GUERRA IN FRANCIA: STAZIONI POLIZIA ASSALTATE DA FIGLI DI IMMIGRATI, BOMBE A MANTES

E’ GUERRA ETNICA IN FRANCIA: STAZIONI DI POLIZIA ASSALTATE DA IMMIGRATI
La Francia ha perso il controllo di interi quartieri delle proprie città. Anzi, di intere città ormai a maggioranza afroislamica.
Le immagini che arrivano da Mantes-la-Jolie, ormai non più tanto jolie, sono drammatiche. Raccontano di una guerriglia urbana che ormai è guerra etnica:
France, 2019 :
• des dizaines de personnes tendent un guet-apens à la police
• ils scandent "tuez-les tous !"
• les policiers reçoivent des tirs de mortier et des cocktails Molotov
• les responsables de l'État évoquent désormais la partition et la guerre civile#MantesLaJolie
• des dizaines de personnes tendent un guet-apens à la police
• ils scandent "tuez-les tous !"
• les policiers reçoivent des tirs de mortier et des cocktails Molotov
• les responsables de l'État évoquent désormais la partition et la guerre civile#MantesLaJolie
UN AGGUATO – Giovedì i vigili del fuoco erano intervenuti per un’auto in fiamme, come sempre accompagnati da diverse pattuglie della Polizia, visto che quello non è più territorio francese. A quel punto, gruppi di ‘giovani’ armati hanno circondato la polizia al grido “uccidiamoli tutti” e lanciando bombe molotov e vere e proprie bombe.
Sono state ore di vera battaglia che i media italiani, ovviamente, non vi hanno raccontato.
“La stessa sera un’ora prima era stata la stazione di polizia di Mureaux ad essere attaccata con dei mortai e pochi minuti dopo gli eventi di Mantes-la-Jolie è stata attaccata di nuovo da un veicolo da cui è uscita una quindicina di individui con molotov a sparando proiettili”, sottolinea a BFMTV Julien Le Cam, segretario del sindacato di Polizia a Yvelines.
Gerard Collomb, ex ministro dell’Interno francese, l’anno scorso lasciato il governo sbattendo la porta. Lo ha fatto lanciando un drammatico j’accuse sulla situazione di quelli che ha definito ‘territori perduti’, le cosiddette ‘no-go-zone’.
Aveva chiesto a Macron mano libera per riportare nella legalità intere aree del Paese che, ormai, sono territori stranieri in mano a capi locali dell’immigrazione afroislamica.
La situazione delle enormi aree degradate ed abbandonate alla giurisdizione islamica è in Francia oggi, quello che potrebbe essere in Italia domani.
«Signor Primo Ministro, ho un messaggio da trasmettere – sono andato in tutti questi quartieri, da quelli settentrionali di Marsiglia, da Mirail a Tolosa, fino Corbeil, Aulnay, Sevran – la situazione è eccessivamente degradata e l’espressione “riconquista repubblicana” è particolarmente riduttiva, perché oggi, in queste aree, è la legge del più forte che si è imposta: quella dei narcotrafficanti e degli islamici che ha preso il posto di quella della Repubblica.
Dobbiamo ancora dare sicurezza a questi quartieri, ma credo che sia essenziale cambiarli radicalmente. Sono dei ghetti».
Dobbiamo ancora dare sicurezza a questi quartieri, ma credo che sia essenziale cambiarli radicalmente. Sono dei ghetti».
E invoca un radicale rovesciamento del diritto d’asilo, dice che l’immigrazione “va fermata”, perché “la situazione è già ingestibile”.
Collomb ha così definito riduttiva l’idea della semplice “riconquista repubblicana”: non è una questione ‘militare’, ma demografica. Il problema non sono i territori, ma chi ci abita: che ormai è straniero.
Sentire il ministro dell’Interno francese, di sinistra, ammettere che ormai, intere aeree del suo Paese sono state colonizzate dall’islam, dovrebbe svegliare anche i più addormentati tra noi.
Sentirlo dire che sì, urge riconquistarlo, ma che non basterà, perché è una questione demografica, dovrebbe farci bloccare tutta l’immigrazione: oggi.
E con Collomb è il secondo politico francese moderato che parla di una nazione perduta nel giro di pochi giorni:









continuate così che ci siamo
guerra
che guerra sia
politici buonisti avete voluto la bicicletta
adesso pedalate pedalate
anche se alla fine i fottuti sono i popoli