venerdì 3 gennaio 2020

SOLEIMANI, GENERALI PREOCCUPATI: “ORA ITALIA È A RISCHIO”







SOLEIMANI, GENERALI PREOCCUPATI: “ORA ITALIA È A RISCHIO”

 








“Non c’è dubbio che di fronte a questa azione l’Iran dovrà reagire, non può perdere la faccia. In che modo? Non lo sappiamo, ma è chiaro che l’Italia è particolarmente esposta”, dice il generale Vincenzo Camporini, ex capo di stato maggiore della Difesa, parlando del raid Usa in cui è rimasto ucciso Qassem Soleimani. “Ricordiamo – prosegue – che in Libano la situazione politica è a dir poco confusa, gli Hezbollah sono filo iraniani ed è ipotizzabile una ritorsione contro Israele che passa attraverso la ‘Linea blu’, dove sono schierati 12.000 uomini delle Nazioni unite e un migliaio di italiani che hanno il comando della missione. E poi non dimentichiamo che abbiamo 800 addestratori proprio in Iraq e 300 militari in Libia, dove c’è un nostro ospedale”.
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Secondo il generale Leonardo Tricarico, ex capo di stato maggiore dell’Aeronautica, “gli Usa con l’uccisione del generale Quasem Soleimani hanno colpito un’icona. E’ un’ulteriore dissennata destabilizzazione dagli esiti incerti, senza apparente logica”.
Sul caso dell’uccisione di Soleimani, ci siamo limitati alla fredda cronaca degli eventi, perché nessuno ha la piena ragione. E probabilmente non esiste ragione, piuttosto interessi divergenti.
Ma l’errore è a monte: considerare l’Iran come il nemico e non, invece, l’Arabia Saudita. Non arrivano terroristi sciiti. Gli iraniani non portano avanti un jihad globale attraverso l’immigrazione, che è esclusivamente sunnita e finanziata dal wahabismo saudita.
Il problema è che i sauditi finanziano anche i nostri politici. In particolare quelli americani: i legami tra la famiglia Bush e la corona saudita hanno evitato a Riad l’annientamento dopo l’11 settembre. Perché c’erano loro dietro: non l’Afghanistan e non, soprattutto, l’Iraq.


Quindi, perché Trump ha colpito il generale iraniano? Perché l’Iran sta ideologicamente e politicamente annettendo l’Iraq che, del resto, è a maggioranza sciita.
Sia chiaro, il governo iraniano non è il bene. Ma viene eletto più o meno democraticamente, mentre in Arabia Saudita non vota nessuno. In Iran le donne possono frequentare l’università, in Arabia nemmeno uscire di casa sole. La ricchezza non è concentrata in poche mani.
Questo perché l’islam ha comunque dovuto mutare pelle essendo stato trapiantato di forza sullo Zoroastrismo: quella è la Persia, e sono indoeuropei come noi, non arabi. Per questo lo sciismo ha più somiglianze con il Cristianesimo rispetto all’Islam ‘ortodosso’. Non è iconoclasta, ad esempio.
C’è un unico motivo per cui gli Usa sono nemici dell’Iran invece che dell’Arabia Saudita, a parte i soldi di Riad: Israele.
L’importante è dirlo chiaro. La difesa di Israele è cosa buona e giusta. E in questo caso è l’unico fattore in campo.




Trump è sotto ricatto, forse è questa la spiegazione, e lui, da verme, si è piegato, ha barattato l’impeachment con l’omicidio del generale iraniano voluto probabilmente dagli israeliani. Questa forse è l’unica spiegazione plausibile di quanto accaduto. E Salvini ha mostrato di essere un ignorante, abbiamo cioè il leader dell’opposizione che è mal consigliato, che non ha capito nulla della situazione e non ha capito neanche chi vuole l’invasione dei migranti, almeno tenesse la bocca chiusa su argomenti che non conosce…
…insieme a Salvini stanno festeggiando per la morte di Qassem Suleimani: l’isis, i foreign fighters attivi in medio oriente e quelli in europa, i clandestini islamici fondamentalisti compresi gli spacciatori, i terroristi, i sauditi, gli imam salafiti integralisti, boko haram, i fratelli musulmani, le milizie jihadiste in Libia.



Bush vuole ritirarsi dal medio oriente, e l’unico modo per farlo e’ far subire al suo esercito una guerra di logoramento estenuante in quelle aree. Trump odia i militari, che per lui sono politicanti, e li costringe a fare quello per cui sono pagati: morire in guerra. Con la NATO farà lo stesso, una guerra contro la Russia facendo massacrare gli eserciti Europei. Fa bene, speriamo soffra anche Israele.



Per il bene che ci fa, Israele è solo un posto dove può rifugiarsi la Ghislaine Maxwell del caso oltre ad essere uno dei più gravi problemi di destabilizzazione del medio oriente con la sua sola presenza.
A ben vedere, non è nemmeno “casa” loro essendo gli Ashkenazim di derivazione centroeuropea.



Essendo noi parte delle colonie della “democrazia”, noi facciamo parte della “bestia” di cui si parla nel nostro libro.
In un versetto interessante si parla di coloro che vivono nel ventre della “bestia”: Apocalisse 18.4
Poi udii un’altra voce dal cielo che diceva: Uscite da essa, o popolo mio, affinché non siate partecipi de’ suoi peccati e non abbiate parte alle sue piaghe;



Già che ci siamo, sarebbe interessante dire chiaro anche perchè.
Pare essere condizione necessaria ma non sufficiente per la sopravvivenza politica (ma questo non vale per la “sinistra”, perchè?), e a quanto si è visto non solo politica ma anche fisica. Ma anteporre gli interessi di uno Stato estero al proprio, difficilmente riesco a collocarlo nella categoria “buona e giusta”, al massimo nel “meno peggio”. Dev’esserci qualcosa che non so e forse non si può dire. Proverò con il cappello pensatore in alluminio, forse mi viene in mente.
P.S. “un buon silenzio non fu mai twittato”, ciao Salvini.



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