giovedì 31 gennaio 2019

“SOLDI RACCOLTI DA SEA WATCH NELLA BANCA DELLE ONG ANTI-ISRAELE”




Dettagliata l’accusa del vicepresidente della Camera dei Deputati, Fabio Rampelli, contro l’Ong tedesca Sea Watch: «i fondi raccolti tramite crowdfunding» dall'organizzazione non governativa che fa business sugli immigrati finiscono sui conti correnti della «tedesca Bank für sozialwirtschaft» che «è stata al centro di roventi polemiche in Germania perché, tra le tante iniziative che promuove attraverso apertura di conti bancari – immaginiamo a condizioni agevolate – ci sono associazioni e Ong anti-israeliane».
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«Troppa opacità sovrintende l’attività delle organizzazioni non governative a cominciare dai finanziamenti – denuncia il parlamentare Fdi – Lo sbarco della Sea Watch con il collocamento dei migranti in sette nazioni della Ue non pone fine all'arroganza delle Ong, all'impotenza dell’Unione europea e, finanche, degli Stati che sono stati messi all'angolo da un manipolo di sedicenti filantropi».

«Se abbiamo idea da chi sia finanziato Sea Watch, abbiamo invece totale certezza su dove atterrino i fondi racconti tramite crowdfunding: la tedesca Bank für sozialwirtschaft, ovvero la banca per l’economia sociale. Questa banca finanza iniziative di cittadinanza attiva di ogni tipo e questo dovrebbe essere un bel modello da seguire. Il problema però – aggiunge Rampelli – è che la Bank für sozialwirtschaft è stata al centro di roventi polemiche in Germania perché, tra le tante iniziative che promuove attraverso apertura di conti bancari – immaginiamo a condizioni agevolate – ci sono associazioni e Ong anti-israeliane e che, addirittura, predicano l’annientamento dello Stato di Israele tanto da scatenare una rovente polemiche tra la comunità ebraica e i vertici della banca stessa».
«La questione – ricorda ancora l’esponente di Fratelli d’Italia – divampò anche in seno al Parlamento tedesco e al Partito socialista tedesco che ammonì la banca a liberarsi di associazioni e Ong anti-israeliane e anti-ebraiche. Se gli Stati firmano convenzioni universali e trattati internazionali in forza della comune appartenenza a organizzazioni mondiali, non si capisce per quale motivo le Ong possano scorrazzare nel Mar Mediterraneo prive di qualsiasi regolamento e al di fuori della legge e disconosciute addirittura dalla nazione di cui portano la bandiera. Molte di queste Ong rivendicano addirittura la disobbedienza alle leggi italiane. Una situazione di anarchia totale che merita di essere quanto meno indagata».


SEA WATCH, C’È INCHIESTA PER TRAFFICO CLANDESTINI: SOTTO TORCHIO TUTTO L’EQUIPAGGIO


Verso il sequestro, la battaglia sarà sulla competenza territoriale. L’Ong vuole portare la competenza in un tribunale più ‘democratico’, ritenendo ‘illegale’ l’obbligo di sbarco a Catania
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Il capitano di Sea Watch 3 è – come scrive il giornale locale LiveSicilia – sotto interrogatorio come persona informata sui fatti.
L’ipotesi di reato è di traffico illecito di migranti, durante la giornata è stato sentito tutto l’equipaggio.
Lo sbarco a Catania ha fatto entrare in campo la Procura guidata da Carmelo Zuccaro, in una città in cui il sistema giustizia si muove grazie a protocolli consolidati: ad ogni sbarco polizia e guardia di finanza eseguono accertamenti.
Come accaduto anche stavolta.
Con lo sbarco a Catania anche la competenza ordinaria si radica in campo alla Procura – su questo la Ong annuncia battaglia – e quindi, in base al protocollo consolidato degli uffici guidati da Carmelo Zuccaro, è certo che, dopo gli accertamenti di oggi di Finanza e Polizia, sarà aperto un fascicolo per traffico illecito di migranti.
I componenti dell’equipaggio della Sea Watch sono stati sentiti come persone informate sui fatti dagli uomini della Squadra Mobile di Catania guidata da Antonio Salvago e dagli uomini della Guardia di Finanza, coordinati dal generale Antonio Quintavalle Cecere.
Lo scopo è quello di ricostruire le modalità del soccorso che ha salvato la vita ai 47 migranti al largo della Libia e verificare se è vero che l’imbarcazione poteva dirigersi in porti alternativi come quello di Tripoli.
Voi che ne dite:

