domenica 27 ottobre 2019

KYENGE CACCIA IMMIGRATO DEL TOGO PERCHÉ SI ISCRIVE ALLA LEGA








KYENGE CACCIA IMMIGRATO DEL TOGO PERCHÉ SI ISCRIVE ALLA LEGA




Kyenge è intollerante:



Per Cecile Kyenge essere leghista è una colpa. Proprio per questo la sua onlus che fa progetti a favore degli immigrati, ha “espulso” Ekué Folly, ingegnere 35enne del Togo. Da quando si è iscritto alla Lega gli fanno la guerra. http://www.imolaoggi.it/2019/10/26/ingegnere-togo-iscritto-lega-cacciato-da-kyenge/ 









Ma qui sorge un altro problema. La Lega (ma vale lo stesso per FdI) deve decidere se essere il partito degli italiani o il partito di chi paga le tasse in Italia: perché non è la stessa cosa e disegna due futuri diversi.


Sappiamo bene che nella massa di immigrati che commettono reati e parassitano il sistema ci sono anche persone oneste che possiamo ospitare nel nostro Paese (e sottolineiamo ‘nostro’), ma non sono noi. E tutto dipende dal numero: sono i regolari che ci stanno sostituendo, non i clandestini. Sono i 200mila che ogni anno entrano con i famigerati ricongiungimenti familiari. Sono quelli che pagano, poche, tasse.
Non serve essere spacciatore e assassino per distruggere una civiltà, si può anche essere un ingegnere togolese.
Per Cecile Kyenge essere leghista è una colpa, una macchia indelebile. E lei, l’ex ministro all’Integrazione, non vuole aver niente a che fare con Matteo Salvini e i militanti del Carroccio. Proprio per questo la Redani, la onlus che sostiene progetti a favore degli immigrati, ha “espulso” del Consiglio direttivo Ekué Folly, ingegnere trentacinquenne del Togo che vive in Italia dal 2005. Da quando si è iscritto alla Lega Nord, hanno iniziato a fargli la guerra. E non importa a nessuno che ha tre lauree, e quindi il titolo per sedere nel Consiglio direttivo dela Redani, Ekué Folly è stato cacciato su due piedi.
Come riporta il Corriere della Sera, il Comitato direttivo della Redani, onlus nata con il contributo dell’ex ministro, ha deciso di cacciare Ekué Folly “per incompatibilità di valori fra l’adesione alla Lega Nord e l’appartenenza alla Redani che non può avere fra i suoi iscritti un aderente a un partito xenofobo e razzista”. Un sopruso che ha mandato su tutte le furie l’ingegnere del Togo che ha, quindi, citato in giudizio l’associazione per chiedere la reintegrazione. “Espulsione odiosa e sbagliata – ha tuonato l’africano che vive a Monselice con moglie padovana e due figli piccoli – innanzitutto perché la Lega Nord non è un partito xenofobo e razzista e poi perché la Redani, apartitica per statuto, mi ha eliminato per l’iscrizione a un partito”.
Alla onlus della Kyenge non voglio sentire ragioni. Niente leghisti tra le scatole. “La Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri), organo del Consiglio d’Europa – argomenta lo scrittore africano Kossi Komia-Ebri, presidente della Redani – parla di ‘uso particolarmente intenso della propaganda razzista e xenofoba da parte della Lega Nord’ e di ‘importanti leader politici che hanno rilasciato dichiarazioni razziste e xenofobe’”. In reatà a pesare sulla decisione è proprio la Kyenge, membro e socio fondatore dell’associazione, e gli attacchi ricevuti dalla Lega Nord. “Contro di lei – continua Kossi Komia-Ebri – si è scagliata una violenta campagna razzista da parte della Lega e lui si è iscritto proprio alla Lega”.
Dal canto suo Ekué Folly difende l’iscrizione al Carroccio. “Sono un convinto sostenitore delle loro politiche sull’immigrazione – spiega al Corriere della Sera – non possiamo accogliere tutti, sono per un piano di rientro volontario nei rispettivi Paesi”. E racconta di aver pure provato a riappacificare i vertici della onlus. Ma non è andata a buon fine.



Non so come questo “ravatto” di “donna” abbia ancora poteri decisionali visto che non governa più.
Cambiando discorso, ci sono partiti di destra, quella vera, come amo definirla io, che credono in quello che fanno perché ben prima di creare o iscriversi al partito avevano dei sani princìpi e il parlamento non è stato che un mezzo per divulgare e portare avanti la linea politica che avevano a cuore. Ben diversa la posizione della lega e fdI che sono li da un pezzo e ogni tanto spostano la barra per rimanere allineati ai tempi, ora come ora, sono stati sospinti dai venti di rivolta e hanno cavalcato semplicemente l’onda come su una tavola da surf ma il fervore che brucia dentro di noi loro non lo sentono. Direte…come fai a saperlo? Perché se uno di noi fosse al posto di Salvini in un dibattito con la sinistra, che sia rappresentata da una giornalista moralmente sporca, viziata e annoiata o che si trovi davanti un politico del suo calibro, lo zittirebbe con dei validi argomenti, potrebbe attingere alle vostre notizie, di materiale ce ne sarà?! Insomma io voglio vedere il fuoco nelle pupille del mio prossimo Duce, il suo coraggio indomito e la SUA fame di giustizia per la MIA terra.



Mi sembra di capire che il togolese Folly aderendo alla Lega, sarebbe teoricamente contrario all’africanizzazione dell’Italia, al contrario auspicata dalla Kyenge e da africani in Italia e vicino alla sinistra. Se è così la posizione del togolese è apprezzabile, ma ciò non significa che un partito che dice di voler difendere l’identità nazionale debba tesserare degli africani anche se non la pensano come Kyenge & co., perché non rappresentano l’identità italiana.


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