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FOIBE, SCOPERTI I RESTI DI 250 VITTIME DEI COMUNISTI SLAVI

Orrore Foibe. I resti di 250 vittime trucidate ed infoibate nel Kocevski rog sono stati recuperati. Lo rivela l’Unione degli Istriani, che pubblica su Facebook anche una serie di foto dei ritrovamenti.
Tra le vittime ci sarebbero anche un centinaio di ragazzini tra i 15 e i 17 anni. Mentre almeno 5 sarebbero le donne.
Un risultato drammatico che è emerso dall’analisi antropologica preliminare ordinata dalla Commissione dello Stato per l’individuazione delle fosse comuni.
«Secondo quanto dichiarato dal coordinatore del team di speleologi, l’archeologo Uroš Košir nella voragine e lungo i bordi esterni è stata trovata una grande quantità di munizioni. Prova questa che le esecuzioni furono eseguite sul posto». Mentre «l’analisi delle ferite in entrata e in uscita trovate sui teschi ha evidenziato che le vittime sono state uccise con fucili automatici».
«I resti dei corpi erano coperti di rocce e detriti, tuttavia la squadra di scavo ha anche trovato dei corpi sopra di questi. E per questo sospettiamo che questi fossero prigionieri incaricati di coprire il baratro. Ma in seguito furono liquidati anche loro e fatti precipitare all’interno», ha detto Košir alla stampa.
Sul ritrovamento è intervenuta Carla Cace, rappresentante dell’Associazione Nazionale Dalmata e Comitato 10 Febbraio. «Le Foibe usate dai partigiani comunisti di Tito per far sparire “nemici della causa “e poi esplorate, sono una bassissima percentuale rispetto quelle esistenti. Siamo lieti che, seppur a distanza di oltre 70 anni, qualcuna di esse venga finalmente perlustrata. Solo così è possibile rendere tardiva giustizia alle vittime. E soprattutto fare luce sulla verità».
E ancora: «A quanto pare è stato appurato che molte delle vittime siano donne e bambini. A riprova della ferocia disumana dei titini che non ha mai risparmiato nessuno. Inoltre, mi auguro che queste operazioni siano da monito ai tanti. Troppi giustificazionisti e negazionisti che ancora circolano».
E pensare che Croazia e Slovenia, nonostante la dissoluzione della Jugoslavia avvenuta 30 anni fa, a tutt’oggi minimizzano il genocidio degli italiani dell’Istria, di Fiume e Zara.
Quel conto é ancora apertissimo, le tapperemo coi loro discendenti.
Ma non c’è bisogno di andare in Slovenia per saldare il conto, qui c’è ne in abbondanza di rossi…
MACELLERIE TITO E COMPAGNI MARCHIO DI FABBRICA COMUNISTA MAI DIMENTICARE…ALTRO CHE RIAPPACIFICAZIONE…DIFFONDERE…