lunedì 15 gennaio 2024

 BREAKING NEWS, EMILIA

NIGERIANO LE SFREGIA IL VOLTO E LA VIOLENTA PER 20 ORE: ORRORE A REGGIO

GENNAIO 15, 2024


































Un africano di 46 anni è accusato di uno stupro brutale ai danni di una donna di 39 anni. Nonostante le prove schiaccianti, l’accusato ha cercato di confutare le accuse.

Il nigeriano deve rispondere delle accuse di sequestro di persona, violenza sessuale aggravata, deformazione dell’aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso, lesioni personali aggravate e spaccio di stupefacenti. I fatti contestati risalgono alla sera della vigilia di Natale, quando l’africano avrebbe invitato la donna, una 39enne che conosceva da tempo, a casa sua.

Secondo gli inquirenti, avrebbe segregato la donna in casa, fornendole crack e diversi superalcolici per stordirla, e poi avrebbe abusato sessualmente di lei per ore. Durante gli abusi, avrebbe afferrato la donna per il collo e colpito al volto e alla testa, causandole anche uno sfregio permanente.

La donna sarebbe rimasta in balia del suo aguzzino per circa venti ore, fino al giorno dopo quando lui l’ha caricata in auto e l’ha abbandonata nei pressi di una fermata dell’autobus sanguinante e col volto tumefatto. La 39enne era stata soccorsa da alcuni passanti e portata in ospedale dove infine aveva raccontato la terribile violenza subita.

La 39enne ha confermato tutto ai carabinieri, allertati dal personale medico, presentando formale denuncia e indicando anche l’abitazione dove si sarebbero consumati i fatti. In casa i militari avevano trovato anche tracce di sangue sul materasso. Dall’inchiesta sono emersi elementi probatori che hanno convinto i pm a chiedere e ottenere dal giudice l’arresto del 46enne.

Secondo l’immigrato, il giorno della vigilia di Natale, nell’appartamento da lui abitato in zona stazione, non si sarebbe consumato alcuno stupro. Ha parlato di un rapporto consenziente, una prestazione sessuale dietro compenso, che si sarebbe svolta in compagnia di un’altra coppia. Una sorta di festino che avrebbe seguito un copione già consolidato dagli stessi protagonisti in altre occasioni.

La vittima, tuttavia, ha mostrato segni evidenti di percosse e uno sfregio al volto che resterà permanente. È stata trasportata in ospedale da un’ambulanza allertata da alcuni passanti ai quali aveva chiesto aiuto.

La ricostruzione dell’accusato non ha convinto il giudice per l’udienza preliminare, in quanto scarna di prove. L’africano non è stato in grado di fornire i nomi delle persone da lui menzionate come presenti ai fatti, avvenuti nell’abitazione che il 46enne divide con due coinquilini.

L’africano, sposato con due figli e originario della Nigeria, vive in Italia da circa 20 anni ed è dipendente di un’azienda di servizi. Accusato anche di spaccio, ha ammesso il consumo di alcol, escludendo però l’assunzione di droga da parte di ogni persona coinvolta nell’episodio.

Comunque vada ha vinto lui: ogni volta che uno di loro figlia in Italia è una loro vittoria e una nostra sconfitta.








“Gli immigrati regolari che lavorano, pagano le tasse e mandano i figli a scuola sono miei fratelli” (Matteo Salvini “Capitan Findus”)


Allora sono figli di puttana.











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