giovedì 27 agosto 2020

 BREAKING NEWS, ISTRIA-FIUME-DALMAZIA

FOIBE, SCOPERTI I RESTI DI 250 VITTIME DEI COMUNISTI SLAVI






Orrore Foibe. I resti di 250 vittime trucidate ed infoibate nel Kocevski rog sono stati recuperati. Lo rivela l’Unione degli Istriani, che pubblica su Facebook anche una serie di foto dei ritrovamenti.

Tra le vittime ci sarebbero anche un centinaio di ragazzini tra i 15 e i 17 anni. Mentre almeno 5 sarebbero le donne.

Un risultato drammatico che è emerso dall’analisi antropologica preliminare ordinata dalla Commissione dello Stato per l’individuazione delle fosse comuni.

«Secondo quanto dichiarato dal coordinatore del team di speleologi, l’archeologo Uroš Košir nella voragine e lungo i bordi esterni è stata trovata una grande quantità di munizioni. Prova questa che le esecuzioni furono eseguite sul posto». Mentre «l’analisi delle ferite in entrata e in uscita trovate sui teschi ha evidenziato che le vittime sono state uccise con fucili automatici».

«I resti dei corpi erano coperti di rocce e detriti, tuttavia la squadra di scavo ha anche trovato dei corpi sopra di questi. E per questo sospettiamo che questi fossero prigionieri incaricati di coprire il baratro. Ma in seguito furono liquidati anche loro e fatti precipitare all’interno», ha detto Košir alla stampa.

Il responsabile delle indagini di polizia, Pavel Jamnik, prosegue ancora l’Unione degli Istriani, «ha dichiarato invece che incrociando dati e testimonianze sull’attività partigiana in quella zona, la responsabilità dell’eccidio è da attribuire all’Ozna, la polizia segreta jugoslava. E in particolare al suo braccio “operativo”, il Knoj (Korpus narodne obrambe Jugoslavije). Ovvero il Corpo di difesa popolare della Jugoslavia, costituito da partigiani ed incaricato della sicurezza interna dei territori “liberati” durante la seconda guerra mondiale in Jugoslavia. E in seguito il territorio della Jugoslavia comunista». L’Unione Istriani su Fb ha pubblicato le esclusive immagini presentate in conferenza stampa dal team di ricercatori, riprese dalla tv di Stato slovena.




Sul ritrovamento è intervenuta Carla Cace, rappresentante dell’Associazione Nazionale Dalmata e Comitato 10 Febbraio. «Le Foibe usate dai partigiani comunisti di Tito per far sparire “nemici della causa “e poi esplorate, sono una bassissima percentuale rispetto quelle esistenti. Siamo lieti che, seppur a distanza di oltre 70 anni, qualcuna di esse venga finalmente perlustrata. Solo così è possibile rendere tardiva giustizia alle vittime. E soprattutto fare luce sulla verità».

E ancora: «A quanto pare è stato appurato che molte delle vittime siano donne e bambini. A riprova della ferocia disumana dei titini che non ha mai risparmiato nessuno. Inoltre, mi auguro che queste operazioni siano da monito ai tanti. Troppi giustificazionisti e negazionisti che ancora circolano».








MACELLERIE TITO E COMPAGNI MARCHIO DI FABBRICA COMUNISTA MAI DIMENTICARE…ALTRO CHE RIAPPACIFICAZIONE…DIFFONDERE…




E pensare che Croazia e Slovenia, nonostante la dissoluzione della Jugoslavia avvenuta 30 anni fa, a tutt’oggi minimizzano il genocidio degli italiani dell’Istria, di Fiume e Zara.





Quel conto é ancora apertissimo, le tapperemo coi loro discendenti.






Ma non c’è bisogno di andare in Slovenia per saldare il conto, qui c’è ne in abbondanza di rossi…














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