PROFUGO CONFESSA: FUGGITO IN ITALIA PERCHÉ HO UCCISO
PROFUGO CONFESSA: FUGGITO IN ITALIA PERCHÉ HO UCCISO

Sequestro di persona al vescovado, il responsabile è stato interrogato dal giudice e durante l’udienza ha raccontato il vero motivo per cui è venuto in Italia: è un assassino.
È il ghanese di 26 anni accusato di sequestro di persona, esercizio arbitrario delle proprie ragioni, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, attualmente detenuto nel carcere di Frosinone, per aver inscenato una violenta protesta per l’interruzione del pocket money, ovvero la paghetta da profugo per gli stravizi, che diamo ai fancazzisti per integrare vitto e alloggio gratis.
L’africano, al quale era stato rifiutato l’asilo, ha raccontato la sua storia. Ha spiegato di esser scappato dal Ghana dopo avere ucciso una persona a bottigliate. Temendo che i familiari della vittima volessero ucciderlo ha richiesto l’asilo che, però, gli è stato negato. Quindi dopo lo stop al pocket money ha inscenato la protesta davanti alla Curia.
Secondo l’accusa dopo aver provveduto a chiudere il cancello e a posizionare davanti alcuni cassonetti dell’immondizia avrebbe detto “qui non esce nessuno se non mi date i soldi”.
L’africano contestava che il provvedimento di revoca del pocket money non gli era stato tradotto in inglese. Davanti al giudice Antonello Bracaglia Morante dove è sotto processo con il rito abbreviato (ed è difeso dall’avvocato Luigi Tozzi), quindi con sconto automatico di 1/3 della pena.
Non è certo l’unico richiedente asilo che confessa di essere un assassino:


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