venerdì 26 marzo 2021

 BREAKING NEWS, POLITICA

IL GOVERNO PRONTO A SCARCERARE I BOSS MAFIOSI: VOGLIONO ABOLIRE L’ERGASTOLO

MARZO 24, 2021




































Ha suscitato forti proteste la decisione del governo di cambiare linea sull’ergastolo ostativo, ovvero di aprire alla possibilità che possano accedere alla libertà condizionale anche i condannati al carcere a vita per reati di mafia o terrorismo che si rifiutano di collaborare con la giustizia. Il tema è all’attenzione della Corte costituzionale, che deve esprimersi sulla costituzionalità, appunto, della norma.

Questi, invece di pensare alla non costituzionalità degli psicoreati, si riuniscono per decidere come scarcerare i boss. E’ eversione. Ed è eversione già l’idea che quindici non eletti decidano sulla costituzionalità di una legge. La Consulta va abolita: vogliamo una costituzione viva, il popolo è l’unica costituzione. E qualunque legge viene dal popolo deve essere di per sé costituzionale. Questa è l’unica forma di democrazia. Tutto il resto è il controllo di una oligarchia che attraverso organismi come la Consulta impedisce al popolo di essere sovrano.

Ma veniamo al cambio di linea del governo sull’ergastolo ostativo. La sentenza era attesa per oggi, ma la Consulta ha fatto sapere che non arriverà neanche per la prossima settimana, quando invece proseguirà al discussione. A sparigliare è stato l’inatteso cambio di linea dell’Avvocatura dello Stato, che nel giudizio rappresenta il governo. L’avvocato dello Stato, Ettore Figliolia, dal quale ci si aspettava la richiesta di rigettare l’ipotesi di incostituzionalità, ha invece aperto alla possibilità che i giudici di sorveglianza concedano i benefici anche a mafiosi e terroristi irriducibili. Un colpo di scena nel quale ha avuto un ruolo il nuovo ministro della Giustizia, Marta Cartabia.

Figliolia, infatti, nel suo intervento ha fatto riferimento a una sentenza dell’ottobre del 2019 di un collegio della Consulta che giudicava incostituzionale l’ergastolo ostativo. Collegio del quale faceva parte la Cartabia, prima di approdare alla presidenza della Corte costituzionale. La notizia del cambio di linea del governo è stata accolta con rabbia dai parenti delle vittime. Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, ha parlato di “resa incondizionata dello Stato”. “A 30 anni di distanza – ha aggiunto – stanno pagando la più grande e grossa cambiale prevista dalla trattativa”. Per Maria Falcone, sorella di Giovanni, poi, “consentire a un boss ergastolano che non abbia mai intrapreso la strada della collaborazione con la giustizia di godere di permessi premio sarebbe un clamoroso arretramento nella lotta a Cosa nostra”.

“Nella nostra legislazione – ha aggiunto la sorella del magistrato ucciso a Capaci – ci sono punti fermi come l’ergastolo ostativo e il carcere duro, che sono frutto del lavoro e dell’esperienza dei tanti servitori dello Stato che al contrasto ai clan hanno dedicato la vita”. “Indebolire una normativa costata sangue e sacrifici e in grado di far mettere a segno allo Stato risultati importanti sarebbe imperdonabile”, ha aggiunto Maria Falcone, facendo comunque sapere di confidare nella “sensibilità” della Consulta. Si è detta “profondamente delusa”, poi Tina Montinaro, vedova di Antonio, il capo scorta di Falcone.

“No a sconti per i mafiosi all’ergastolo”, è stata poi la posizione espressa da Matteo Salvini. “Lo Stato non può arrendersi, vanificando anni di impegno contro le organizzazioni criminali. Lo dobbiamo alle vittime, a chi combatte i mafiosi, ai nostri figli”, ha sottolineato il leader della Lega, ricordando che “si contano 1.261 condannati a ergastolo ostativo, ovvero il 71% di chi deve scontare il carcere a vita”. Dunque, il tema promette di avere ripercussioni anche nel governo.

La Cartabia è molto peggio del predecessore. Perché ha qualche neurone in testa. Quindi è più pericolosa.



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