lunedì 24 maggio 2021

 BREAKING NEWS, CAMPANIA

SINDACO INDAGATO PERCHÉ RIMUOVE BICI ABUSIVE DEGLI IMMIGRATI

MAGGIO 23, 2021





























”È una vicenda paradossale, per certi versi allucinante. Non ho commesso nessun furto, mi sono semplicemente limitato a rimuovere alcune biciclette ferme, con tanto di catena, nell’androne del Comune e poste in modo da ostruire anche il regolare passaggio. Per giunta personalmente non sapevo a chi appartenessero quei mezzi. Ho fiducia nella magistratura e porterò nelle sedi opportune le prove che dimostrano l’estraneità ai fatti che mi vengono contestati”.

A parlare è il sindaco di Striano (Napoli), Antonio Del Giudice, raggiunto – come racconta nell’edizione odierna Il Mattino – insieme ad altre due persone (volontari di protezione civile) da un avviso di conclusione indagini con un’ipotesi precisa di reato: furto pluriaggravato.

Perché, secondo la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, e secondo i carabinieri della compagnia oplontina che hanno svolto le indagini, dopo la denuncia presentata da uno dei ‘proprietari’ delle bici, quei mezzi sarebbero stati portati via intenzionalmente e sapendo precisamente a chi appartenessero. Ovvero a cittadini extracomunitari che sfruttavano la vicinanza del Comune con la stazione della Circumvesuviana per fermare lì i loro mezzi di trasporto e partire alla volta di Napoli, dove lavorano come ambulanti in aree mercatali.

Siamo a metà novembre: stando alle conclusioni a cui sono arrivati gli inquirenti, il sindaco si arma di una grossa tronchese e, facendosi aiutare dagli altri due indagati, spezza le catene che assicurano le biciclette, abusivamente, nell’androne del Comune.

Alcune foto finiscono sui social e alimentano quello che diventa un dibattito politico che durerà diversi giorni.

La discussione finisce anche in consiglio comunale, dove l’opposizione non risparmia critiche ad Antonio Del Giudice nemmeno sull’appartenenza politica, lui che è espressione di Fratelli d’Italia.

Non ha fatto bene: ha fatto benissimo. E pensare che in quella zona d’Italia i magistrati abbiamo tempo da perdere con stupidaggini del genere, anzi, di più, che rovescino la responsabilità, è cosa oscena.








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