martedì 30 aprile 2019

ALLAM: “EUROPA DEVE BANDIRE L’ISLAM O PERIRÀ”


“L’ unico modo per salvaguardare la nostra civiltà è mettere fuori legge l’ Islam, come è stato in Occidente per 1300 anni”.

Così Magdi Cristiana Allam nel suo ultimo libro “Stop Islam”, che definisce l’eresia islamica “incompatibile con le leggi laiche dello Stato, le regole di civile convivenza e i valori fondamentali della civiltà occidentale”.
“I fedeli possono essere moderati, ma la fede in Allah non lo è, perché prescrive l’ odio verso i miscredenti e la loro sottomissione attraverso la violenza”.
“Sri Lanka: per noi i ragazzi che si sono fatti esplodere sono terroristi, ma nel loro mondo sono considerati dei buoni musulmani, perché si sono comportati come Maometto, che decapitava personalmente i propri nemici, e hanno ottemperato a quanto prescrive la Sunna, ovverosia il codice di comportamento islamico”. Secondo l’ex vicedirettore del Corriere della Sera “il vero pericolo mortale però non è il terrorismo, che possiamo sconfiggere perché siamo superiori militarmente e come intelligence, ma l’ occupazione capillare che l’ islam sta facendo del nostro territorio attraverso la proliferazione di moschee, scuole e centri di assistenza islamici finanziati da Paesi che sono nostri nemici”.
“Noi ci facciamo invadere dalle loro moschee e dalla loro cultura come contropartita per i soldi che ci danno”, dice attaccando, poi, direttamente, l’Unione Europea che”punta a eliminare la sovranità degli Stati e le identità localistiche per creare un unico mega soggetto” per “competere con i colossi Usa e Cina”. Una bugia, sostiene Allam, creata ad arte per “spalancare le frontiere a un’ immigrazione incontrollata e creare un enorme meticciato”.
Allam è uno dei pochi immigrati – nell’ordine di migliaia – che possono arricchire un Paese. Perché nessuno di noi vuole la chiusura ermetica, vogliamo il ritorno agli anni ’80, quando gli immigrati erano migliaia. Quella di oggi, invece, è un’invasione: vogliono il meticciato.
Ma per evitarlo, non serve bandire l’islam, ma chi lo porta. Anche perché bandire un’idea o una religione è impossibile, non fa che ingigantirla.




COOP: 6 DIPENDENTI PER SOLLAZZARE 6 IMMIGRATI





Lecce, secondo il sindacato degli immigrati Usb, la coop sociale “L’Amicizia”, finanziata anche dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione del ministro dell’Interno, da sei mesi non paga gli stipendi ai dipendenti.

“Mancano beni di prima necessità e il frigo è perennemente vuoto! I ragazzi non vanno a scuola perché la cooperativa non acquista loro i biglietti dei mezzi pubblici! I Lavoratori rimasti nel centro acquistano a loro spese il pane e il latte per i ragazzi! Ma più che lavoratori forse li dovremmo chiamare ‘volontari'”, dice tal Gianni Palazzo, rappresentante Usb, nel comunicato diramato dal sindacato.
“Dallo scorso Natale i lavoratori della cooperativa ‘L’Amicizia’ non ricevono lo stipendio […] La cooperativa in questione gestisce a Campi Salentina un centro di accoglienza per minori stranieri non accompagnati. Attualmente vi sono solo sei ragazzi e sei dipendenti che si occupano di loro“.
Avete letto bene. Un dipendente per ogni fancazzisti presunto minore: nemmeno al Grand Hotel.
Il comune ha erogato alla cooperativa tutta la somma che il Viminale aveva predisposto a mo’ di acconto e ora il Dicastero non erogherà ulteriori tranche di finanziamento se non dietro accurata e dettagliata rendicontazione delle spese sostenute. Documenti che la coop, dopo numerosi rinvii, avrebbe finalmente inviato all’attenzione del ministro dell’Intero, che ora passerà al vaglio i fogli.
La speranza è che, se i conti non saranno in ordine, il Viminale chieda alla cooperativa sociale la restituzione dell’acconto già versato.


L’ATTACCO DEL MAGISTRATURA DEMOCRATICA ALLO STATO: GLI IMMIGRATI PRIMA DELLA LEGGE




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Sirianni, segretario di Magistratura Democratica, beccato al telefono con Lucano, definisce la corrente di estrema sinistra come l’unica magistratura legittima.
Lo fa in un articolo di cui avevamo già parlato ieri:
E quindi ora si scopre che il segretario di Magistratura Democratica, lobby di estrema sinistra nella magistratura, avvisava e consigliava Mimmo Lucano sulle inchieste a suo carico Toga rossa allertava Lucano: segretario Magistratura Democratica Vista l’appartenenza alla stessa corrente di magistrati che emettono sempre sentenze favorevoli agli immigrati, dai ricorsi per la richiesta d’asilo.


