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ITALIA: 700.000 CLANDESTINI IN FILA PER FARSI VACCINARE GRATIS
MAGGIO 23, 2021
Ripetiamo quanto scritto in precedenza: le istituzioni che stanno vaccinando i clandestini senza poi denunciarli commettono reato di favoreggiamento.
Li vuoi vaccinare perché sono un’emergenza sanitaria? Intanto non dovevano entrare, perché il covid è l’ultimo dei problemi, visto le zone del mondo da dove arrivano, dove Aids e Tubercolosi ballano allegramente insieme, e poi, se vuoi vaccinali, e subito dopo li accompagni sul primo volo verso casa.
E’ indicibile che gli italiani, oltre a tutte le altre prestazioni gratuite a questi invasori, debbano anche vaccinarli a scrocco.
Oltre 700mila cittadini stranieri in Italia sono attualmente “invisibili” e non hanno accesso alla vaccinazione anti-Covid perché non hanno la tessera sanitaria. Lo spiega Gianfranco Costanzo, direttore sanitario dell’Istituto nazionale salute migrazioni e povertà. “A loro viene rilasciato il tesserino Stp, che garantisce prestazioni urgenti o essenziali, tra cui il vaccino. Ma le piattaforme regionali non prevedono l’accesso con tale documento”.
Ora ‘invisibili’ è il nuovo termine politicamente corretto per clandestini.
Vi sembra normale che un Paese con milioni di italiani che non si possono permettere le cure, ospiti 80mila scrocconi in hotel? E che garantisca cure gratis di ogni tipo a chiunque sbarchi? Perché è così.
Perché vengono prima i clandestini.
L’Italia infatti riconosce agli «stranieri irregolarmente presenti» sul territorio nazionale una corsia preferenziale, riservata ed esclusiva, in cui sono garantite cure e prestazioni che gli italiani possono solo sognare.
Basta un tesserino (Stp) e si ha la strada spianata nell’accesso alle prestazioni di una delle migliori sanità del mondo, soprattutto con un medico «di manica larga» o l’ausilio di associazioni di volontariato più o meno ideologicamente impegnate. E non si tratta solo di interventi urgenti o salvavita, come sarebbe comprensibile, e in linea con giuramenti e deontologia.
Si va molto oltre «le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o essenziali», chiarisce il medico che decide di parlarne. Ne ha avuto diretta esperienza. E spiega di cosa sta parlando: «Per esempio una visita dal diabetologo per la glicemia, o le lastre al torace, o le cure dentarie».
«Protesi, occhiali e ogni ausilio medico gratis per non parlare della completa esenzione per l’acquisto di medicine».
Il tesserino si chiama Stp (Straniero temporaneamente presente) e può essere chiesto «presso qualsiasi Asl».
Il tesserino è valido 6 mesi – informa sul suo sito – ma «rinnovabile». Si rivolge allo straniero irregolare: «Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l’indicazione del tuo nome e cognome».
E assicura i clandestini: «L’accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la pubblica autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani».
Insomma, stai tranquillo, caro clandestino, puoi farti i denti nuovi a spese degli italiani. E nessuno mai ti denuncerà.
«Attraverso il Pronto soccorso è possibile accedere a ogni cura – racconta un medico -. L’emergenza urgenza acuta viene garantita a tutti, però qui si parla di prestazioni banali, rese a persone esplicitamente irregolari, mentre gli italiani se le pagano, o rinunciano dovendo scegliere se curare l’una o l’altra fra più patologie».
«Queste persone hanno tutto – prosegue – e molti lo esigono, con arroganza, e in genere i medici concedono tutto, per non essere accusati di razzismo. Appuntamenti, attese brevi, ricette bianche, hanno capito tutto e sono imbeccati dalle associazioni di volontariato».
E pagate tutto voi. La presenza di immigrati, soprattutto ma non solo clandestini, è un doppio danno per la sanità: sia perché per mantenerli i nostri governi tagliano la sanità, sia perché loro poi usufruiscono di quella sanità che resta.
Mentre le persone ‘non povere’ hanno una capacità di spesa pro-capite mensile per le cure mediche di 65 euro, le persone povere possono spendere solo 10,15 euro, meno di 1/5. Le persone non povere, inoltre, possono spendere, in medicinali, 28,18 euro, contro soli 6,38 euro mensili di chi versa in stato di indigenza. Le difficoltà non riguardano solo gli indigenti: 7 milioni 867 mila persone non povere (3 milioni 564 mila famiglie), nel corso del 2019 hanno dovuto sospendere o limitare almeno una volta la spesa necessaria per visite mediche e accertamenti periodici.
Tale situazione è aggravata dal fatto che le persone povere spendono il 63% del loro budget sanitario mensile per acquistare farmaci da banco e destinano solo 3,77 euro alle altre cure necessarie, di cui fanno parte anche quelle a scopo preventivo. Per questo tipo di spese le persone non povere destinano 36,82 euro, cioè 10 volte di più.
Il diffondersi del coronavirus, le restrizioni e la crisi economica innescata da quella sanitaria “hanno ulteriormente peggiorato le condizioni della popolazione più fragile“, si legge nel report. Quasi un ente assistenziale su due ha subito l’impatto della pandemia: il 40,6% ha dovuto limitare la propria azione o sospendere qualche servizio per un periodo più o meno lungo. Il 5,9% degli enti ha chiuso e non ha ancora ripreso le attività.


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