domenica 3 marzo 2019

ANCHE LA UE ACCUSA ONG: HANNO AIUTATO I TRAFFICANTI A FARE SOLDI




European External Action Service (Eeas), rapporto dell’Unione Europea sull’Operazione Sophia. Che è in scadenza a fine marzo e che, come sappiamo, prevedeva, per un accordo firmato da Renzi, che tutti i clandestini raccattati nel Mediterraneo centrale dalle navi militari straniere venissero scaricati in Italia: sono stati decine di migliaia.
Il rapporto evidenzia qualcosa di molto interessante nella relazione osmotica tra scafisti e Ong: il ruolo delle Ong è stato essenziale nel facilitare il lavoro dei trafficanti e il traghettamento degli immigrati, facilitando e ampliando il business del traffico di clandestini. Un’attività che rende annualmente quasi 300 milioni di euro.




Ed è stata proprio la presenza delle Ong a rivoluzionare e facilitare il traffico. E rendere nullo l’effetto delle operazioni di sequestro dei barconi: i trafficanti hanno iniziato ad utilizzare gommoni cinesi, tanto bastava che ‘durassero’ poche miglia, fino alle navi delle famigerate Ong.
Secondo informazioni dell’intelligence citate nel report, le imbarcazioni di legno venivano acquistate da pescatori libici oppure importate da Egitto e Tunisia. I gommoni sarebbero invece importati dalla Cina e trasferiti in Libia via Turchia e Malta.
Non è una novità:
Gli scadenti gommoni di fabbricazione cinese che si sgonfiano dopo poche ore e consentono ai clandestini di raggiungere – a malapena – il limite delle acque territoriali libiche (dove li attendono le navi negriere delle ONG), sono spudoratamente commercializzati come “refugee boats” su siti di e-commerce, in particolare su Alibaba, e vengono comprati in stock …


Il report spiega che tra la primavera e l’autunno del 2016, con l’arrivo in massa delle Ong, anche i gommoni più capienti con motore vennero sostituiti da gommoni più piccoli lasciati alla deriva in attesa dell’intervento di qualche Ong. Questo ha moltiplicato il business dei trafficanti e abbattuto i costi.

Se infatti prima del giugno 2016 i trafficanti effettuavano la chiamata di soccorso in mare per far poi partire l’imbarcazione dopo aver istruito gli immigrati su come navigare con il Gps, in seguito la strategia è cambiata, con i trafficanti che hanno iniziato a fare affidamento sulle imbarcazioni delle Ong che comunicano la propria posizione tramite Automatic Identification System (Ais) o su Twitter. E poi, per ogni evenienza, c’è comunque Alarm Phone:


Non vuoi che il tuo satellitare da scafista venga intercettato dalle autorità? Chiama Alarm Phone, loro chiameranno per te Questo l’ultimo tweet di Alarm Phone, il radiotaxi degli scafisti: We lost touch with the 100 people in the #Med after 1945h yesterday and so have to rely on authorities to confirm rescue. What we know



In quel periodo ben 26 imbarcazioni legate a Ong venivano segnalate sulla rotta del Mediterraneo centrale.
Il documento scrive chiaramente che gli scafisti restano spesso in loco durante le procedure di salvataggio per poi trainare indietro le imbarcazioni da riutilizzare nuovamente, in quanto molte navi delle Ong non procedono con la distruzione delle barche utilizzate dagli individui messi in salvo. E questo lo sappiamo da innumerevoli video:
La nave della Proactiva Open Arms, indagata da Zuccaro per associazione a delinquere, è stata dissequestrata settimane fa grazie alle decisioni di magistrati di Magistratura Democratica, non è un caso che l’inchiesta sia stata in parte sottratta al pm di Catania. Il Primato Nazionale ha pubblicato il video che dimostra, inequivocabilmente, il rapporto di stretta …

Per quanto riguarda il modus operandi delle Ong, il report illustra come le tattiche utilizzate restavano invariate, con molte imbarcazioni che spegnevano sistematicamente i transponder del sistema di identificazione automatica (AIS) impedendo in tal modo il monitoraggio delle loro attività da lontano. In aggiunta veniva anche utilizzato un aeromobile (Marine Patrol Aircraft) in volo da Malta per coprire un’area più ampia e coordinare meglio le operazioni di traghettamento.
Si legge inoltre nel documento che le navi delle Ong non hanno mai trasmesso le informazioni raccolte (sul tipo di barche, dichiarazioni dei migranti etc etc) alle autorità europee, rendendo così più difficile il contrasto alla tratta.

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