LA GRILLINA TRENTA VIVE IN UNA CASA PAGATA DAI CONTRIBUENTI

L’ex titolare della Difesa, la grillina Trenta, vive nell’appartamento nel centro di Roma che aveva ottenuto come “alloggio di servizio”:
La #Trenta ottenne l’alloggio "di servizio" dopo essere stata nominata ministra della Difesa e ci rimane anche ora che non ha più alcun ruolo pubblico. Ci è riuscita facendolo assegnare al marito, il maggiore dell’Esercito Passarelli.
"Onestà" del #M5S?corriere.it/politica/19_no…
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Dopo il test fallito per entrare nei servizi segreti, Elisabetta Trenta viene travolta da un nuovo scandalo. Secondo il Corriere della Sera, l’ex ministra della Difesa d’area M5s avrebbe ottenuto una casa di servizio “in uno dei luoghi più suggestivi del centro di Roma” occupata anche ora che non è più nella squadra di governo e non ha più alcun ruolo pubblico. “Ci è riuscita – spiega Fiorenza Sarzanini – facendolo assegnare al marito, il maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli”. Un classico caso di privilegio “di Casta” che imbarazza il Dicastero, prosegue il Corsera, ma soprattutto i grillini.
Ha ottenuto l’alloggio «di servizio» poco dopo essere stata nominata ministra della Difesa. Ma in quell’appartamento in uno dei luoghi più suggestivi del centro di Roma, Elisabetta Trenta ha deciso di rimanerci anche adesso che non ha più alcun ruolo pubblico. E ci è riuscita facendolo assegnare al marito, il maggiore dell’Esercito Claudio Passarelli. Una vicenda che imbarazza il dicastero ma soprattutto il Movimento 5 Stelle che l’aveva indicata per l’esecutivo come «esperta di questioni militari» e da sempre è schierato — almeno a parole — contro i privilegi. Anche perché la concessione potrebbe essere avvenuta aggirando i regolamenti, visto che la coppia ha una casa di proprietà nella capitale e dunque non sembra avere necessità di usufruire dell’alloggio. In ogni caso il «livello 1» di dimora attribuito al momento di scegliere la casa per la ministra, è molto superiore a quello previsto per l’incarico e il grado del suo consorte. E dunque non è escluso che la magistratura contabile sia chiamata a valutare eventuali danni erariali e quella ordinaria debba verificare la regolarità della procedura di assegnazione. Senza contare che potrebbe essere il Movimento, primo fra tutti il capo politico Luigi Di Maio, a chiedere conto all’ex ministra di quanto accaduto.

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