mercoledì 20 marzo 2024

BOLOGNA: IL QUESTORE DIFENDE GLI STUPRATORI, PERO' QUANDO C'E' DA RICORDARE LE VITTIME "DONNE", PENSA CONTRARIO. ANCHE A QUESTO QUESTORE E' COME SPERANZA, GLI IMPORTA UN CAZZO.




 BOLOGNA, BREAKING NEWS, CRIMINI IMMIGRATI, VIDEO

MINORI STRANIERI STUPRANO A BOLOGNA, QUESTORE: “DOBBIAMO CAPIRLI” – VIDEO

MARZO 20, 2024







Dichiarazioni agghiaccianti. Rimuovono i poliziotti e carabinieri che fanno il loro dovere ma i burocrati di stato che, con le loro dichiarazioni, danno carta bianca agli stupratori africani no.

Altro burocrate di Stato che mangia e beve a spese dei contribuenti e dice cose senza senso.

# Critica alle Dichiarazioni del Questore di Bologna

Le recenti dichiarazioni del questore di Bologna riguardo l’emergenza criminalità dei minori migranti non accompagnati hanno suscitato molte polemiche. Il questore ha affermato che questi giovani “vanno ascoltati, bisogna parlare, capirli, e spiegare”. Tuttavia, i fatti dimostrano una realtà molto diversa.

## La Realità della Criminalità

Questi “giovani” sono responsabili di violenze, pestaggi, accoltellamenti, rapine e pure violenze sessuali. Nel settembre scorso, due 15enni tunisini hanno violentato una donna nel centro storico di Bologna: a gennaio, sono stati condannati a 9 mesi e 10 giorni di reclusione per violenza sessuale di gruppo. Proprio ieri a Bologna, tre “giovani”, un 16enne e due 17enni, minori migranti non accompagnati, un 19enne e un 20enne stranieri sono stati arrestati dalla Polizia con l’accusa di rapina aggravata: hanno accerchiato un 17enne, minacciandolo con un taglierino, per rapinarlo.

## Un Approccio Troppo Buonista

Le parole del questore ignorano la gravità di questi crimini. L’approccio buonista non tiene conto delle vittime di questi crimini. E’ importante riconoscere e affrontare la criminalità per quello che è.

## Conclusione

Già troviamo ridicolo l’ascolto e la comprensione verso i minori criminali italiani, rispetto agli stranieri, poi, è ancora più vergognoso: perché possiamo e dobbiamo rimandarli a casa propria.








































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