BALOTELLI D’ACCORDO CON LUCA CASTELLINI: “SONO PIÙ AFRICANO CHE ITALIANO”
BALOTELLI D’ACCORDO CON LUCA CASTELLINI: “SONO PIÙ AFRICANO CHE ITALIANO”

I media di distrazione di massa e le anime belloccie sono scioccate dalle dichiarazioni di Luca Castellini, capo ultras del Verona, che ha definito Mario Barwuah detto Balotelli “non del tutto italiano”. Un po’ lo siamo anche noi, perché Balotelli non è per nulla italiano.
Il che non significa che siccome è ghanese debba essere disprezzato, questo lo pensano i razzisti antirazzisti. Dire che un africano non è italiano è la semplice descrizione della realtà. Come dire che un italiano non è cinese. Vogliono negare le differenze perché vogliono eliminare le identità. Loro sono i veri razzisti.
Ed è lo stesso Balotelli ad essere d’accordo con Luca Castellini.
Su “Esporte Espetacular”, programma che va in onda ogni domenica su Rete Globo, in Brasile, l’inviato in Francia Tino Marcos riesce a incontrarlo a casa di Dante, difensore brasiliano compagno dell’attaccante al Nizza. Balo fa fatica a trovare la villa di Dante davanti al Mediterraneo. Ci mette un paio d’ore. “Sono col GPS, ma …” dice al collega tramite il cellulare prima di giungere al destinatario. L’attaccante finalmente riesce a trovare l’abitazione con la sua superauto bianca da 900 cavalli, seppure con un ritardo di un paio d’ore.
PRIMA AFRICANO — “Mamma mia è impossibile arrivare qui”, si sfoga Balo parlando proprio in italiano con Dante. L’intervista che va in onda non è lunga. Tra una battuta e l’altra in cui si alternano immagini dell’azzurro in azione, Balo sottolinea: “Prima di essere italiano sono africano. Se fossi prima italiano, sarei bianco“.
Parole sante. Anche se non potendo essere prima una cosa e poi l’altra, lui è solo africano.
L’idea che i media fingano shock per la semplice descrizione della realtà, descrive in maniera perfetta lo stato comatoso del giornalismo italiano.
bravo… adesso appurato questo e senza alcuna vena denigratoria, perche’ invece di comprare Lamborghini a gogo non investi nella tua terra d’origine? magari dai una chance ad altri meno fortunati di te di far crescere il proprio paese….
Ma è normale che il Barwuah tiene più alla sua condizione di afrodiscendente piuttosto che a quella burocratica di cittadino “italiano”. La sua appartenenza razziale è una caratteristica genetica e ben visibile, che nessun atto di naturalizzazione può cancellare. Aggiungo che tiene soprattutto alla sua condizione di “maschio africano”, perché le cronache mondane ci dicono che è sempre in compagnia di donne bianche (che purtroppo gliela danno), e mai di quelle della sua razza. Questo lo fanno tutti gli africani che vogliono a tutti i costi recare questo affronto a noi uomini bianchi.
Ogni nazione è tale perché ha degli elementi identitari ben precisi, tra cui le caratteristiche etnoantropologiche della sua popolazione. L’Italia, come gli altri paesi europei, è tale perché abitata da una popolazione appartenente al gruppo europoide o caucasoide, così come Cina o Giappone, sono tali perché abitate da popolazioni di razza mongoloide, oppure Ghana, Nigeria o Senegal, sono tali perché popolate da negroidi (ah a proposito, WP dice “Il negroide o negride o congoide è una classificazione antropologica dell’Homo sapiens.
Esso indica un tipo umana autoctono dell’Africa subsahariana.: https://it.wikipedia.org/wiki/Negroide).
Esso indica un tipo umana autoctono dell’Africa subsahariana.: https://it.wikipedia.org/wiki/Negroide).
Purtroppo il dilagante liberalprogressismo sui mass media, di cui l’autolesionismo etnico è uno dei capisaldi, generando molta ignoranza ha messo in testa a tanta gente che possono esistere “italiani di colore”.
Se si sente più africano che italiano se ne torni da dove è venuto.Attenda il cammello delle 07.00 e se ne vada.Di questi elementi da sbarco anti-italiani e razzisti non ne abbiamo bisogno.
Non sono preoccupato dallo stato comatoso del giornalismo italiano, quanto dalle menti di larga parte dell’opinione pubblica e di tutti gli intellettualoidi prezzolati un tanto al chilo di cazzate che sparano. Costoro ormai non riescono, fisicamente, ad accettare una realtà che differisca dalle loro convinzioni. E’ come pensare che siccome per loro la Terra è piatta, allora non importa anche camminando nella stessa direzione per un bel po’ finiranno per trovarsi allo stesso punto o le millemila altre prove empiriche, per loro è la realtà ad essere sbagliata, non la convinzione. Mi preoccupa molto. Per l’umanità quando le ‘credenze’ sono diventate più importanti della realtà, del ragionamento, sono sempre significati tempi cupi in cui vivere, e guerre e stermini per occasioni futili nei quali morire. Al di là dei telefonini sempre più potenti, ormai l’unica tecnologia che veramente progredisce, l’intelligenza umana sembra stia regredendo e sicuramente sta regredendo la conoscenza.