mercoledì 2 ottobre 2019

NAVI MILITARI ITALIANE RESPINGONO CLANDESTINI SIRIANI: A DIFESA FRONTIERA ISRAELE!






NAVI MILITARI ITALIANE RESPINGONO CLANDESTINI SIRIANI: A DIFESA FRONTIERA ISRAELE!





Questa è davvero bella. Mentre non ‘possiamo’ riportare in Libia i barconi carichi di clandestini, i nostri soldati stanziati in Libano proteggono la frontiera israeliana respingendo in Libano i clandestini siriani (guerra ormai finita, non sono più profughi, è ora di tornare a casa, belli) che tentavano di lasciare il Paese dei cedri..
I Caschi Blu italiani di Unifil hanno infatti confermato all’agenzia Dire il coinvolgimento nel respingimento di un’imbarcazione con a bordo clandestini siriani. Tra cui anche donne e presunti minori.
Alla richiesta di chiarimenti, Andrea Tenenti, portavoce della Missione delle Nazioni Unite in Libano ha risposto: “Nella notte tra il 17 e il 18 settembre, un assetto della Maritime Task Force (Mtf) di Unifil ha intercettato un’imbarcazione non identificata all’interno delle acque territoriali libanesi con a bordo personale civile. In aderenza al mandato delle Nazioni Unite, la Mtf ha informato le autorità libanesi. La Marina libanese è giunta sul posto ed ha preso sotto la propria responsabilità l’imbarcazione, scortandola sulla terraferma”.“Alla presenza di Caschi blu nel sud del Libano, incaricati di rafforzare la stabilità e la sicurezza e addestrare le truppe, dal 2006 è stata affiancata la missione navale per supportare la marina militare nelle sue acque territoriali e la protezione dei propri confini marittimi. L’obiettivo è renderla in grado di assumere in autonomia tale controllo”.
Tenenti prosegue spiegando che la Mtf è stata richiesta dal governo di Beirut per contrastare il traffico di armi e miliziani, dopo anni di guerra civile. Tuttavia, precisa il responsabile, il personale Unifil non può svolgere ispezioni a bordo, per cui non appena un’imbarcazione viene intercettata, “la raggiungiamo e subito dopo siamo tenuti a contattare la marina libanese”.
Anche se a bordo potrebbero esserci dei rifugiati? “Non è di nostra competenza- risponde il portavoce-. Nel caso della vicenda del 17 settembre, il personale Unifil non ha potuto verificare l’identità dei civili a bordo di quella imbarcazione, né quelle persone hanno palesato la loro nazionalità”.Tenenti precisa che in caso di emergenza, “interveniamo per prestare soccorso. In passato è capitato varie volte”. Ma rispetto all’imbarcazione che la notte tra il 17 e il 18 settembre puntava verso Cipro, “Unifil non ha notato nulla di sospetto e non ha ricevuto alcuna richiesta di salvataggio. In attesa dell’arrivo della Marina militare libanese (Laf Navy) sono stati distribuiti cibo ed acqua agli occupanti dell’imbarcazione non identificata”.
Le fonti alla Dire hanno riferito che, una volta tornati a terra, i migranti “sono stati trasferiti in un centro dei Servizi segreti militari, in una sede ignota nel distretto di Kobbe”.
Dopo 15 ore sono stati tutti trasferiti nel centro di detenzione di Chekka”, localita’ da cui la piccola imbarcazione era partita, “di competenza delle Forze di sicurezza interne (Internal Security Forces, Isf). Donne e bambini- concludono le fonti- sono stati liberati di notte senza cibo o denaro. Quanto agli uomini, hanno potuto lasciare le proprie celle solo due giorni dopo”.
I migranti hanno infine raccontato di essere stati raggiunti dal personale Unifil a 35 miglia dalla costa, dunque in acque internazionali, mentre l’esercito libanese e i Caschi blu sostengono che ciò è avvenuto a 15 miglia, quindi in acque libanesi.
I Caschi blu di Unifil, missione Onu a guida italiana, sono presenti dal 1978 nel sud del Libano per rafforzare la stabilità del Paese dopo anni di guerra civile e ostilità con lo Stato di Israele, fornendo anche addestramento alle forze di sicurezza locale. Oggi le truppe presenti nel Paese contano circa 43mila peacekeepers.
Pattugliamo la frontiera di Israele. Non pattugliamo la nostra. Invece di schierare le nostre navi per respingere i tunisini in Tunisia, le schieriamo a difesa del confine di altri. Invece di schierare i nostri soldati a protezione della frontiera giuliana, li teniamo lungo quella tra Libano e Israele. Hai sentito, Gad?



