venerdì 27 agosto 2021

 BREAKING NEWS, INVASIONE, STORIA

L’ULTIMO ‘PONTE AEREO’ NON È FINITO BENE: HA DISTRUTTO L’IMPERO ROMANO

AGOSTO 27, 2021










































Non vi sentite come la povera Cassandra? Non vi sentite come il sacerdote Lacoonte? Ad avvisare dei totali idioti che fare entrare quel ‘cavallo’ è un errore esiziale?

”Con questa speranza furono mandati diversi funzionari incaricati di trasportare su veicoli quell’orda selvaggia. Le autorità s’impegnarono con somma cura perché non rimanesse indietro nessuno di quelli che avrebbero distrutto lo Stato Romano, neppure se fosse in preda a morbi mortali.

“Quindi, ottenuto, per concessione dell’imperatore [Valente], il permesso di attraversare il Danubio e di abitare le zone della Tracia, venivano trasportati in schiere oltre il fiume giorno e notte su navi, zattere e tronchi d’albero scavati. [….]
Così grazie allo zelo tempestoso ed all’insistenza di alcune persone, penetrava la rovina nello Stato Romano. [….]”

Ammiano Marcellino, Le Storie, libro XXXI, capitolo 4, paragrafi 5, 6.

Un commentatore ha messo in relazione quanto da noi pubblicato:


Sono stati i migranti a distruggere l’Impero Romano: ora vogliono distruggere noi

Ad un certo punto, le civiltà decidono di suicidarsi. Questo processo nasce dall’entropia che governa tutte le cose. La stessa entropia che oggi porta dei deviati mentali ad imbarcarsi su navi per traghettare genti ostili verso casa propria. Il 9 di agosto del 378 d.c. ad Adrianopoli i Goti sconfissero l’esercito romano, l’imperatore Valente cadde …



Rispetto a quanto sta accadendo con il famigerato ‘ponte aereo’ da Kabul: l’operazione ‘Cavallo di Troia’.

Cambiate i Talebani con gli Unni e i Goti con i ‘profughi afghani’ e nulla cambia nell’equazione. Non cambierà neanche il risultato se non li fermiamo.

L’Impero aveva abdicato alla difesa di se stesso e l’oligarchia al potere esigeva migranti disposti a lavorare per una paga modesta e nuove reclute per un esercito non più di popolo. E poi, c’erano terre da ‘ripopolare’.

C’erano anche allora voci che si levavano contro l’apertura delle frontiere. Nel suo “Res Gestae”, il coevo Ammiano Marcellino scrisse che i Goti erano “plebs truculenta” e che “…ci si diede da fare perché non rimanesse indietro nemmeno uno di quelli che poi avrebbero sovvertito lo stato romano”.

La politica decise comunque di favorire l’ingresso e un intero popolo che riponeva grandi aspettative nella accoglienza promessa passò il Danubio, ma era un popolo in armi e le cose andarono diversamente dal previsto.

Il flusso divenne presto caotico e i numeri incontrollabili, si cercò allora di bloccare le frontiere, ma la migrazione illegale continuò inarrestabile.

Una operazione che oggi chiameremmo umanitaria sfuggì di mano all’esercito e ai funzionari imperiali, gli accampamenti allestiti per i profughi erano insufficienti, il cibo scarso, la popolazione locale non accettò i nuovi arrivati, disorganizzazione e corruzione fecero il resto.

Dopo tre anni di disordini tutti gli accordi erano saltati, il conflitto fu inevitabile e il 9 agosto del 378 ad Adrianopoli un popolo migrante per la prima volta sconfisse l’esercito romano, anche l’imperatore Valente cadde in battaglia.

Secoli prima i Germani di Arminio, avevano sconfitto i Romani nella foresta di Teutoburgo, ma Adrianopoli non può essere paragonala alla “clades variana” del 9 d.c.

Allora i contendenti rimasero sulle loro posizioni, i “barbari” germani si difendevano dall’invasione romana e vinsero, ad Adrianopoli i Romani che per la prima volta si difendevano da un popolo migrante persero.
La battaglia di Teutoburgo tracciò il confine sul Reno, che da allora divide l’Europa, da un lato il mondo mediterraneo, dall’altro quello teutonico, Adrianopoli invece cambiò lo scenario geopolitico dell’Occidente romano.

Per lo storico della chiesa Rufino “quella battaglia fu l’inizio dei mali per l’Impero romano allora e per i tempi a venire”. E tutto ebbe inizio con l’idea di accoglienza.

Dobbiamo fermare quei malati di mente che vedono ogni situazione come un’occasione per importare popolazioni ostili in Italia e in Occidente.




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