sabato 4 dicembre 2021

GLI SBARCHI CLANDESTINI FURONO DECISI DAL PC ALL'EPOCA. I COMUNISTI DOPO GUERRA HANNO FATTO SOLO DANNI E TASSE.




 BREAKING NEWS, INVASIONE

GLI 800MILA SCHIAVI AFROISLAMICI IMPORTATI DAL PD: TUTTO DECISO AL TEMPO DEL PCI

DICEMBRE 4, 2021









Non crediate che i quasi 800 mila giovani maschi afroislamici scaricati in Italia in questi anni – compreso l’ultimo – siano il mero frutto del caso: non è così. E’ un progetto che arriva da lontano.

Il PD ha traghettato in Italia 781.134 clandestini: record mondiale

Questa non è immigrazione: è un piano criminale di sostituzione etnica. Un genocidio con altri mezzi. E noi glielo lasciamo fare. Spaccio dilagante. Ragazzine stuprate e fatte a pezzi. Città in mano alla mafia nigeriana e criminali di ogni razza. Di questo ringraziate il PD. L’unico partito che, in Italia, andrebbe messo fuorilegge.




Primo: non fuggono da alcuna guerra, non sono qui perché in cerca d’asilo. Sono qui per creare quel famoso esercito di riserva di marxiana memoria che le élite economiche – affamate di ‘negri’ – vogliono sfruttare, per spezzare definitivamente le reni ai lavoratori italiani.

E per farli arrivare, si ha prima destabilizzata la Libia, di fatto aprendo il tappo che li teneva in Africa, poi si è fatto cadere il governo italiano eletto nel 2011.

Ascoltate:

Queste non sono risorse, ma un danno alla nostra economia. E li ha importati tutti il PD con il sostegno di Cgil e Caritas coi barconi. Insieme a spacciatori e prostitute. A stupratori e macellai di ragazzine italiane.

Nell’era dei robot e dell’automazione sempre più pervasiva, dell’imminente rivoluzione AI, nella quale servono sempre meno dipendenti per merce prodotta, il governo italiano, invece di puntare sull’intelligenza dei propri giovani, li costringe a ‘fuggire’ importando, invece, braccia low-cost per un inesistente produzione di massa. Questo significa distruggere il futuro di un Paese.

Ma del resto, in Italia, abbiamo a che fare con un giornalismo e una politica dalle personalità dissociate: un giorno gridano all’allarme occupazione, e quello successivo, in preda a psicosi collettiva, ci informano di “quanto abbiamo bisogno di immigrati”. Le due cose, care testevuote, non possono coesistere: non è ontologicamente possibile, la sintesi tra disoccupazione e bisogno di immigrazione.

Solo nel meraviglioso mondo del giornalismo italiano, si può leggere, nella stessa pagina, l’allarme disoccupazione e un articolo nel quale un pennivendolo si delizia dell’arrivo di nuovi immigrati.

Naturalmente, la tesi che gli xenofili usano quando vengono posti davanti a questo dilemma, è che gli immigrati non rubano il lavoro agli Italiani, fanno i lavori che gli Italiani non vogliono fare.

Questo ormai vetusto e bizzarro ragionamento lo abbiamo sentito e risentito, letto e riletto. Non ha alcuna base economica.

Non esistono lavori che noi non vogliamo fare, ma lavori che non possiamo fare se la concorrenza degli allogeni li rende economicamente off-limits. Noi non possiamo (e non vogliamo) vivere in dieci in una stanza, non possiamo e non vogliamo tornare all’epoca della Londra dickensiana.

L’immigrato, come un parassita si insinua nel mercato del lavoro e, con la sua disponibilità al para-schiavismo, lentamente esclude gli autoctoni dal mercato del lavoro: questo avviene in Italia, ma avviene in tutta Europa e in tutto l’Occidente.

Oltre alla concorrenza verso il basso, una sorta di lavoratori “low-cost”, e l’Occidente sta morendo di low-cost, esiste un altro danno che l’immigrazione causa al mercato del lavoro, un danno indiretto ma non meno pericoloso: catastrofico a lungo termine.

L’immigrazione uccide l’innovazione e la ricerca, perché la disponibilità di lavoratori a basso costo, invita le imprese a non innovare e a non meccanizzare. Questo, ha l’effetto indiretto di colpire i settori ad alta frequenza di innovazioni come la meccanica e l’elettronica andando a ridurne l’occupazione. Con l’effetto più a lungo termine di una lenta degradazione produttiva e competitiva. Quella che Prodi invocava anni fa, per abbattere il costo del lavoro.

Il progetto parte da lontano. Lo spiegò uno dei padri ‘nobili’ del centrosinistra italiano, Romano Prodi:




Quest’uomo vuole riportare gli africani in Africa: “C’è tanta terra”

Promuovere il rientro volontario in Africa di quote di immigrati presenti sul territorio nazionale attraverso una politica di formazione professionale sviluppata in Italia in collaborazione e in sinergia con gli Stati africani di provenienza è uno dei punti programmatici dell’Ucai, l’Unione delle comunità africane d’Italia. Nata per iniziativa dell’imprenditore Otto Bitjoka, punta alla ‘remigrazione’, ‘migrazione …









La maggior parte dei Capi e dei Dirigenti comunisti italiani (comunque poi si facessero o si facciano chiamare)
furono e sono dei MASCALZONI storicamente accertati.



La “sinistra” ha smesso di fare la pauperista per appoggiare apertamente quello stesso capitalismo che poi aveva creato il marxismo e il leninismo “sottobanco”… Ormai, non hanno più nulla da nascondere: si sentono intoccabili, al sicuro.



E’ chiaro che le corrotte classi dirigenti occidentali abbiano appoggiato questo sistema e stato di cose, e che ora, anche vedendo sempre più chiaramente la situazione, non possano sottrarvisi.
Guardiamo Macron, o Johson, apparentemente fanno cose da conservatori, non vogliono immigrazione clandestina. Ma ormai hanno decine di milioni di allogeni in casa, tra elettori, eletti, ministri e segretari.
Ora, mi spiegate come libere elezioni potrebbero cambiare le cose? Di sicuro non libere elezioni in un singolo paese, in Ungheria non c’è certo un amico dei migranti e nemmeno in Polonia, ma vengono presi a pesci in faccia un giorno sì e l’altro pure, aspettando che finalmente cadano, ‘in qualche modo’, facendo largo ai delinquenti amici loro.
Lo stesso B. fu fatto fuori con il suo governo di centrodestra, e non possiamo certo affermare fosse un fanatico estremista.
No signori miei, purtroppo solo uno stato di guerra, e poco importa se provocato da una guerra esterna, che scombussolerà tutto il sistema o se, ma ci credo poco, una concorde sintonia di tutte le maggiori potenze occidentali per liberarsi degli allogeni (che a quel punto si rivolterebbero apertamente e ormai hanno milioni di giovani in età militare per sostenere la rivolta radicati sul territorio), ma non sarà più possibile imbarcare milioni di persone su navi, non senza l’uso della forza, questa è la realtà, al massimo si può mettere un freno agli arrivi futuri, sempre che i numerosi immigrati già presenti non facciano troppo casino anche per questo sentendosi minacciati.





Come hanno vaccinato in Europa milioni di persone, riusciranno a convincere gli allogeni a prosperare nelle terre degli avi: basta collaborare coi loro governi per creare presupposti di sviluppo nelle loro terre e convincerli che di là c’è il “nuovo mondo”. Se non fosse per la corruzione dei governi africani non sarebbe impossibile creare sviluppo laggiù in quanto paesi produttori di materie prime.


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