Del resto, guardate come pubblicizzano le traversate:

Foto di gruppo in stile villaggio vacanze, con tanto di animatori, per salutare gli ospiti giunti alla fine della crociera.
Ora il tour operator è pronto per dare il benvenuto ai nuovi clienti.





NIGERIANA SENZA BIGLIETTO SPEZZA IL DITO A CONTROLLORE: FRATTURATO





L’aggressore è un’immigrata nigeriana che, nella mattinata di ieri, durante una verifica da parte dei dipendenti BusItalia, ha colpito con violenza un controllore fratturandogli il dito.
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Il tram, partito da Pontevigodarzere con destinazione Guizza, durante una fermata lungo il tragitto si ferma per far salire dei controllori. Mentre iniziano le operazioni di verifica dei titoli di viaggio, una donna nigeriana inizia a darsela a gambe lungo il marciapiede.
Prontamente, uno dei dipendenti Busitalia addetto alle verifiche cerca di trattenerla e la donna, per tutta risposta, lo colpisce con estrema violenza alle mani. L’uomo, dolorante, viene accompagnato al pronto soccorso: Qui i sanitari lo rilasceranno con una prognosi di 30 giorni.
Per la donna, invece, solo una denuncia per lesioni aggravate.
Il co-segretario Sls, Fulvio di Bernardo, presente sul tram teatro dell’aggressione: “Ora basta. L’azienda e le altre istituzioni competenti devono mettersi intorno a un tavolo per cercare di varare un progetto comune a tutela sia dei lavoratori e sia dei passeggeri. Purtroppo gli evasori, che si ostinano a viaggiare senza biglietto, sono ancora tanti. La multa di 52 euro non basta per far capire che non si può e non si deve salire su tram e bus senza il biglietto. L’anno scorso, dopo l’escalation delle aggressioni, fu presa la decisione di far girare sul tram, in modo saltuario, anche i carabinieri. Servono scelte più radicali”.
Un modo ci sarebbe. E non è quello del selfie coi cingalesi.

SEAWATCH, SALVINI CONFERMA: “IN ITALIA NE RESTA 1”




“Ne prenderemo uno…”. Conferma il ministro dell’Interno Matteo Salvini a Porta a Porta in onda stasera, rispondendo a una domanda su quanti clandestini sbarcati dalla nave Sea Watch resteranno in Italia. “Sono contento ha aggiunto – problema risolto, missione compiuta, la linea ferma ha convinto l’Europa”.
Intanto il personale della Squadra mobile di Catania, della Guardia di finanza e della Capitaneria di porto hanno avviato le indagini disposte dalla procura di Catania secondo, viene spiegato, “un protocollo consolidato nel tempo”.

Eseguiti “accertamenti di rito”, come quelli amministrativi e per l’identificazione di eventuali scafisti.
Sentiti anche il comandante della Sea Watch e alcuni membri dell’equipaggio per spiegare la decisione di avere scelto la rotta verso l’Italia:

Ripetiamo: in caso di sequestro è un trionfo. Altrimenti, questi ricominciano e tra una settimana siamo punto e a capo.


SMAILA STA CON SALVINI: “NON DEVE ESSERE PROCESSATO”

Anche Umberto Smaila sta con Salvini. E’ intervenuto a Un giorno da pecora, programma in onda su Radio 1, e ha parlato del caso Diciotti che coinvolge il ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Se Salvini dovrebbe essere processato per il caso Diciotti? Io penso di no, mi risulta sia stata una scelta collegiale. Spero che questo non accada, anche perché penso che che sia una posizione di contrasto verso il governo da parte dello status quo».



