mercoledì 20 novembre 2019

ONG PORTANO IN ITALIA: TBC, HIV, MENINGITE, ADS, MALARIA, TIFO, ECC. TRAMITE I CLANDESTINI. 


TBC, HIV, MENINGITE E SIFILIDE: ECCO COSA C’ERA NEI RIFIUTI DELLA NAVE DELL’ONG DI OCEAN VIKING







La Ocean Viking ha raccattato ieri l’ennesimo carico in Libia. Che, come i quattro precedenti da quando il Pd è tornato al governo illegittimamente, porterà in Italia. Nonostante l’ong della nave, la Sos Meditérranée e Msf siano sotto inchiesta per il traffico di rifiuti infetti ormai da un anno.


Sapevano tutto gli indagati e a bordo delle precedenti imbarcazioni prima di Ocean Viking, la Aquarius e la Vos Prudence, della grave situazione sanitaria dei clandestini che traghettavano, l’allerta era massima. Eppure:


La sinistra è scatenata contro Zuccaro. Aquarius: sinistra difende Ong e attacca Zuccaro Nemmeno le garze intrise di sangue potenzialmente infetto gettate nell’indifferenziata e non smaltite riescono a smuovere il fanatismo dei sinistardi. Con PD e frattaglie all’attacco del procuratore di Catania. Su Twitter spuntano anche minacce di morte.



Rischi che, secondo quanto riportato dai Report Rescues resi pubblici erano stati messi nero su bianco.
Si legge di «trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio». Pericoli che, però, non li hanno fermati dallo scaricare i i rifiuti dei clandestini, garze pregne di sangue comprese, in Italia. Senza alcun controllo. Nella spazzatura indifferenziata. Come si può vedere nei video e ascoltare dalle inquietanti intercettazioni:

L’inchiesta sull’Ong Medici Senza Frontiere e la Aquarius: dopo l’ultimo sbarco sequestrati 80 kg di rifiuti pericolosi a rischio infettivo. Due metri cubi di rifiuti infettivi: garze intrise di sangue potenzialmente infetto. Rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, scaricati in maniera indifferenziata nei porti italiani come se fossero rifiuti urbani. 

Se gli ospedali facessero così, avremmo una situazione epidemiologica stile Sudafrica. E, alcuni esempio, li stiamo vedendo negli ultimi anni.
Ma i ‘volontari’ di Medici Senza Frontiere, pur «sapendo della pericolosità degli indumenti indossati dagli stranieri e dei rifiuti sanitari, gli indagati (14) se ne infischiavano e li riversavano in Italia, buttandoli dove capitava nei porti di primo approdo».
E «dalle indagini della procura di Catania sui rifiuti pericolosi scaricati nei porti italiani dalle navi di Medici senza frontiere, sono infatti emersi particolari a dir poco inquietanti. E allora, per esempio emerge che, «pur essendo a conoscenza della pericolosità dei vestiti indossati dagli immigrati durante la traversata del Mediterraneo per arrivare nel Vecchio Continente, i volontari della Ong li scaricavano in Italia senza curarsi delle benché minime misure igieniche di sicurezza per evitare il contagio», tanto che, prosegue il quotidiano, «secondo quanto emerso dalle indagini, gli indagati smaltivano, “in modo indifferenziato, gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati” a bordo e “i rifiuti sanitari infettivi utilizzati per l’assistenza medica”, eludendo le rigide regole che imponeva loro di classificarli come pericolosi “ad alto rischio infettivo”».
Tanto che, è ormai un dato acquisito, la pericolosità dei vestiti indossati dai clandestini veniva addirittura segnalata anche nei rapporti sui salvataggi, nei quali si fa riferimento alle pesanti condizioni sanitarie delle persone assistite in mare della nave Aquarius.
Infatti, durante i salvataggi gli stessi volontari della Ong hanno segnalato frequenti casi di scabbia, Hiv, tubercolosi e meningite.
Sotto la lente di Zuccaro ben trentasette sbarchi operati dall’Aquarius, nave gestita dal Medici senza frontiere e da Sos Méditerranée, e altre sette effettuati dell’altra imbarcazione di Msf, la Vos Prudence. In totale, secondo la procura di Catania, ci avrebbero esposti a circa 24 tonnellate di rifiuti pericolosi.
E l’inchiesta va avanti. A maggio, infatti, la Cassazione, accogliendo il ricorso della procura di Catania guidata da Zuccaro, aveva annullato rinviando nuovamente al Riesame l’ordinanza con cui quest’ultimo tribunale, a metà gennaio, aveva annullato il sequestro di beni – circa duecentomila euro – del complice a terra dello smaltimento illegale dei rifiuti infetti dei clandestini..
In quell’occasione era stato specificato che le attività finite al centro dell’inchiesta Borderless andavano interpretate come episodi di smaltimento illecito di rifiuti, quindi confermando comunque il reato, ma senza a monte un’organizzazione strutturata e dedita al traffico. E invece c’è anche l’organizzazione strutturata.

Questa mattina i media di distrazione di massa, imbeccati da cellule cancerogene infiltrate nell’apparato statale, avevano diffuso la notizia – falsa – del dissequestro della nave Aquarius, usata dalla famigerata Ong Msf per traghettare clandestini e, secondo Zuccaro, rifiuti infetti in Italia. Aquarius, Manconi: “Dissequestrata la nave”.

Secondo il Tribunale del Riesame di Catania non ci fu traffico e smaltimento illecito di rifiuti da parte dei responsabili della nave Aquarius delle Ong Sos Mediterranee e Medici senza frontiere ma, ‘solo’, smaltimento di abiti e coperti infetti I giudici hanno infatti stabilito che gli abiti e le coperte utilizzati dagli immigrati andavano smaltiti …


Ps. Quando invece li portarono in Spagna, cacciati da Salvini, i vestiti dei clandestini appena sbarcati finirono come nella foto in alto.
L’Aquarius sequestrata per lo sversamento in Italia di rifiuti infetti, scaricati insieme all’allora altra nave della flotta di Msf Vos Prudence nei porti italiani, soprattutto quello di Catania, ma anche Napoli, ha scaricato in Italia oltre ventimila clandestini durante le sue missioni: MSF ha scaricato 27mila clandestini in 2 anni in Italia: ci sono costati … 





In che modo i “proprietari di rimorchiatori” sono coinvolti nella tratta dei negri verso l’Europa? Perchè gli armatori, che sono notoriamente dei filantropi, perdono tempo e denaro per scarrozzare i negri?



Vitiello, Delle Piane, Visco. Tre nomi a caso. Visco sta anche a Bruxelles, vicino alla fonte diciamo.





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