Lo slogan di Sala? “Prima gli immigrati”. Su 300 case popolari 207 a stranieri
lunedì 18 marzo 17:24 - di Davide Ventola

Il primo assegnatario si chiama Mohamed, il secondo Adli, il terzo Jose Hercules. Non è il podio di una gara olimpica, ma la classifica del bando delle case popolari pubblicato oggi sul sito del Comune di Milano. Sono trecento alloggi, in larghissima parte assegnati a immigrati. Nel dettaglio, come specifica Silvia Sardone di Forza Italia, sono 207 su 300. Agli italiani, meno di un terzo degli alloggi a disposizione.
La denuncia dell’esponente di centrodestra, Silvia Sardone
Il «21esimo bando integrativo per l’aggiornamento della graduatoria comunale» non è altro, dice in un’intervista al Giornale, che una conferma del «welfare anti-italiano tanto caro alla sinistra». In sostanza, sottolinea la consigliera comunale e regionale del Gruppo Misto, «due alloggi su tre finiscono a immigrati». «Scorrendo la lista sembra di essere in Nordafrica o in Sudamerica – insiste Sardone – non certo a Milano: i cognomi italiani sono la netta minoranza e purtroppo sarà sempre così finché non verranno adottati correttivi ai bandi».
Case popolari: a Sesto San Giovanni prima gli italiani
Ci sarebbe un modo per tutelare (o almeno non penalizzare) gli italiani? A Sesto San Giovanni, la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Roberto Di Stefano ha trovato una soluzione. L’immigrato che presenta domanda di assegnazione di una casa popolare deve dimostrare di non possedere immobili all’estero. Sono finiti i tempi delle autocertificazioni, il più delle volte farlocche. Come spiega la Sardone, “nel 2016 la sinistra aveva assegnato 32 alloggi, di cui 29 a stranieri”, spiega il sindaco. “Noi abbiamo consegnato più appartamenti di loro, ben 39, e solo due di questi sono finiti ad immigrati”.
Un sindaco tutto casa popolare (all’immigrato) e moschea
Perché il sindaco Beppe Sala e la sua giunta rossa non adottano un criterio simile. L’esponente di centrodestra non ha dubbi: «Sala e Majorino non perdono mai tempo prima di marciare contro il razzismo ma continuano a dimenticarsi che i primi a discriminare sono proprio loro». Per Sala la priorità è la moschea a Milano. E guai a osservare che, in città, la criminalità da parte degli immigrati di prima e seconda generazione è diventata un’emergenza. Si rischia di passare per xenofobi. Ancor peggio dire: “Prima gli italiani”. Quindi, nel nome del politicamente corretto, lo slogan di Sala è diventato: “Prima gli immigrati”.
Questi di sinistra sono i veri razzisti!.
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