giovedì 26 dicembre 2019

FIORAMONTI, È RISSA COL M5S: “CI DEVE DARE 70MILA EURO”








FIORAMONTI, È RISSA COL M5S: “CI DEVE DARE 70MILA EURO”






Questi incapaci non lasciano in pace i cittadini nemmeno a Natale. Ai grillini non vanno giù le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, soprattutto perché hanno svelato le marchette contabili e i tagli alla scuola.
E’ durissima la reazione del Movimento 5 Stelle, dopo il post pubblicato su Facebook da Fioramonti per spiegare il suo passo indietro.
E come la banca d’affari che è, il M5s ha chiesto all’ex professore di economia politica all’Università di Pretoria di “restituire i 70mila euro che ci deve”, somma che corrisponde ai mancati rimborsi di Fioramonti al partito e all’associazione Rousseau.

Versamenti a cui sono vincolati tutti i parlamentari grillini. Di sicuro è una questione di soldi. Da mesi Fioramonti minacciava la sua uscita dal governo se la manovra non avesse stanziato almeno 3 miliardi di euro per la scuola e l’Università. Ora il MoVimento vuole 70mila euro.
“Sarebbe servito più coraggio da parte del Governo”, ha scritto stamani sui social Fioramonti, rivendicando il suo “impegno per rimettere l’istruzione – fondamentale per la sopravvivenza e per il futuro di ogni società – al centro del dibattito pubblico”, per poi assicurare il “mio impegno per la scuola e per le giovani generazioni non si ferma qui, ma continuerà – ancora più forte – come parlamentare della Repubblica Italiana”.
“Tre miliardi? Cominciasse lui a restituire i 70mila euro che ci deve”, la frase che filtra dai vertici grillini, ormai a capo di un partito in disarmo.
Il timore del M5s è che il ministro delle merendine abbia l’intenzione di lasciare il MoVimento per formare un gruppo autonomo alla Camera, a cui potrebbero aderire i deputati Angiola, Aprile, Cataldi, Toma, Rossini e Rachele Silvestri. Sembra che il M5s stia per esplodere in tanti piccoli gruppi di potere.



Non era professore ma “lecturer”, lui e i suoi soci sono il primo pezzo del “partito di Conte”. Sono tutti quasi certamente sponsorizzati da Soros o simili. Sosterranno comunque questo governo. Bella compagnia, insomma.













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