giovedì 25 luglio 2019

LIBIA: GUARDIA COSTIERA LIBICA RIPORTA INDIETRO 300 CLANDESTINI, NESSUN MORTO. I CLANDESTINI AVEVANO FALSAMENTE SEGNALATO ALLE ONG IL NAUFRAGIO, E CHE ERANO MORTE 150 PERSONE DAPPRIMA, POI ERANO MORTE 100, GIA' QUESTO FA PENSARE CHE ERA TUTTA UNA SCENA, LA SOLITA SCENA. POI ARRIVANO I SOLITI MEDIA DI SINISTRA, I QUALI SPARANO CAZZATE COME AL SOLITO. 

Le autorità libiche hanno bloccato un barcone con 140 clandestini a bordo. Secondo la loro poco credibile testimonianza, a bordo sarebbero stati in 300. Il solito naufragio fantasma.

Il barcone sarebbe partito da Khoms. E’ molto improbabile un barcone con 300 clandestini. L’importante è che non arrivino in Italia, ma noi preferiremmo che non partissero, così non affogano.
Bloccati altri 25, che avevano anche il solito piccolo scudo umano:
🔴 Op 25.07.19 - Zuwara Coastal Security patrol rescued 25 incl. women & children from 1 boat. All disembarked safely & were transferred to ImmDC for P&A

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Senza dubbio, ora, con questo naufragio fantasma non verificabile, inizieranno a dire che è colpa di Salvini e dei porti chiusi. No, senza Salvini e i porti chiusi, non solo ne sarebbero partiti e arrivati decine di migliaia di più, ma ne sarebbero anche morti centinaia di più.

Un barcone con 100 migranti sarebbe naufragato al largo delle coste di Al Khoms. Recuperati altri 140 migranti.
"Casus belli" usato da @UNHCRItalia e @OIMItalia per "ripristinare il salvataggio in mare",proprio ora che sta arrivando la di @MSF_ITALIA e @SOSMedFrance. https://twitter.com/UNHCRItalia/status/1154404395490168832 



ECCO LE CAZZATE DEI MEDIA. 





Migranti, due barconi affondano al largo della Libia: 150 morti

Lo ha reso noto l'Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati. Altrettanti migranti sarebbero stati salvati e riportati indietro sulle coste del paese nordafricano

di  - 25 Luglio 2019 - 19:55





barcone


REGGIO EMILIA – Sono due i barconi affondati davanti alle coste libiche: lo riferisce il portavoce della Guardia costiera libica, Ayoub Gassim. Le due imbarcazioni, con circa 300 persone stimate a bordo, si sono capovolte nelle acque davanti a Khoms, circa 120 km a est della capitale Tripoli. Circa 137 migranti sono stati recuperati e riportati in Libia. “Stimiamo possano essere 150 i migranti affogati e morti”, conferma un portavoce dell’Unhcr, Charlie Yaxley.


Il barcone era partito da Al Khoms, circa 120 chilometri a est di Tripoli. A bordo, secondo i primi racconti dei sopravvissuti, c’erano circa 300 persone, ma non è ancora chiaro se nel naufragio siano rimasti coinvolte due imbarcazioni o una sola. I superstiti sono stati soccorsi da un pescatore e poi restituiti alla guardia costiera.
Ovviamente, quando i media non sanno che cazzo dire, sparano puttanate per distrazione di massa o per apertura dei porti. 
Che cazzo ce andato a fare l'aereo dell'Ong in Libia? Il quale ha scatenato un putiferio. 

AEREO SEA WATCH SORVOLA COSTE LIBICHE: SI SCATENA L’INFERNO DEI BARCONI






Dopo settimane di relativa calma con quasi nessun barcone in arrivo dalla Libia, ecco che il ritorno alle missioni dell’aereo di Sea Watch, che prende il volo da Lampedusa, scatena l’inferno:

Solo una coincidenza vero che oggi, quando è avvenuto il naufragio di due barconi, l'aereo da pattugliamento di @seawatchcrew stesse sorvolando i cieli della ? https://twitter.com/seawatch_intl/status/1154459009430110208 

Sea-Watch International@seawatch_intl
In risposta a @seawatch_intl
About 130 more were saved from drowning but afterwards returned back to the deadly place they had tried to escape. At least seven boats are currently at open sea, trying to reach Europe.

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E’ assalto alle coste europee. Dopo il barcone con 150 clandestini riportato in Libia, che assicurano della presenza di altri 140 che sarebbero affogati su altri due barconi (poco probabile), Malta recupera un barcone con 76 clandestini che poco fa sono stati portati a La Valletta. Mentre, in tutto, sarebbero addirittura 6 i casi Sar (soccorso) di competenza di Malta attualmente attivi: quindi 6 barconi carichi di clandestini. Compresi quelli del presunto naufragio, probabilmente.

