domenica 1 settembre 2019

CONTE È UNA POCO DI BUONO: LA DÀ A DESTRA E A SINISTRA







CONTE È UNA POCO DI BUONO: LA DÀ A DESTRA E A SINISTRA


E’ tempo che qualcuno dia una definizione precisa di Conte, il non eletto che si è trovato a fare il premier notaio del primo governo populista italiano e che, poi, nel giro di pochi giorni, diventa il presidente incaricato di un esecutivo anti-populista dell’establishment: troia politica.
La femmina del maiale; è termine più volgare del sin. scrofa e si riferisce quasi esclusivamente alla femmina destinata alla riproduzione; fig. ( spreg., pop. ), donna di malaffare, che si concede con estrema facilità.
Conte ricade alla perfezione in questa definizione. Non era mai accaduto prima che un premier passasse con tale facilità da un opposto al suo contrario. Dopo avere tra l’altro detto:

Giuseppi Conte il 25 luglio: Che io possa andare in Parlamento a cercare maggioranze alternative o che io voglia addirittura dare vita a un mio partito è pura fantasia. Non facciamo i peggiori ragionamenti da Prima Repubblica. Restituiamo alla politica la sua nobiltà, la sua nobile vocazione. Voliamo alto. pic.twitter.com/3S8HXKmFw6 — Giuseppe Conte (@GiuseppeConteIT) July …



Insomma, siamo in presenza di un trasformista senza eguali.
Oggi è riuscito anche a dire di non essere un “premier per tutte le stagioni”, quando nel giro di una settimana è passato da Salvini a Zingaretti. Che sia un bugiardo quasi patologico lo dimostra anche questo:
“Stiamo lavorando ad un progetto, io lo faccio con entusiasmo e sono convinto che anche Luigi Di Maio ci stia lavorando con entusiasmo così come tutti gli altri protagonisti”. Lo ha affermato il presidente del Consiglio incaricato, Giuseppe Conte, intervenendo alla Festa de ‘Il Fatto quotidiano’.
Di Maio è proprio entusiasta di fare il tacchino a Natale.
Qualcuno definisce Conte ‘Camaleonte’, noi lo definiamo ‘troia’.



Deve avere allora DNA democristiano. Sapete, la vecchia DC prendeva voti a destra ma faceva politica a sinistra.



Non credo che Di Maio sia un tacchino, questa è una guerra tra furbi. Il suo antagonista è il pesce in barile Fico, altro volpone ed il gioco è il controllo del M5S che Di Maio aveva già perso da diversi mesi.
In questa telenovela l’unico tacchino è proprio Giuseppi la zoccola.
Si sta scavando la fossa da solo ed una volta bruciato gli alleati Salvini d Di Maio ripartiranno da dove si erano lasciati.

















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