domenica 7 aprile 2024

RONDE ISLAMICHE UCCIDONO I CRISTIANI




 BREAKING NEWS, INVASIONE

RAMADAN A SCUOLA: ISLAMICI ALZANO IL TIRO E RONDE SHARIA UCCIDONO STUDENTI INFEDELI

APRILE 7, 2024

































Islamizzazione delle Scuole in Italia

Richiesta di Sospensione delle Lezioni per le Festività Musulmane

L’Associazione studenti musulmani del Politecnico di Milano sta valutando di richiedere la sospensione delle lezioni in occasione delle due grandi feste musulmane, la fine del Ramadan e la festa di Eid al-Adha, a giugno. Alla richiesta potrebbero aderire anche altre associazioni di studenti musulmani presenti in alcune città italiane.

Questa richiesta segue l’esempio dell’Università per Stranieri di Siena, che ha già deciso di sospendere la didattica il 10 aprile, in concomitanza con l’“ʿīd al-fitr”, la grande festa islamica della rottura del digiuno del Ramadān.

Secondo l’Associazione studenti musulmani del Politecnico, questa “sarebbe una richiesta sensata e sarebbe ancora meglio se arrivasse anche dagli studenti di altri atenei”.

Il direttivo dell’Associazione studenti musulmani del Politecnico di Milano (Asm Polimi) spiega che “sospendere le lezioni per le festività musulmane rappresenta un atto di rispetto e inclusione che riconosce e valorizza la diversità culturale e religiosa”. “Avere un giorno di vacanza permette di celebrare le festività in modo adeguato, poiché in ogni caso non andrebbero a lezione e le classi rimarrebbero vuote dato che la componente musulmana è molto grande anche negli atenei”.

Un Caso di Omicidio Islamico

Intanto, in Francia, un ragazzino di 15 anni è stato aggredito e picchiato vicino alla sua scuola a Viry-Châtillon (Essonne) ed è morto a causa delle sue ferite. Le cinque persone arrestate sono un maggiorenne di 20 anni, tre minorenni di 17 anni e una minorenne di 15 anni. Tre di loro fanno parte della stessa famiglia: il maggiorenne di 20 anni, uno dei minorenni di 17 anni e la minorenne di 15 anni.

Molti di loro hanno precedenti penali. Il fratello di 20 anni è stato condannato a febbraio 2023 a sei mesi di prigione con sospensione condizionale per detenzione di stupefacenti. Suo fratello di 17 anni è stato condannato a febbraio 2023 a una sanzione di avvertimento giudiziario per atti di violenza commessi in riunione che non hanno causato incapacità lavorativa, estorsione e furto aggravato da due circostanze, fatti commessi a febbraio 2021. Infine, un altro minorenne è stato riconosciuto colpevole nel novembre 2023 di tentativo di estorsione. È soggetto a una misura educativa e attende la sua sentenza sulla sanzione che subirà.

Secondo quanto gli investigatori hanno potuto determinare negli ultimi giorni, i fratelli hanno appreso, alcuni giorni prima dell’aggressione, che la loro sorella “corrispondeva con persone della sua età su argomenti relativi alla sessualità”.

“Temevano per la sua reputazione e quella della loro famiglia, avevano ordinato a diversi ragazzi di non avere più contatti con lei”, ha riferito il procuratore della Repubblica di Evry, Grégoire Dulin, nel suo comunicato domenica. I due fratelli islamici hanno poi appreso che il ragazzo “si vantava di poter parlare liberamente con la loro sorella”, non avendo ancora subito pressioni da parte loro.

L’immigrazione islamica e la pressione religiosa nelle scuole: un confronto tra Francia e Italia

L’immigrazione islamica regolare, spesso accompagnata da ricongiungimenti familiari, ha portato a cambiamenti significativi nella società francese. Due casi recenti illustrano la crescente pressione religiosa nelle scuole francesi.

L’aggressione di Samara a Montpellier

Samara, una studentessa di 14 anni, è stata aggredita all’uscita della sua scuola a Montpellier. L’attacco sarebbe stato orchestrato da una delle sue compagne di classe, leader di una sorta di ronda della sharia, che per mesi l’ha tormentata, insultandola come “kouffar” (miscredente in arabo). Questo incidente ha sollevato la questione della pressione religiosa islamica a scuola.

La pressione religiosa a Vaulx-en-Velin

A Vaulx-en-Velin, vicino a Lione, alcune studentesse hanno confessato di sentire la pressione a rispettare la Sharia. Sara, una studentessa di 15 anni, si sforza di apparire bella ogni giorno per andare a scuola: si trucca. Questo non piace a alcune sue amiche islamiche della stessa età. “Quando vedono una ragazza truccata, che indossa vestiti molto corti, dicono che non sei una musulmana, non hai il diritto di fare così, non hai il diritto di vestirti così, non hai il diritto di truccarti così, devi essere discreta”, spiega.

Riflessioni sull’Italia

L’Italia, con un numero crescente di immigrati islamici, sta percorrendo una strada simile. È importante riflettere su questi casi e considerare le implicazioni per l’educazione e la società. La questione della pressione religiosa islamica nelle scuole non è un problema isolato, ma è strettamente legata ai cambiamenti demografici e culturali che l’immigrazione porta con sé.

L’abbigliamento nelle scuole italiane: il caso del liceo Chiabrera-Martini di Savona

Un esempio recente che dimostra come l’Italia stia affrontando sfide simili alla Francia riguarda proprio l’abbigliamento nelle scuole. Il preside del liceo Chiabrera-Martini di Savona, Domenico Buscaglia, ha scritto una circolare in cui invitava le studentesse a sorvegliare il loro abbigliamento, riflettendo sul fatto che, in un contesto multiculturale come quello in cui siamo, abbigliamenti troppo disinvolti rischiano di offendere le sensibilità islamiche.

Questo invito non è stato ben visto da genitori e studenti che hanno affisso nei bagni del liceo dei volantini che mostrano ragazze in minigonna e la scritta: “Grazie Buscaglia ma il rispetto verso il contesto culturale in cui vivo me lo hanno già insegnato mamma e papà”.

L’islamizzazione delle scuole italiane: i casi di Pioltello e Soresina

Il caso di Pioltello

A Pioltello, in provincia di Milano, l’istituto comprensivo Iqbal Masih ha deciso di chiudere il 10 aprile per la festa di fine Ramadan. Questa decisione è stata presa in considerazione del fatto che il 40% degli studenti dell’istituto è di fede islamica e negli anni passati, in occasione della festa di fine Ramadan, il tasso di assenze è stato molto alto.

Il caso di Soresina

Anche a Soresina, in provincia di Cremona, si è verificata una situazione simile. La dirigente scolastica dell’istituto superiore Bertesi di Soresina, Daniela Romano, aveva emanato una circolare in cui chiedeva ai docenti e ai bambini italiani di evitare di consumare cibi e bevande durante le ore di digiuno del Ramadan come segno di rispetto per coloro che lo stanno osservando. Inoltre, invitava i docenti a non fissare tra il 6 e il 9 aprile verifiche, interrogazioni, uscite o momenti importanti per la didattica. Anche in questo caso, la decisione ha suscitato polemiche e la dirigente scolastica ha dovuto ritirare la circolare dopo l’intervento del ministero dell’Istruzione.

Questi casi evidenziano l’islamizzazione dell’Italia.








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