Uno di questi è bloccato da più di 12 ore tra Lampedusa e Malta, in acque di competenza maltese, a 50 miglia dalla costa: è attaccato al motopeschereccio di Sciacca (Ag) “Accursio Giarratano” dopo che, la notte scorsa, l’equipaggio è stato intercettato da un gommone con a bordo almeno una cinquantina di clandestini.
Malgrado l’allarme lanciato, le autorità costiere di Malta hanno fino a questo momento negato l’autorizzazione all’approdo.
Il natante è dunque fermo in attesa di istruzioni. Il comandante del motopeschereccio riferisce che i clandestini a bordo del gommone hanno tentato di salire sul suo natante: “Non conosciamo la loro nazionalità, non possiamo lasciarle alla deriva, vorremmo poterle consegnare ad una autorità marittima disponibile, sia italiana che maltese”. Non in Italia: la prossima volta vi fate i cavoli vostri, dovete pescare pesci, non clandestini.
Finché i barconi che sfuggono al blocco italo-libico non vengono riportati indietro, in estate il flusso non finirà. Seppure limitato e volutamente concentrato in pochi giorni per creare il caos e, magari, il naufragio opportunity per le anime belle.
Intanto, la nuova grande nave dei trafficanti umanitari Medici Senza Frontiere e SOS Méditerranée si avvicina all’Italia e alle coste della Libia.
E già minaccia. Come già annunciato dal loro presidente Macron, non porteranno alcun clandestino nei porti libici e punteranno dritto verso le nostre coste con una nave che è il doppio della Sea Watch. L’Ocean-Viking, il cargo battente bandiera norvegese di 69 metri di lunghezza e 15,5 di larghezza, si trova attualmente a largo delle coste portoghesi:

Hassiba Hadj-Sahraoui, islamica di Medici senza frontiere, ha spiegato a Le Figaro che all’organizzazione internazionale non governative erano stati congelati i conti bancari delle missioni italiane e di ricerca e salvataggio, a fronte di un’inchiesta in Italia sulla gestione dei rifiuti a bordo della nave dei veleni Aquarius. Ma ha già ricevuto 100mila dollari dal Comune di Parigi.
Intanto, la direttrice delle operazioni di Sos Méditerranée ha dichiarato: “Non forzeremo le acque territoriali italiane, ma rifiuteremo di sbarcare le persone in Libia, nel rispetto del diritto marittimo internazionale”. Andate in Francia.
Ah, tenetevi forte, ecco chi è ad avere imboccato i ‘naufraghi’:
Quindi le testimonianze dei sopravvissuti del tragico naufragio di oggi, sono state riportate a @MSF_ITALIA, ovvero la stessa a bordo della nave (la nuova ) con @SOSMedFrance. https://twitter.com/MSF_ITALIA/status/1154430272529752066 

Gli stessi che avevano imboccato gli altri ‘naufraghi’:

UFFICIALE, IL NAUFRAGIO DA 117 MORTI ERA UNA BUFALA



E alla fine, come volevasi dimostrare, era una bufala. Il presunto naufragio da 117 morti non è mai avvenuto nelle proporzioni millantate dai 3 clandestini portati a Lampedusa dalla Guardia Costiera. Già ieri e il giorno precedente avevamo diffuso le precisazioni della Marina Militare italiana:


O almeno non c’è mai stata, nelle proporzioni che qualcuno ha tentato, con successo, di imporre all’opinione pubblica. Vox è stato il primo a parlare del video della Marina Militare che smentiva le notizie diffuse dai media: Naufragio da 117 morti, ma Marina Militare: “20 immigrati a bordo” Poi altri hanno ripreso la notizia: Naufragio.

Ora arriva l’ufficialità: non più di 50 clandestini (numero massimo, perché la nostra Marina ha ripreso una ventina di clandestini sul gommone prima che affondasse) risultano dispersi al largo delle coste libiche. Lo ha confermato ad “Agenzia Nova” il portavoce della Marina libica, Ayoub Qassem, che ha smentito le notizie – a questo punto palesemente false – relative all’annegamento di 117 persone.

In precedenza, infatti, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) aveva espresso “profondo dolore” per le notizie relative a circa 117 migranti morti, tutto in base alle testimonianze di tre sopravvissuti (due sudanesi e un gambiano) salvati dalla Marina militare italiana. Questo dopo essere stati visitati da attivisti di MSF.


Interpellato da “Agenzia Nova”, Qasem ha fornito la versione ufficiale dei fatti: “Abbiamo inviato una nostra motovedetta ad effettuare quel salvataggio, ma abbiamo trovato soltanto dei gommoni sgonfi lasciati da un elicottero italiano”, ha detto Qassem. Il portavoce libico ha detto che la motovedetta libica “non ha trovato altri relitti né corpi” in quel tratto di mare. Per le autorità libiche, i migranti ufficialmente dispersi in quel naufragio sono, al massimo, 50 e non 117.
Il motivo: “Se l’imbarcazione fosse affondata avremmo non più di cinquanta naufraghi”, ha detto ancora Qassem, spiegando che “da un certo periodo di tempo a questa parte, tutte le imbarcazioni che trasportano i migranti illegali partono con un numero limitato di passeggeri: ecco perché la storia dei 117 morti non può essere vera”.
E non può esserlo per un altro motivo, il video girato dall’aereo da ricognizione italiano.
Ieri sera, inoltre, la Guardia costiera libica ha annunciato di aver salvato 141 clandestini. Con un video postato sul proprio profilo Facebook, la Guardia costiera libica ha reso noto che ad intervenire in questa operazione di salvataggio è stata la motovedetta “Fezzan”. Nel video si vedono i migranti, di diverse nazionalità africane, venire caricati a bordo della motovedetta e portati in un centro di raccolta per clandestini in via al Sikka, a Tripoli.
Insomma, la collaborazione con la Libia funziona.
A questo punto, siete liberi di continuare a farvi prendere per il "culo" oppure no!.


















































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