ALLORA I BRIGATTISTI HANNO DIRITTO AL REDDITO DI CITTADINANZA , NON ANDIAMO A FARE IN CULO E QUEI STRONZI CHE SONO ARRIVATI OGGI ,SEMBRA 870 ANDRANNO A VIVERE A CASA DEI POLITICI ,LA SIGNORA bORDRINI NE HA PRENOTTATI UNA DECINA MA CHE SIANO GIOVANI



Gad, come tutte le persone di naso, lo sa benissimo. Siamo noi goyim che non dobbiamo sapere. Troppi goyim che sanno sono un problema. Perchè poi va a finire come al solito.
Quando ti cacciano da 109 bar (359 secondo altre fonti) non sono i baristi ad essere cattivi, ma sei tu ad avere un problema con l’alcol.


Mi pare un colapasta questo paese e noi, contro ogni logica della fisica, stiamo li a tappare i buchini con le dita per trattenere i liquidi interni ma le dita sono finite e le perdite non si possono più arginare.
Quelli che dovrebbero risolvere i problemi sono dentro i palazzi, pagati per questo, non per crearne dei nuovi. Io dico…tiriamoli fuori mandiamo tutto a ramengo.



Fossimo stati sotto l’Unione Sovietica per 50 anni a quest’ora avremmo difeso i nostri confini, come fanno i russi i cinesi e persino gli ungheresi…..ma che ci volete fare i comunisti sono troppo cattivi.
Adesso, vendiamo tutti il culo su, da bravi, siamo europoidi! Manco il culo ci appartiene più, ce lo hanno ipotecato le banche…..certo meglio però che essere comunisti!

Chi ha una sorella può dare anche di più! Soprattutto se si è in contatto con i preti! Forza allora, cominciate ad aprire le natiche, la Nato vuole così! Siamo i migliori!!!!
Ah comunque, guardate come sono cattivi i cinesi, che scandalo, sparano coi proiettili di gomma!!!! Che cattivoni, contro i rivoltosi che hanno sete di libertà: sono anche loro vogliosi di vendere il culo come noi!!! Che fortuna, speriamo che vada a buon fine la rivolta di Hong Kong, così anche loro aprono il porto! Pomata anale contro il pericolo comunista! W la libertà!!!! A proposito, sapete cosa ci fanno a Bruxelles e alla BCE con la nostra Costituzione dopo 75 anni di onorato servizio? Provate a indovinare, e non sono mica comunisti loro!




Mi permetto di far notare che la maggior parte dei “sovietici” erano persone di naso. Tipo ad esempio Yagoda, che non tutti conoscono ma era il capo del NKVD. Poi, che Stalin ne abbia fatti fuori parecchi questo è un fatto. Ma forse proprio per questo ad un certo punto la faccenda è “deragliata” e le persone di naso ne hanno perso il controllo. Si tratta comunque di un sifonamento di nasi che parte dall’impero Austro Ungarico, passando per la Germania e arriva in Russia. Col treno piombato o senza.
Faccio notare anche che fra i ministri di Mao c’erano Sidney Shapiro, bella figura di naso americana incaricata della propaganda e Israel Epstein che di lavoro faceva il “ministro dell’appropriazione”.
Quindi, i comunisti non sono cattivi ma sono solo dei burattini. Come quelli della UE. E i pupari sono sempre gli stessi.

Che rumore fa il treno in Cina?
MAO MAO tsetung,tsetung,tsetung….
(scusate, ma troppo serioso è troppo)




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