lunedì 18 marzo 2024

 BREAKING NEWS

ACERBI MARTIRE DEL REGIME OIKOCRATICO: IL NEGRO È INTOCCABILE

MARZO 18, 2024































Il regime oikocratico non transige. Puoi stuprare bambini ma non puoi dire negro ad un negro. In questo contesto interessante commento del giornalista Giuseppe De Lorenzo.

Il recente episodio che ha coinvolto il calciatore Juan Jesus e Acerbi ha sollevato una serie di questioni importanti. Juan Jesus ha accusato Acerbi di averlo insultato con un epiteto razzista, “negro”. Acerbi, tuttavia, sostiene di non aver utilizzato tale parola e di non aver pronunciato alcuna frase razzista.

La questione centrale qui è l’intenzione dietro l’uso di tali parole. Se l’intenzione è quella di insultare, è normale che si utilizzi qualcosa che possa dare fastidio a chi l’offesa la riceve. Tuttavia, è importante notare che non è giusto utilizzare tali parole. Infatti, bisognerebbe punire “testa di c…” allo stesso modo in cui puniamo epiteti sul colore della pelle, visto che ritenere una poco di buono la mamma di chicchessia non è meno irrispettoso del termine “negr*”.

Juan Jesus ha sottolineato che “quello che succede in campo, resta in campo”, suggerendo che ci può essere una certa tolleranza per le parole scambiate in campo. Tuttavia, alla fine, ciò che conta è l’abbraccio finale, il rispetto reciproco tra i giocatori.

Un punto interessante da notare è la reazione della Nazionale, che ha cacciato Acerbi dal ritiro nonostante le sue smentite. Questo sembra riflettere un atteggiamento tipicamente italiano: non serve mai accertare le prove o aspettare una sentenza, per quanto sportiva: basta l’accusa per ritrovarsi nella melma. Ma la parola di Juan Jesus vale più di quella di Acerbi? Nemmeno nei regimi.

Nel regime oikocratico sì.







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