STRAGE DI STATO: IL 2 MARZO ISS CHIESE CHIUSURA DI ALZANO E NEMBRO, NO DEL GOVERNO
STRAGE DI STATO: IL 2 MARZO ISS CHIESE CHIUSURA DI ALZANO E NEMBRO, NO DEL GOVERNO
L’Istituto Superiore di Sanità chiese l’isolamento immediato e la chiusura, con la creazione di una zona rossa, come quella di Codogno. Il governo rispose di no, che era tutto sotto controllo. Da allora centinaia di morti.
Ricordate la denuncia dei sindaci di Alzano Lombardo e comuni limitrofi, che avevano chiesto al governo l’istituzione di una zona rossa?

https://vod08.msf.cdn.mediaset.net/farmunica/2020/03/572545_170ea47e7df965/170ea47e7df965-19_0.mp4 «La nostra idea era di fare un grande sacrificio subito per essere liberi prima: se ci avessero ascoltati, le cose sarebbero andate diversamente». Parla così, affranto, il sindaco di Alzano Lombardo (Bg), Camillo Bertocchi, 43 anni. Epicentro dell’epidemia di coronavirus che sta falcidiando la provincia di Bergamo. «Cinque solo l’altra mattina.
Da ascoltare. "Sono morti come dei cani. Non era giusto che Papà morisse così. Lo Stato ha sbagliato e sa di aver sbagliato." A fine emergenza bisognerà fare i conti, non si può giocare con la vita delle persone in questo modo, è indecente. #RadioSavana #CoronaVirus #COVID19 pic.twitter.com/jINeBD5kjG — RadioSavana (@RadioSavana) March 19, 2020.
Pare che non siano stati solo i sindaci e i cittadini a fare la richiesta respinta in modo sprezzante dal governo Conte. Con tanto di minacce dal Viminale.
Secondo il giornale TPI, in data 2 marzo – una settimana dopo aver diagnosticato i primi pazienti infetti da Covid19 all’ospedale di Alzano Lombardo e mentre la maggior parte dei sindaci della Lombardia, con in testa Giuseppe Sala, sindaco di Milano, e Giorgio Gori, sindaco di Bergamo, lanciavano gli slogan “Milano non si ferma” e “Bergamo non si ferma” – sarebbe stata messa per iscritto una nota tecnica dell’Istituto Superiore di Sanità, che evidenziava l’incidenza di contagi da Covid19 nei comuni bergamaschi di Alzano Lombardo e Nembro e in quello bresciano di Orzinuovi, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura, con la creazione di una zona rossa, come quella di Codogno.
Eppure, ancora oggi, nella zona sono attive centinaia di fabbriche grazie alle deroghe presenti in quel delirante decreto che invece impedisce di passeggiare in solitaria nel resto d’Italia.
Se vero che anche un organo scientifico aveva richiesto, seppure in ritardo, quanto già chiesto dai sindaci, e che il governo ha finto di non sapere, è omicidio di Stato.