornato in libertà. Questa situazione è inaccettabile. Come può un uomo che ha tolto la vita a un servitore pubblico dedicato essere libero di camminare per le strade?

La famiglia di Savarino e i suoi colleghi sono comprensibilmente indignati. Hanno perso un caro e un collega a causa di un atto di violenza insensata, e ora devono affrontare il fatto che l’assassino di Savarino è libero¹. Questo non è solo un insulto alla memoria di Savarino, ma anche un affronto alla giustizia.

La nostra società deve fare di più per proteggere coloro che si mettono in pericolo per mantenerci al sicuro. Dobbiamo anche garantire che coloro che commettono crimini violenti siano adeguatamente puniti. La libertà di Nikolic è un duro promemoria che abbiamo ancora molta strada da fare.

In memoria di Nicolò Savarino, dobbiamo continuare a lottare per la giustizia e la sicurezza. Non possiamo permettere che la sua morte sia inutile. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire che tragedie come questa non si ripetano mai più. E dobbiamo garantire che coloro che commettono tali atti siano tenuti pienamente responsabili delle loro azioni.






















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