Lo fece anche durante un incontro pubblico con Lucano e i suoi fans: «È quella magistratura che non piaceva a Berlusconi e a Renzi cosi come non piace oggi a Salvini e al ministro Bonafede. È quella magistratura che porta il nome di Magistratura democratica».

Solo Md, diceva Sirianni, è consapevole della piena innocenza di Lucano: perché è la magistratura «che ha sempre avuto in testa qual è la gerarchia delle fonti, dove prima stanno le parole e i valori scritti nella Costituzione e nella carta europea dei diritti umani, e molto più in fondo quelle di qualche regolamento ministeriale. Se si ha ben chiaro il senso e il valore costituzionale della solidarietà non si possono avere dubbi su quale è il lato su cui collocarsi».
Quindi non più la magistratura come organo giudiziario, ma un suo pezzo ideologicamente compromesso che si investe di una missione quasi divina. Anzi, diabolica: africanizzare l’Italia.
Non solo. Anche imporre l’ideologia di estrema sinistra attraverso inchieste ad orologeria contro avversari politici.
Non è certo un caso la casuale estrazione a sorte di tre giudici del tribunale dei ministri che, nonostante la richiesta di archiviazione della procura volevano processare Salvini per la Diciotti.
Le toghe rosse si sentono investite di una missione sovrannaturale: eliminare la volontà popolare per imporre la volontà di una cricca che si è autoeletta ‘élite’.
Loro hanno un programma. E nel loro programma ideologico gli immigrati vengono prima della legge.





















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MIMMO LUCANO NON DEVE AVERE RAPPORTI CON GLI INDAGATI, MA LA TOGA ROSSA SE NE FREGA DEL DIVIETO, E' PALESEMENTE DITTATURA COMUNISTA. 

«MIMMO, NON DOVREI AVERE RAPPORTI CON GLI INDAGATI», MA LA TOGA ROSSA GLI PASSAVA INFORMAZIONI


Emilio Sirianni, giudice della Corte d’appello di Catanzaro, segretario di Magistratura Democratica, beccato al telefono con Domenico Lucano, sindaco di Riace, a processo per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: «Eh Mimmo, quello che faccio io non sono in molti disposti a farlo, perché teoricamente è anche giusto che un magistrato non deve avere rapporti con gli indagati».
Solo in teoria, eh.

L’inchiesta-stralcio per favoreggiamento a carico di Sirianni, aperta e condotta in gran segreto dalla Procura di Locri, si è conclusa con la richiesta di archiviazione perché non c’è prova che Sirianni abbia aiutato Lucano a inquinare le prove. A noi sembra il contrario, ma si sa, per i magistrati ci sono regole a parte.

Al Csm hanno appreso di quanto accaduto tra il giudice democratico e il sindaco-icona dalle notizie di stampa; così pure è accaduto in via Arenula, negli uffici del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Il ministro, titolare dell’azione disciplinare, fa sapere di avere la pratica Sirianni allo studio in queste ore. Al Csm, più rapidamente, si sta mettendo in moto la macchina che punta a stabilire se Sirianni possa continuare a fare il giudice a Catanzaro, a contatto ravvicinato con l’amico Lucano, inquisito e rinviato a giudizio per associazione a delinquere finalizzata alla truffa allo Stato e all’immigrazione clandestina.
La vicenda da ieri è sul tavolo della Prima commissione del Csm, che si occupa dei trasferimenti per «incompatibilità ambientale e funzionale» dei magistrati che «non possono amministrare giustizia nelle condizioni richieste dal prestigio dell’ordine giudiziario». La commissione, presieduta dal «laico» Alessio Lanzi, ha chiesto formalmente al Comitato di presidenza del Csm l’apertura di una pratica su Sirianni. È un primo passo, ma la rapidità con cui è stato compiuto racconta bene lo sconcerto con cui in seno al Consiglio superiore si è appreso dei comportamenti attribuiti dalla Procura di Locri al giudice calabrese. Il quale da parte sua ieri, dopo avere premesso di «non sapere se ci sia stata una indagine nei miei confronti, non ho mai avuto notizia formale», rivendica nuovamente l’amicizia con Lucano, «una delle persone migliori che abbia mai conosciuto». Ma non spiega perché, telefonando al sindaco, esordisse con un «buongiorno maresciallo»: «Quasi a manifestare – scrive la Procura di Locri – la consapevolezza di essere intercettato».




ISLAMICO "SPEZZA LA MANO A POLIZIOTTO!", GIUDICE PROBABILMENTE ROSSO, LO LIBERA, IN CARCERE CI VANNO GLI ITALIANI.

