mercoledì 25 settembre 2019

ROMA: AGGREDITI E DERUBATI TRE BUONISTI DA CLANDESTINI AFROISLAMICI. GODONO GLI ATTIVISTI ANTI-IMMIGRATI CLANDESTINI SUOI SOCIAL.



BANDA DI AFRICANI RAPINA SENATORE M5S E MAGISTRATO



Sono stati derubati nel giro di poco tempo dagli stessi ladri, una banda di giovani africani che ha messo a segno i colpi nella zona della stazione Termini. Magari di quelli sbarcati a Lampedusa nelle prime settimane di governo PD-M5s e poi traghettati verso nord dallo stesso governo del ribaltone:


Lampedusa è al collasso. Ieri, bloccati causa mare mosso, i trasferimenti sono ripresi stamattina, quando sono stati spostati dall’hotspot di Lampedusa circa 90 clandestini, ne restano oltre 200, a fronte di una capienza di 96, ma domani altri 90 lasceranno l’isola. Invece di rimpatriarli o ricollocarli come promesso in altri Paesi Ue.

Oppure di quelli liberati dal centro rimpatri di Roma:


Abbiamo un governo che sta dalla parte della mafia nigeriana. I clandestini nigeriani hanno incendiato il centro di rimpatrio di Roma, a Ponte Galeria, per non essere rimandati in Nigeria: Nigeriani incendiano centro immigrati per evitare rimpatrio E il governo abusivo che fa? Li mette tutti sul primo aereo militare per la Nigeria?


E finalmente, le vittime non sono due cittadini comuni, ma il senatore del Movimento 5 Stelle Gabriele Lanzi e un giudice della Corte di Cassazione. Due africani componenti della banda sono stati catturati. Il terzo è ancora ricercato.
I ladri hanno colpito per primo il magistrato, che stava pranzando in un ristorante vicino alla stazione. Quando è venuto il momento di pagare, il giudice della Cassazione si è accorto che la sua valigetta 24 ore era sparita. Dentro c’erano dei documenti riservati e gli atti di un convegno al quale avrebbe dovuto partecipare. Poco dopo è toccato all’onorevole Lanzi. Il senatore grillino stava cercando un taxi in via Amendola e in quel momento si è avvicinato a lui un ragazzo per chiedergli un’indicazione stradale mentre un altro immigrato faceva da palo. Ma era una scusa. Un attimo di distrazione è costato caro a Lanzi perché è arrivato un altro componente della banda che ha portato via i bagagli che il politico aveva con sè. All’interno c’erano un pc, un iPad e alcuni documenti. La banda si è poi allontanata.
Dopo il furto, il senatore è andato dalla polizia. Gli agenti hanno setacciato le strade vicino alla stazione, dopo aver riconosciuto i responsabili dei furti. Hanno identificato un africano e hanno notato che aveva con sé le chiavi con il logo di un bed and breakfast. Una volta giunti nell’alloggio, hanno trovato gli oggetti rubati a Lanzi e alcuni documenti del magistrato.
Avrebbero fatto lo stesso per due cittadini normali?

























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