venerdì 3 gennaio 2020

GREGORETTI, SALVINI INCASTRA CONTE: “SAPEVA TUTTO, HA MENTITO” – LEGGI 7 MAIL








GREGORETTI, SALVINI INCASTRA CONTE: “SAPEVA TUTTO, HA MENTITO” – LEGGI 7 MAIL







Salvini attacca sul caso Gregoretti. Cerca la sfida. Vuole essere processato per fare del suo ‘processo’ un processo politico in piena campagna elettorale.
Ma vuole anche mettere in chiaro che tutto il governo, come ovvio, sapeva. Nella memoria difensiva che l’ex e presto nuovo ministro dell’interno ha presentato in seno alla giunta per le immunità del Senato, sono presenti le mail che incastrano Conte.
Nel testo di 9 pagine depositato a palazzo Madama, Salvini ha ricostruito giorno per giorno l’evolversi di quella vicenda, evidenziando soprattutto quei passaggi che, secondo l’ex ministro, possono dimostrare il coinvolgimento collegiale di tutto il governo Conte I.
Sette mail allegate alla memoria. Missive scambiate tra funzionari del gabinetto della Farnesina e di Palazzo Chigi proprio per la gestione del caso Gregoretti. In queste comunicazioni intercorse tra il 26 luglio ed il 2 agosto, si parla in particolare delle richieste di redistribuzione dei migranti a livello comunitario e delle relative iniziative da intraprendere per giungere ad una soluzione: “Anche in questa occasione – si legge nella memoria firmata da Salvini – emerge ancora una volta che, in linea con la prassi consolidata, la gestione dei migranti non rappresentava l’espressione della volontà autonoma e solitaria del Ministero dell’Interno, bensì una iniziativa del Governo italiano coerente con la politica relativa ai flussi migratori, definita anche nel Contratto di Governo, che non può essere svilita come mera posizione politica avulsa dalla complessiva strategia dell’Esecutivo”.

L’ex ministro dell’interno, nel testo consegnato al Senato, ha fatto riferimento anche ad alcune dichiarazioni rese dai suoi ex colleghi di governo in cui si evincerebbe il sostegno dato alla sua linea politica: “il dialogo tra i ministeri delle Infrastrutture, dell’Interno e della Difesa in quei giorni era in atto”, è ad esempio una frase attribuita al ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Allo stesso modo, nelle memorie sono riportate anche le frasi di Di Maio secondo cui “L’Italia non può sopportare nuovi arrivi di migranti, devono andare in Europa”.
Nelle memorie, spazio anche ai riferimenti dei contatti con palazzo Chigi e dunque anche con il presidente del consiglio Giuseppe Conte. La giunta per le immunità del senato si riunirà il prossimo 20 gennaio: in quella data, si saprà l’esito del percorso che potrebbe portare allo stop del procedimento nei confronti di Salvini oppure al via libera ai magistrati. Un voto che sarà, in primo luogo, politico e che potrebbe spaccare l’attuale maggioranza.











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