mercoledì 2 ottobre 2019

SETTEMBRE 2019 SONO SBARCATI 2.500 CLANDESTINI, IL 1 OTTOBRE 650 CLANDESTINI, E OGGI 2 OTTOBRE SONO SBARCATI 870 CLANDESTINI, PER UN TOTALE DI 1.520 CLANDESTINI IN DUE GIORNI. IL GOVERNO PERO' NON DA' NOTIZIA. 







ASSALTO: 870 CLANDESTINI IN POCHE ORE VERSO L’ITALIA, GOVERNO FUORI CONTROLLO




L’annuncio dei porti aperti ha scatenato i trafficanti


Ormai è impossibile da smentire, l’arrivo del governo Conte bis ha scatenato gli scafisti.
Lampedusa sta vivendo l’ennesima e incontrollata ondata di clandestini tunisini:
Una barca a vela, con a bordo 69 clandestini, è approdata sul litorale di Sellia Marina,centro dello Ionio catanzarese. A bordo tutti maschi di nazionalità pachistana. Intanto a Lampedusa, nella notte, giunti 53 tunisini in tre diversi sbarchi. Portati all’hotspot, si è arrivati a 301 presenze a fronte di una capienza massima prevista per 95 … 

Con gli ultimi arrivi il numero degli ospiti all’interno dell’hotspot è salito a 301, a fronte di una capienza massima di 95.

Motivo per il quale un primo gruppo di 75 migranti è stato imbarcato sul traghetto di linea che arriverà in serata a Porto Empedocle, in provincia di Agrigento. Nonostante questo:



Il governo italiano ha dichiarato guerra al popolo. Da quando il Pd è al governo per la quarta volta in sei anni senza voto popolare, sono sbarcati 2.500 clandestini. Sono quasi tutti tunisini. La gran parte arrivata a Lampedusa. Ma il governo italiano, invece di tenerli lì confinati per procedere al rimpatrio.

Se non ci saranno nuovi arrivi, quindi, nella struttura di accoglienza dell’isola resteranno in 230, comunque più del doppio della massima capienza consentita, almeno in teoria.
Ma non basta. Perché sono stati intercettati sui barconi in mare aperto e riportati in Libia quasi cinquecento clandestini solo nelle ultime ore!
Ora si trovano nella città costiera di Khoms, a 120 chilometri ad est della capitale Tripoli. “Siamo partiti in mare ieri sera per arrivare in Italia. Abbiamo navigato fino alle 5 di mattina”, racconta il senegalese Issa. “La nostra barca non è affondata, non avevamo alcun problema. Non mancava niente, volevamo andare in Europa. Ci hanno catturati in mare e siamo stati rimpatriati in Libia”, spiega l’invasore.Con lui, qualche altro centinaio di migranti raggruppati sul molo, guardati a vista, in attesa di sapere quale sarà la prossima destinazione.
E questo lo dobbiamo al lavoro fatto da Salvini in questi mesi, compreso il sequestro di tre navi ong prima di lasciare il Viminale grazie al decreto sicurezza bis. Altrimenti, questi 500 sarebbero sulla Sea Watch piuttosto che sulla Mare Jonio e Open Arms. Ma quanto durerà?
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