SPACCIATORE AFRICANO SPEZZA MANO A POLIZIOTTO CHE SVIENE PER DOLORE: LIBERO




Pusher arrestati e subito rimessi in libertà perché trovati con troppa poca droga per finire in carcere.

A Padova due spacciatori extracomunitari sono stati arrestati mentre vendevano droga. Uno di loro ha patteggiato due mesi, l’altro rinviato a giudizio per il processo che si aprirà a giugno ha solo l’obbligo di firma. Entrambi sono di fatto liberi di spacciare.
Uno di loro, Sofyen Rhimi, è noto alle forze dell’ordine fin dal 2009: in passato è stato arrestato per spaccio e rapine, ha anche spezzato la mano a un poliziotto “facendolo svenire per il dolore”. Ma non lo mettono in galera. Né lo espellono.
Anche quando ruppe la mano all’agente venne ‘condannato’ solo all’obbligo di firma. E riuscì persino a sfuggire all’espulsione, scappando dal centro rimpatri in cui era stato portato nel 2012. Nonostante questo: non lo mettono in galera, un clandestino che evita l’espulsione scappando e ha spezzato la mano ad un poliziotto.
Anche per questo Salvini vuole intervenire sulla “modica quantità” per cancellare questa via di scampo ed evitare che i “venditori di morte” possano impunemente tornare a vendere le dosi.
Ma il problema è più profondo: perché i clandestini non vengono espulsi? Anche se, nel caso degli spacciatori, preferiremmo il metodo Duterte.



IL SUDAFRICA STA COLLASSANDO: ORA È UN NORMALE PAESE AFRICANO





Un quarto di secolo dalla caduta dell’Apartheid, il sistema economico e sociale sudafricano sta lentamente regredendo a quelli dei Paesi confinanti: l’accesso alle cure, oltre agli stupri di massa e gli omicidi di farmers bianchi è uno degli aspetti di questo collasso.

Baragwanath è la più grande istituzione sanitaria pubblica del paese. Con 3.200 posti letto su una popolazione di 1,5 milioni, soffre di un’abbondante mancanza di risorse.
Dall’anno scorso, 62 medici e 320 infermieri sono stati congelati per mancanza di budget. “Hanno promesso di costruire cinque ospedali a Soweto per alleviare il carico di lavoro di Baragwanath, ma ce n’è stato uno solo”, si lamenta il primario.
“Siamo l’unico paese al mondo che spende il 4,5% del suo PIL sulla salute del 16% della popolazione e il 4,2% sul restante 84%”, ha recentemente deplorato il Ministro della sanità sudafricano. Dr. Aaron Motsoaledi, “Se non lo riequilibriamo, non ci arriveremo mai.”
Il governo ha proposto una riprogettazione del sistema, che prevede la creazione nel 2022 di un sistema di assicurazione sanitaria pubblica obbligatoria (NHI) vicino al sistema francese.
Ma il problema è più profondo: il Sudafrica è ora un vero paese africano.
Ricordiamo che il primo trapianto di cuore venne realizzato proprio in Sudafrica, in un ospedale di Città del Capo, Christiaan Barnard, chirurgo 45enne all’epoca dell’intervento.
Non sorprende che moltissimi, non solo bianchi ma anche coloreds, indiani e altre etnie, rimpiangano il periodo dell’Apartheid.


SVIZZERA: 50% IMMIGRATI MANTENUTO DAI CONTRIBUENTI





Immigrati di diversa origine nazionale in Svizzera hanno tassi di dipendenza dal welfare ben superiori al 50%, con oltre l’80% dei somali nel paese che ricevono sussidi statali.


Pazzesco. Questo spiega quanto sia pericoloso avere un welfare ricco se non sigilli le frontiere. Finisci per mantenere chi ti invade.
Perché gli europei si sono così rincitrulliti?

GOMMONE CON 70 CLANDESTINI RIPORTATO IN LIBIA – FOTO





Dimenticate le bufale sulla guardia costiera libica in disarmo per la ‘guerra in Libia’.
In realtà la scaramuccia tra tribù non limita le missioni della guardia costiera libica con navi italiane.
Lo conferma l’ultima operazione avvenuta oggi: 70 clandestini bloccati mentre tentavano di raggiungere l’Italia e riportati indietro.
Seventy migrants have been rescued and are now on their way to take them to the receiving points of migrants, details of the operation later

 Ovviamente è solo un caso che dopo quasi un mese di stop, i barconi riprendano a partire:

Nonostante il divieto a fare ‘salvataggi’, per l’inadeguatezza tecnica della nave, i trafficanti umanitari di Casarini ripartono verso la Libia: Nonostante la direttiva del @Viminale, la #MareJonio di @RescueMed è ripartita verso la #Libia, in seguito alla solita e non “verificata” segnalazione di @alarm_phone. L’organizzazione dei reduci dei centri sociali, @lukacasa e @beppecaccia, ha denunziato … 


ISLAMICO UCCIDE ALTRO ITALIANO.