Smaila ha poi aggiunto sul leader della Lega: «Si dà un gran da fare, è giovane, scattante, energico, ha un modo di esporsi molto fattivo, la pigrizia non fa parte del suo modo di essere. Lui in un giorno riesce a fare molto più che i suoi predecessori. Trova il tempo anche di andare a vedere il nostro Milan…».
Umberto Smaila si sente un sovranista? Ecco il commento del diretto interessato: «Se esserlo vuol dire esser critico nei confronti dell’asse Merkel e Macron, allora lo sono sicuramente, perché quei due li si fanno i loro affaracci. I tedeschi hanno nel loro dna la voglia di comandare, mentre Macron è figlio delle banche e di Bruxelles». Nel corso della lunga intervista rilasciata a Un giorno da pecora, lo showman ha poi scelto tra Salvini e Di Maio: «Salvini, abbiamo delle cose in comune: come il Milan. Come la penso sui migranti? Lui dice che non vuole clandestini, io invece a casa ho una famiglia di marocchini che lavorano in maniera meravigliosa e sono persone straordinarie. Gli italiani non sono razzisti e non lo sono mai stati».




MORTE DUCCIO DINI, RIESAME MANDA A DOMICILIARI 3 NOMADI





Duccio Dini era un ragazzo italiano. E’ stato uccisa da zingari in fuga durante un regolamento di conti.
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Ora, i tre finiscono ai domiciliari. Non più il carcere, per tre zingari arrestati per aver causato il 10 giugno 2018, durante un inseguimento in auto per un regolamento di conti tra loro, la morte di Duccio Dini, il 29enne fiorentino travolto e ucciso mentre era fermo in scooter a un semaforo rosso. A due viene applicato il braccialetto elettronico.
Lo ha stabilito il tribunale del riesame di Firenze.
I tre zingari islamici sono stati scarcerati con decisioni diverse, l’ultima delle quali a fine gennaio. Devono rimanere nella loro rispettiva dimora Remzi Amet di 65 anni (niente braccialetto), Antonio Mustafa di 44, Remzi Mustafa di 20. Per il riesame, considerato il periodo trascorso in carcere (dall’estate 2018 in avanti) e che sono accusati di omicidio per dolo eventuale, la misura dei domiciliari è idonea al rispetto delle esigenze cautelari. E certo.
Sono in tutto sei i nomadi indagati di omicidio volontario per la morte di Duccio Dini e di tentato omicidio del parente Bajram Rufat, che inseguivano per punirlo di uno sgarro.
Ora, in galera non c’è rimasto più nessuno. Mentre Duccio è al cimitero. Abbiamo un serio problema con la magistratura. Un problema da risolvere.



SEAWATCH: NAVE BLOCCATA A CATANIA, NEGATA PARTENZA, POLIZIA A BORDO



Secondo voi perché i “signori” della nave Ong hanno paura della Polizia a bordo???🤔

Ieri sera la ridicola pantomima:
Alle ore 22, la nave è ancora alla fonda a Siracusa Visto il probabile sequestro con arresto del capitano, l’equipaggio della nave Sea Watch 3 sta inventando una serie di scuse per non muovere il culo verso Catania, dove li attende il terrore delle Ong, il procuratore Carmelo Zuccaro: @MediasetTgcom24 afferma che @SeaWatchItaly non è


Arrestali tutti Zuccaro. Finirai nel linciaggio mediatico della ex sinistra globalista, ma i patrioti saranno tutti con te.
Pensate intensamente al sequestro, il pensiero magico diventa realtà.







METODO RIACE IN FRANCIA, INDAGATO PER MATRIMONI FITTIZI

Anche in Francia c’è un funzionario che applica il metodo Riace: matrimoni fittizi per evitare l’espulsione di clandestini.



ECCO COSA PORTANO I BUONISTI IN EUROPA, IN PARTICOLARE IN ITALIA.

VIA A CHIUSURA CARA DI MINEO, IL VILLAGGIO DELLA MAFIA NIGERIANA



Via alla chiusura del famigerato Cara di Mineo, con il primo trasferimento dei fancazzisti: la partenza dei primi 50 è in programma il 7 febbraio, mentre entro fine mese lasceranno la struttura altri cento. Lo annuncia il ministro dell’Interno Matteo Salvini ribadendo la volontà di chiudere il Centro in provincia di Catania entro la fine del 2019. Dai trasferimenti saranno esclusi al momento i nuclei familiari con minori e le persone vulnerabili.


