martedì 26 febbraio 2019

AFRICANO SI LAMENTAVA DEL GRAN DOLORE AL PETTO, E UNA VOLTA IN OSPEDALE SI FILMA CON PROPRIO CELLULARE E DICE CHE L'INFERMIERA GLI HA DETTO CHE DEVE MORIRE E CHE DEVE TORNARE A CASA SUA.

"TUTTO FALSO, ALTRA RECITA DI RAZZISMO DA PARTE DEI BUONISTI E DALLA SINISTRA, TUTTO PER ACCUSARE SALVINI DI FOMENTARE ODIO RAZZIALE.
ANCORA UNA VOLTA IL PD FA LA FIGURA DI MERDA!.

OVVIAMENTE LA SINISTRA E' SOLO BRAVA A RECITARE.

L’AFRICANO INSULTATO ALL’OSPEDALE SI ERA INVENTATO TUTTO





Ancora una volta un finto caso di razzismo. Ieri:




Ancora un immigrato che vuole diventare famoso col razzismo. E nonostante si rivelino sempre bufale, i media continuano a rimestare nel fango. Anche se non serve a nulla, se non a generare un razzismo che non c’era. Un africano di 20 anni, ivoriano, ha pubblicato online un filmato in cui denuncia un episodio che assicura …


Oggi si apprende che si era inventato tutto.
“Arrivato al Pronto Soccorso, una donna del personale ospedaliero, immagino un’infermiera, mi ha iniziato a rivolgere insulti, dicendo che sarei dovuto tornare al mio Paese ed augurandomi più volte di morire”.

Questa la denuncia su Facebook, col video girato in ospedale col suo nuovo smartphone, di Souleymane Rachidi, 20enne immigrati della Costa d’Avorio. Poi se l’era presa con Salvini: e sembrava tutto fatto ad arte, anche se male.
E lo era.
Infatti l’indagine interna ha rivelato che la signora la cui voce si sente in sottofondo stava parlando di tutt’altro e non con il mitomane africano.
In una nota ufficiale dell’azienda ospedaliera-universitaria si legge: “Non emergono comportamenti o atti assunti dal personale in servizio riferibili ad episodi di razzismo. E’ stato ascoltato tutto il personale del Pronto Soccorso presente nel turno di servizio durante il quale si è registrato l’episodio, ma anche i soggetti esterni presenti al momento del fatto. Gli atti contenenti le dichiarazioni, debitamente sottoscritte dalle persone presenti, sono stati in ogni caso trasmesse all’Ufficio Procedimenti Disciplinari, in quanto le frasi proferite, pur non indirizzate al paziente bensì ad altro operatore sanitario, costituiscono atteggiamenti non ammissibili e passibili di censura”.
Quindi le frasi erano una ‘lite interna’. Quindi tutto tranquillo, perché la ‘vittima’ non era nera. Non è, questo, razzismo?
Comunque gli immigrati hanno imparato in fretta a guadagnare con la bufala del razzismo.

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