A 84 ANNI UCCISO DA AUTO GUIDATA DA MAROCCHINO



Ancora sangue italiano sull’asfalto. A perdere la vita investito da un’auto, poco prima delle dieci di questa mattina, Leonardo.

L’uomo, di 84 anni, stava attraversando la strada quando è stato travolto da un’auto guidata da un cittadino di nazionalità marocchina di 68 anni che percorreva via Cherubini in direzione piazza Respighi, a Torino. il conducente del veicolo si è subito fermato per soccorrere la vittima e dopo i primi esami è risultato negativo all’alcoltest.

Leonardo in un primo momento è stato trasportato al Pronto Soccorso in codice giallo ma le sue condizioni, con il passare delle ore, sono peggiorate fino al decesso avvenuto intorno alle 13. La dinamica dell’incidente è al vaglio degli Agenti della Squadra Infortunistica del Reparto Radiomobile della Polizia Municipale di Torino che sono intervenuti sul posto per i rilievi e per raccogliere le testimonianze.




ANCHE LA DANIMARCA DIVENTA ISLAMICA GRAZIE ALLA SINISTRA.


DANIMARCA: “LA SVEZIA STA CADENDO, PRESTO SARÀ ISLAMICA”


Marie Krarup del Partito del Popolo danese: “quando la Svezia crollerà diventando uno stato arabo, anche noi ne risentiremo”.

Ha definito la politica sull’immigrazione svedese come “debole”.
“Quando la Svezia finisce e smette di essere svedese, colpirà anche noi, non potremo più avere una libera circolazione tra i nostri paesi”.
“Abbiamo molto in comune con gli svedesi, e siamo vicini, ma quando in pratica sta diventando un paese del Medio Oriente arabo, non abbiamo più molto in comune”.
Poi spiega come l’obiettivo non sia integrare gli immigrati, ma rimandarli indietro:”Se ricevi asilo riceverai un permesso di soggiorno temporaneo, quindi starai in Danimarca finché non sarai rimandato a casa. Per tutto il tempo dovresti essere pronto ad essere mandato a casa”. C’è la guerra? Asilo. Finisce la guerra? Torni a casa.
Conclude dicendo quanto sono rimasti scioccati i suoi colleghi quando hanno visitato Malmö e hanno visto i ghetti e il crimine.




 

TRUMP VUOLE MANDARE IN EUROPA 1.800 TERRORISTI DI ISIS: “SONO VOSTRI CITTADINI”







Donald Trump torna ad attaccare l’Europa, accusata di non volersi fare carico
di una parte dei combattenti dell’Isis catturati in Siria dagli Stati Uniti.
“Abbiamo 1.800 detenuti presi nella battaglia finale per distruggere il
100% del Califfato”, dice il presidente Usa “e si deve decidere cosa fare con
questa gente pericolosa. Ma i Paesi europei -affonda Trump – non ci stanno
aiutando affatto, sebbene tutto questo sia stato fatto anche per la loro sicurezza. Rifiutano di riprendersi i prigionieri dei loro Paesi. Non va bene!”.
Non ha tutti i torti. I Paesi come Francia, Belgio e Inghilterra hanno importato masse di musulmani dando loro la cittadinanza, ora ne subiscono le conseguenze: sono loro cittadini…
Altrimenti sveglia e blocco ricongiungimenti familiari e subito ritorno allo ius sanguinis. Anche se per certi Paesi, non per l’Italia, è molto tardi.


LIBIA: 23 CLANDESTINI RIPORTATI IN AFRICA, ONG SI INCAZZA, A NOI DOVETE CONSEGNARLI.

ALTRI 23 CLANDESTINI RIPORTATI IN LIBIA, TRAFFICANTI PROTESTANO


I telefonisti degli scafisti in lutto:

Abbiamo provato a contattare le 23 persone tutta la notte senza successo. Sono a mare da più di 33 ore, speriamo siano sopravvissuti alla notte. L'aereo da ricognizione li sta cercando. @guardiacostiera non ci comunica aggiornamenti sul caso.

Verso le 18.00CEST un familiare delle 23 persone ci ha comunicato che sono state salvate da dei pescatori e riportate in . Abbiamo informato la @guardiacostiera. Speriamo che l'info sia corretta e che siano soppravvissuti ma siamo preoccupati per la loro sicurezza in Libia!

La guardia costiera libica ha gestito il recupero:

🔴 EVENT 29.04.19 - Libyan Coast Guard & Coastal Security notified. Authorities confirmed receipt and will dispatch rescue assets to the scene! @guardiacostiera @cochetel


Sono loro: