“ZITTA TROIA ITALIANA!”: STUPRATA DA IMMIGRATI E RIPRESA COL CELLULARE

La porta chiusa a chiave, il corpo devastato dai morsi degli immigrati: poi lo stupro di gruppo.
Cinque ragazzi, tre maggiorenni e due minorenni, sono stati arrestati a Como: hanno sequestrato quattro ragazzine, rinchiudendole per ore in una stanza, e stuprando almeno una di loro, una 16enne, dopo averla aggredita a morsi. I cinque hanno agito “con modalità da branco” sulle minorenni. Non viene, al momento, rivelata l’identità degli stupratori.
Le quattro minorenni che, la scorsa estate, sono state aggredite da un branco formato da cinque immigrati, sono state vittime di una trappola preparata per giorni, con alcol e droga usati “come esca”. Ormai gli immigrati, che siano clandestini o ‘integrati’:
«Questa vicenda è la conseguenza dell’accoglienza sregolata di questi anni». Si accende la polemica politica dopo la notizia dell’arresto del gruppo che ha sequestrato e abusato di quattro ragazzine minorenni. Il primo ad andare all’attacco è l’assessore regionale alla Sicurezza e immigrazione, Riccardo De Corato: «La situazione in Lombardia è fuori controllo»: 5 immigrati stuprano.
Usano la droga per attirare le nostra ragazze più fragili.
Le vittime sono state segregate per tre ore in una stanza.
Il più grande del branco ha vent’anni, i due più piccoli appena diciassette. E con le nostre ridicole leggi, tra poco saranno fuori.
“Sono cresciuti in famiglie non disagiate, integrate e di lavoratori”, spiegano gli investigatori.
Con alcol e droga i tre albanesi e i due marocchini hanno attirato le quattro adolescenti comasche nella trappola: li avrebbero conosciuti nell’ambiente scolastico.
Sì, integriamoli. Diamo loro la cittadinanza. Proseguiamo con la follia dei ricongiungimenti familiari. Mettiamo un tetto di immigrati nelle classi diffondendoli come un tumore il più possibile. Fottetevi, voi e la vostra integrazione: che è un’altra parola per genocidio.
Non di integrazione abbiamo bisogno: ma di rigettare il tumore. Di asportarlo.
Le belve avrebbero preparato per giorni la trappola comprando gli alcolici e la droga: le hanno fatte bere e fumare canne.
Una volta entrate nell’appartamento, le vittime, terrorizzate, si sono viste chiudere a chiave la porta d’ingresso appena lasciata dietro le spalle. Spaventate, hanno implorato di poter uscire. Non era quello che avevano in testa gli immigrati di seconda generazione.
“Ma i ragazzi – ha spiegato l’accusa – le hanno minacciate intimando di non gridare, altrimenti le avrebbero fatto fare una brutta”. “Vi buttiamo giù dalla finestra”, le avrebbero detto i cinque stranieri. Tre sono state segregate in una parte dell’abitazione, mentre la quarta, isolata dalle amiche, è stata costretta a subire le violenze del branco. “Zitta troia!”, le hanno urlato mentre le toglievano i vestiti. Quando la giovanissima ha tentato di ribellarsi, è stata morsa e obbligata a farsi violentare. Mentre in quattro la toccavano ovunque, uno della gang filmava gli abusi con il proprio cellulare. Le adolescenti sono state liberate solo dopo tre ore da incubo.
Stuprano le nostre donne, noi li ‘integriamo’.

Nessun commento:
Posta un commento