mercoledì 20 marzo 2019

VALDESI SENZA PACE: “PERCHÉ I NOSTRI 10 PROFUGHI SONO ANCORA A MALTA?“

 






Mentre a Milano un africano cerca di bruciare 51 bambini italiani in nome dei ‘porti aperti’, la chiesa Valdese rivendica il proprio carico di africani: i 10 clandestini della Sea Watch che aveva prenotato al momento dell’accordo per farli sbarcare in Italia.
Dopo oltre 3 mesi, la situazione è quella che Vox aveva previsto: “Sono ancora tutti a Malta – si lamenta Gianluca Barbanotti, segretario esecutivo della Diaconia Valdese – Dal governo italiano non abbiamo mai ricevuto alcuna risposta. È come se queste persone fossero fantasmi, bloccati dalla politica in una sorta di purgatorio dell’Europa”. Per chi millanta di arrivare dall’inferno, il purgatorio è grasso che cola.
Avete provato a sollecitare l’esecutivo sulla questione?
“Certo! Lo abbiamo fatto in tutti i modi possibili, ma non è servito. Siamo rimasti sorpresi. Ci aspettavamo quantomeno un segnale da parte del governo, un tenerci aggiornati sugli sviluppi della vicenda. Ora siamo anche un po’ inquieti, perché il nostro nome è stato anche utilizzato molto dai media su questa vicenda, e quindi si ripercuote sulla nostra reputazione”.
Come mai secondo voi c’è stato questo atteggiamento da parte dei gialloverdi?
“Questo non lo so, certamente qualcuno ha voluto mettere una bandierina politica su questa questione. Anche perché, diciamocelo, stiamo parlando di 10 persone, che non spostano assolutamente nulla sugli equilibri di una nazione. In ogni caso noi siamo ancora qui. Non torniamo indietro su quanto avevam promesso e garantito a tempo debito. Le nostre porte sono ancora aperte”.
Ve li immaginate questi fanatici in crisi di astinenza che da tre mesi aspettano l’arrivo dei ‘loro’ 10 clandestini? Noi si, e ci fa ridere. Tanto.




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