GUERRIGLIA A LESBO, ABITANTI CIRCONDANO CENTRO ACCOGLIENZA E LO INCENDIANO: “VIA I CLANDESTINI”
GUERRIGLIA A LESBO, ABITANTI CIRCONDANO CENTRO ACCOGLIENZA E LO INCENDIANO: “VIA I CLANDESTINI” – VIDEO

La situazione si fa interessante. In Grecia è guerra aperta tra cittadini da una parte e invasori dall’altra, sostenuti da Ong e varie agenzie internazionali. Oggi, a Lesbo, guerriglia e scontri:
E in serata, dato alle fiamme il covo dell’Onu:
UNHCR Stage 2 in the north of #Lesvos, that served as a first reception for refugees landing in the north is on fire. It was closed down in the last weeks. An hour before a mob gathered there to attack those on solidarity with #refugeesgr. Video posted here not mine.
Enough is Enough
Erdoğan is sending ten of thousands of migrant soldiers to invade Greece
For years, Greeks have been attacked by these dangerous illegals flooding their country
Greeks on Lesbos are now burning down an UNCHR Migrant reception centre & taking their country back
Erdoğan is sending ten of thousands of migrant soldiers to invade Greece
For years, Greeks have been attacked by these dangerous illegals flooding their country
Greeks on Lesbos are now burning down an UNCHR Migrant reception centre & taking their country back
Gli abitanti dell’isola greca di Lesbo hanno dato fuoco a un centro di accoglienza per immigrati vicino alla spiaggia di Skala Sykamineas. Al momento era vuoto.
Questo centro, gestito dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR), veniva utilizzato per ricevere i clandestini prima di portarli in un centro di accoglienza sulla stessa isola. Ora non potrà più essere utilizzato.
Centinaia tra gli abitanti dell’isola si sono radunati attorno al centro dopo l’arrivo di nuovi clandestini sulla spiaggia di Skala Sykamineas. Temendo che fosse riaperto, e lo hanno dato alle fiamme.
Circa 70 sono ancora bloccati sulla spiaggia.
Circa 70 sono ancora bloccati sulla spiaggia.
Non meno di 500 clandestini sono arrivati questa domenica in diversi punti dell’isola, a bordo di una dozzina di navi. Un’invasione.
Dimostrando la loro rabbia all’arrivo di nuovi invasori, gli abitanti hanno impedito l’attracco di un barcone con una cinquantina di clandestini, gridando “Ritorna in Turchia!”.
E’ tempo che i cittadini prendano in mano la difesa della loro terra. Gli Stati hanno da tempo abdicato a questo loro sacro dovere.




Bravissimi!!