E ringrazia Salvini per l’imminente chiusura: “E’ stato un grosso errore, Salvini ha ascoltato le nostre esigenze” “Nel Cara di Mineo tutto vi è tranne che legalità, è snodo per i traffici di sostanze stupefacenti, un luogo dove entrano ed escono criminali e nel quale si svolgono episodi di brutalità impressionante”.

Attualmente nel centro sono ospitati 1.186 richiedenti asilo, 15 titolari di protezione internazionale, 94 titolari di permesso umanitario e 8 richiedenti asilo per i quali è stata attivata la procedura Dublino. In pratica, analizzando la percentuale di concessione asilo dopo il decreto Salvini, almeno 1.000 sono clandestini.
“Avevamo promesso la chiusura dei grossi centri e lo stiamo facendo. Bagnoli e Cona in Veneto, Castelnuovo di Porto a Roma, a breve Mineo – commenta Salvini – Sono orgoglioso del nostro lavoro per offrire servizi migliori ai veri profughi e per stroncare l’illegalità. Dalle parole ai fatti”.
Non comprendiamo questa strategia. Certamente va chiuso, ma cavolo, sappiamo con certezza che ci sono 1.000 clandestini, invece di tenerli lì in attesa di rimpatrio li diffondiamo a cazzo sul territorio, in modo da rendere più difficile individuarli?






SEAWATCH, ECCO COME I BAMBINI TORTURATI SI PREPARAVANO ALLO SBARCO – VIDEO


Salvini è stato denunciato dalla solita organizzazione finanziata da Soros per ‘torture’:
Sea Watch, un esposto contro Salvini L’associazione “Lasciateci Entrare” e un gruppo di avvocati dell’associazione Legal Team Italia hanno presentato alla Procura di Siracusa un esposto contro il ministro dell’Interno, Salvini. Ai Pm si chiede di valutare, a carico del titolare del Viminale, ipotesi di reato che vanno dall’attentato alla Co- stituzione alla tortura, passando


L’imperdibile kit del profugo torturano in Libia:

Video incorporato
la notte prima dello sbarco "i piccoli ospiti" estremamente preoccupati e stremati dal viaggio!
E niente, al solito..., smartphone e cuffie ormai dati in dotazione a chi scappa dalla guerra, dalla fame, dalle torture!@francescatotolo


 Il video dello sbarco dei ‘minori’:
Ecco lo sbarco dei ‘bambini’ della Sea Watch. Che ricordiamo: sono tutti nati l’1 gennaio 2002:


Ecco come i clandestini della SeaWatch: Truffano sull’età: Sono tutti nati il 1° gennaio del 2002! Il procuratore di #Siracusa: "Di tutta la fascia dei 17enni, la gran parte porta come data di nascita o il 1°Gennaio o solo l'anno di nascita, il 2002".Con permesso Procuratore, ma è storia nota!@francescatotolo @a_meluzzi pic.twitter.com/LXX9ofMAbe — GruppoGnazzzio.Notizie (@gruppognazzzio)


Siete curiosi di sapere quanti anni hanno i presunti minori? Ecco alcuni di loro:





Quindi, o ci troviamo in presenza di un software razzista, oppure siamo in presenza della solita presa per il culo. Siamo tutti in trepidante attesa delle mosse di Zuccaro.

Video incorporato
A , sono sbarcati i 15 della @SeaWatchItaly.
Ovviamente, le autorità italiane hanno fatto sbarcare i per primi.@seawatchcrew @seawatch_intl

 Intanto:

Mentre i finti profughi africani di Sea Watch sbarcavano a Catania, tutti maschi, tutti giovani adulti, moriva il pensionato di 72 anni che ieri mattina, 30 gennaio, si era impiccato nel suo garage, mentre gli veniva notificato lo sfratto esecutivo da casa sua, a Giussano (Monza). L’uomo è stato trovato dal fabbro che era andato