lunedì 2 marzo 2020

CORONAVIRUS, CHIUDE RISTORANTE CINESE PREFERITO DALLA RAGGI: DIPENDENTI IN FUGA








CORONAVIRUS, CHIUDE RISTORANTE CINESE PREFERITO DALLA RAGGI: DIPENDENTI IN FUGA





Dopo averci portato il coronavirus, che sta devastando la nostra economia, i cinesi se ne vanno:
“Con grande rammarico sono costretta a chiudere il ristorante fino al 30 aprile”. A dirlo Sonia Zhou titolare del noto locale Hang Zhou nel quartiere Esquilino a Roma.
“Putroppo la psicosi portata dal Coronavirus sta colpendo tutti – aggiunge – non solo i clienti, che sono ormai pochissimi, ma anche i nostri collaboratori che adesso hanno paura di venire a lavorare e mi hanno chiesto un periodo di pausa. I cuochi hanno già comprato i biglietti per tornare in Cina dalle loro famiglie perché non vogliono stare più in Italia. Una volta arrivati lì saranno messi in quarantena per 14 giorni” spiega Sonia Zhou.
Non c’entra nulla la paura, come ogni parassita che si rispetti, quando non c’è più nulla da succhiare via lascia il corpo. Che ha contribuito ad uccidere.
La chiusura dei locali cinesi, comunque igienicamente pessimi, è un effetto collaterale positivo del coronavirus. E fanculo a tutti i politici che si sono ingozzati di involtini e lavioli.
Ora dove andrà a mangiare involtini il vicepresidente di CasaPound?

Pur di apparire ‘buoni’ ci farebbero infettare tutti. “In tutte le grandi epidemie si cercano gli untori e qualcuno vuole speculare”. E’ la considerazione di don Mario Longo, da dieci anni alla guida della parrocchia della Santissima Trinità, nel cuore della Chinatown milanese, rispetto alla proposta di quattro amministratori leghisti del Nord.











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