OSPITA 100 IMMIGRATI NEL SUO GARAGE, VICINI MURANO CASA
Storie di collaborazionisti. Si chiama Brigitte Lips e vive a Calais, città martire dell’immigrazione.

Ogni giorno, tutti i giorni, apre il garage di casa sua ai clandestini che sono accampati nella nuova “giungla”, lì nelle vicinanze, per permettere loro di ricaricare gli smartphone.
Tutto intorno a casa sua, i vicini, stanchi di violenze, furti e molestie, hanno innalzato un muro che corre per 60 metri così da evitare qualsiasi contatto con gli immigrati.
“Sono impegnata con i migranti da 20 anni ma da quando ho la possibilità di portarli qui da me, lo faccio”, racconta a Euronews.
“Sanno che possono prendere tutto quello che c’è qui”, dice indicando il suo garage.
La chiamano maman, perché è la loro utile idiota.
Donna di chiesa, seguendo l’esempio del cuckold in capo, è arrivata anche a lavare i piedi di alcuni migranti. “Mi ricorda il Giovedì Santo, quando Gesù lavava i piedi ai suoi discepoli”.
A Calais non è l’unico muro sorto negli ultimi tempi per tenere “alla larga” i nuovi arrivati: una stazione di servizio Total si sta recintando. Perché quando non metti muri alle frontiere, poi devi metterne tanti all'interno delle città. E anche intorno a casa tua.
La stazione di servizio si trova sulla strada che porta al terminale dei traghetti. Ora si barrica dietro un muro per evitare che i clandestini si trovino proprio lì per assaltare i camion con destinazione Gran Bretagna:
Un mur d’enceinte de trois mètres de haut pour la station Total (vidéo) dlvr.it/QwxxCB
I collaborazionisti sono pochi, un’infima minoranza. Ma ne basta uno per rovinare un intero quartiere. Perché è tempo di fare i conti con chi collabora con l’invasione.


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