lunedì 18 novembre 2019

IUS CULTURAE: “USANO I BAMBINI PER DARE LA CITTADINANZA ITALIANA A TUTTI GLI IMMIGRATI”








IUS CULTURAE: “USANO I BAMBINI PER DARE LA CITTADINANZA ITALIANA A TUTTI GLI IMMIGRATI”





E’ la denuncia Giorgia Meloni in un video pubblicato nella sua pagina Facebook. La leader di Fdi ha così risposto al segretario del Pd Nicola Zingaretti che dal placo della convention di Bologna si è detto propenso a reintrodurre in agenda parlamentare la questione dello ius soli.
"Chiederemo con i gruppi parlamentari che si metta in agenda lo ius culturae lo ius soli come scelta di campo del Partito democratico", aveva detto il segretario dem.
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La Meloni, nel video lanciato su Facebook, ha dichiarato che"Zingaretti e il Partito democratico gettano la maschera e parlano chiaramente di voler introdurre la cittadinanza automatica per gli immigrati”. Meloni parla di un "inganno della sinistra verso gli italiani": secondo la leader di Fratelli d'Italia, i dem hanno nascosto la loro volontà di "dare la cittadinanza automatica agli immigrati" dietro la discussione sullo Ius culturae.
“Lo avevano chiamato Ius culturae, avevano detto che volevano occuparsi dei minori, ma i bambini sono usati come scudo umano, come pretesto per regalare la cittadinanza a tutti”. Per ostacolare in ogni modo possibile “questa vergogna Fratelli d’Italia continuerà la raccolta di firme e farà le barricate in Parlamento per fermare questa folle proposta anti-italiana".
La proposta di legge Boldrini sul cosiddetto ‘ius culturae’, che Pd e M5s vogliono approvare entro la legislatura, è molto peggio di come viene descritta dai media. Molto peggio anche del famigerato ‘ius soli’ della scorsa legislatura.
Oltre agli 800 mila figli di immigrati che diventerebbero ‘italiani’ praticamente dalla sera alla mattina:

Alla Camera riparte in commissione Affari costituzionali l’esame della legge sulla cittadinanze che introduce il cosiddetto ius culturae. Lo dice il presidente della commissione Giuseppe Brescia (M5s), che sarà anche relatore alla riforma. L’esame riprenderà giovedì 3 ottobre. Il testo, a prima firma Laura Boldrini, era stato incardinato in quota opposizioni (Leu) nell’ottobre 2018.


Con questo effetto:


Un progetto che cova sotto la cenere da anni, soprattutto grazie ad alcuni convertiti italiani. Il partito islamico non è utopia, anzi, Rappresenta un percorso già intrapreso da alcuni esponenti dell’Islam italiano (supportati da famelici imam) che puntano ad avere una rappresentanza nel governo che possa lentamente diventare determinante.


Nel testo della legge sono nascosti articoli che prevedono il riconoscimento della cittadinanza anche a richiedenti asilo, zingari e clandestini.
Ad esempio, il comma C dell’articolo 4 prevede la concessione della nostra cittadinanza ad un immigrato a cui sia stato riconosciuto lo status di rifugiato o, addirittura, la ‘protezione sussidiaria’, solo dopo 3 anni di soggiorno: nemmeno residenza, soggiorno.
E se con l’arrivo di Salvini la concessione di queste forme di asilo si è ridotta al 10 per cento delle richieste, negli anni del PD si era al 40 per cento: il che significa che, oggi, abbiamo in Italia almeno 170 immigrati che con questa legge diventerebbero italiani subito o entro pochi mesi (i soli 3 anni di soggiorno): una follia.
Ma non è tutto. Infatti, se questa legge venisse approvata, sarebbe automaticamente italiano anche il figlio di un clandestino nato in Italia. Questa fattispecie è a misura di Rom. Ma non solo, visto che l’immigrazione invecchia. Anche in questo caso parliamo di decine di migliaia di potenziali nuovi ‘italiani’. Soprattutto nei campi nomadi: 15mila apolidi più le decine di migliaia di zingari nati in Italia e clandestini.
E poi basterebbero 5 anni di residenza a chiunque per diventare ‘italiano’ e solo 3 anni ai romeni (anche qui tanti rom).
E poi ci sono tutta una lunga serie di altri modi per diventare ‘italiano’, uno dei quali, che dà il nome al PDL (ius culturae) e che prevede l’acquisizione della cittadinanza con la mera frequentazione di un ciclo di studi: che può essere anche un 17enne che arriva in Italia su un barcone e frequenta uno di quei corsi pagati dai contribuenti per ottenere un diploma.
Insomma, siamo in presenza di una vera e propria dichiarazione di guerra.







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