domenica 1 settembre 2019

BRACCIANTE ITALIANO MUORE SUL CAMPO PER TROPPO LAVORO





BRACCIANTE ITALIANO MUORE SUL CAMPO PER TROPPO LAVORO




E’ morto per il caldo torrido mentre lavorava sotto una serra per la coltivazione di meloni. Un malore improvviso ed è deceduto subito dopo.Italiano, cinquantacinque anni, residente con la sua famiglia nel napoletano, lavorava al nero in un’azienda agricola all’estrema periferia di Giugliano, in provincia di Napoli.
Voi sapete perché accade, vero? Perché sono i nostri sono in competizione con ‘loro’:

A Frosinone, nel cuore del basso Lazio, si avvicina inesorabile il periodo di vendemmia. Qui conosco un uomo italiano di 49 anni, da tre mesi arranca tra le campagne della zona. Faceva il contabile in un’azienda di elettrodomestici, è stato licenziato lo scorso gennaio ed è diventano bracciante agricolo a giornata.


Di queste morti, dobbiamo ringraziare la continua importazione di ‘carne umana’ dall’Africa che costringe i nostri a condizioni di lavoro inumane per ‘reggere’ la concorrenza degli africani. I sindacati sono tra i primi responsabili.
Se non fai lo schiavo:
La dipendente a spese dei contribuenti italiani dell’Onu, tal Carlotta Sami, condivide un articolo del giornale dei grandi industriali, noto per essere quasi in bancarotta e avere truffato i contribuenti spacciando copie mai vendute, in cui si cita un bizzarro report di Bankitalia: Bankitalia: i migranti non tolgono lavoro agli italiani https://t.co/doWvfth8aG — Carlotta Sami …


Prima della massiccia importazione di ‘negri’, sponsorizzata dalla sinistra cattocomunista:



Non credete che il quasi milione di giovani maschi africani scaricati in Italia in questi anni siano il mero frutto del caso: non è così. E’ un progetto che arriva da lontano. Primo: non fuggono da alcuna guerra, non sono qui perché in cerca d’asilo. 


I lavori stagionali erano normali lavori che prevedevano, tranne casi che sempre ci saranno, una paga e condizioni di lavoro dignitose.


La Lega ha le mani abbastanza legate sul problema del dumping salariale, perchè quello purtroppo fa comodo agli imprenditori agricoli, che fanno capo alla “vecchia Lega” ancora presente nel partito.
Sarebbe toccato al M5S combattere il fenomeno ed in particolare a Di Maio ministro del lavoro. Hanno fallito su un punto che sarebbe stato un fiore all’occhiello per i grillini.





















Nessun commento:

Posta un commento