venerdì 25 gennaio 2019

IL GIUDICE CHE VUOLE PROCESSARE SALVINI HA LIBERATO SCAFISTI: “NON È REATO”


Nicola La Mantia, giudice civile della quarta sezione fallimentare, Sandra Levanti, giudice civile e Paolo Corda, giudice penale della quinta sezione. Sono loro i magistrati anti-italiani che vogliono processare Salvini:


Quello contro Salvini è un attacco preordinato da parte di un partito politico dei magistrati ideologicamente schierato a sinistra. Non sta né in cielo né in terra che, casualmente, tutti e tre i giudici che devono decidere collegialmente sulla richiesta di processo – oltretutto con interessato un politico! – siano membri dello stesso movimento politico

Uno di loro, Paolo Corda, nel dicembre di tre anni fa ha scarcerato un gruppo di scafisti nordafricani che aveva traghettato illegalmente 230 clandestini.
La motivazione? Lo avevano fatto «occasionalmente»:
Si tratta di due clandestini Nordafricani arrestati dalla polizia il mese scorso dopo le operazioni di sbarco di 230 fancazzisti africani nel porto di Pozzallo. Il Tribunale del riesame di Catania, accogliendo le richieste degli avvocati difensori, ne ha disposto la liberazione immediata con la sola prescrizione di presentarsi, presso la caserma dei carabinieri,


Ho stuprato, ma ‘occasionalmente’…Uccido toghe, ma ‘occasionalmente’: vi sembra normale?
caserma dei carabinieri e relativo soggiorno al Cara di Mineo. Il giudice Corda, all'epoca dei fatti membro del Tribunale del riesame, aveva accolto in pieno la tesi dei difensori e rimandato i trafficanti ai domiciliari – nel CARA di Mineo – perché non sussistevano le esigenze cautelari, dato che i due nordafricani non avrebbero potuto reiterare il reato «una volta raggiunto lo scopo: entrare in Italia».
Eppure gli uomini della Polizia di Stato Squadra Mobile Questura di Ragusa con l’aiuto di Guardia di finanza e carabinieri avevano sottoposto al fermo degli scafisti perché «le immediate indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico degli scafisti. I testimoni hanno riferito di aver notato gli scafisti una volta a bordo del gommone e che quest’ultimi avevano raggiunto accordi con i libici prima della partenza». E ancora, si legge nelle carte: «Nessuno dubbio per i migrati, che hanno pagato mediamente 600 dollari cadauno, sulle responsabilità degli scafisti che hanno condotto i gommoni. In un caso, gli scafisti individuati sono due in quanto uno si è occupato del timone e l’altro della bussola. Al termine delle indagini, tutti gli scafisti sono stati condotti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria di Ragusa».
Insomma, secondo questo magistrato, compagno di partito degli altri due del collegio che ha deciso che si deve processare Salvini, gli scafisti non sono delinquenti, lo è chi difende da loro le frontiere.





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