RIVOLTA NEL PAESINO BORGO DA AFRICANI, INCENDIATO BUS CHE LI PORTA IN PISCINA
Il paese della Sicilia è un simbolo della sostituzione etnica: svuotato negli anni dalla popolazione locale a riempito di finti profughi africani dal Pd, destinatari di un progetto di Sprar diffuso.
Il mezzo era impiegato in diverse attività, tra cui il servizio per raggiungere la scuola.
Perché qui, in questo borgo di poco più di 1400 anime, nell’entroterra della Sicilia, si è riproposto il famigerato ‘modello Riace’: le case rimaste sfitte a causa di una massiccia emigrazione da parte della popolazione locale sono state riempite di africani, pagati dai contribuenti italiani per stare lì. Roba da matti.
Nel 2014 il comune di Sutera con l’associazione I Gira$oli ha ideato un progetto di Sprar diffuso affidando le case a una ventina di famiglie di immigrati che di fatto hanno africanizzato il borgo. Stipendiati dai cittadini per abitare lì: tanto valeva stipendiare i siciliani emigrati!
Quel pulmino serviva anche per altre attività, come andare in piscina o al mare.
«Accanto è stata trovata una grossa pietra, chi ha bruciato il nostro mezzo ha spaccato prima il parabrezza. Siamo sgomenti, è stato come un fulmine a ciel sereno, nessuno di noi se lo aspettava», racconta Calogero Santoro, presidente dell’associazione I Gira$oli che da anni fa business con l’accoglienza a Sutera, ma anche nei paesi limitrofi. Una vera piovra.
L’incendio è sicuramente doloso. Evidentemente ai cittadini locali non piace l’idea di essere ‘ripopolati’ da africani.

Nessun commento:
Posta un commento