giovedì 26 settembre 2019

MIGRANTI, PATTO DI MALTA È MORTO: POLONIA NON FIRMA REDISTRIBUZIONE







MIGRANTI, PATTO DI MALTA È MORTO: POLONIA NON FIRMA REDISTRIBUZIONE






La Polonia si chiama fuori dalla redistribuzione del 10 per cento dei clandestini che sbarcano in Italia decisa a Malta da 4 Paesi Ue. Di fatto già rendendo inutile il cosiddetto ‘accordo’.


Perché il governo di Varsavia accoglie solo chi condivide, con i polacchi, lingua, tradizioni e cultura. Lo ha chiarito a scanso di equivoci Anna Maria Anders, la nuova ambasciatrice polacca a Roma.
Come vedete: il comunismo ha fatto estremamente meno danni del liberalismo.
Intervistata da La Stampa, la diplomatica spiega: “L’Ue vuole la redistribuzione, ma noi non cambiamo il nostro punto di vista. Varsavia fa già tantissimo. In Polonia ci sono due milioni di ucraini di cui tanti fuggiti da zone di guerra. E si integrano bene, condividono in parte la lingua, le tradizioni, la cultura”.
“Il ruolo del cristianesimo è un collante della nazione polacca. E questo deve essere rispettato. Per quasi mezzo secolo non abbiamo avuto la possibilità di mostrare le nostre bandiere, di manifestare liberamente, di cantare i nostri slogan e l’inno. Ora abbiamo la libertà di farlo e non è possibile essere liquidati come nazionalisti solo perché sveliamo con orgoglio la nostra identità”.
“L’Italia è il nostro terzo partner economico in Europa, ci sono mille industrie che investono in Polonia”. E sull’esecutivo giallorosso l’Anders rimane cauta, per non dire cautissima: “Il nuovo governo italiano resta un punto interrogativo, vedremo fra sei mesi e valuteremo…”.
Non durerà sei mesi.










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