sabato 26 gennaio 2019

SEAWATCH, CLANDESTINI ESULTANO: “ORMAI SIAMO IN ITALIA”




“Oggi sono felice di essere arrivato in Italia – dice uno dei clandestini, proveniente dalla Guinea – la strada per arrivare qui è stata difficile, davvero difficile e molto lunga”.
Anche Ibrahim, dal Senegal, è convinto manchi poco allo sbarco, del resto lui ha pagato per arrivare in Italia, e le ong glielo hanno promesso durante il viaggio: “Non ho parole in questo momento, grazie, questo è tutto, spero di essere il benvenuto in Europa”.

Ripercorriamo insieme le azioni di pirateria commesse dalla nave dell’Ong tedesca Sea Watch che, ricordiamolo, è battente bandiera olandese. Prima, il 19 gennaio, lo strano recupero – definirlo salvataggio sarebbe come definire amore una scena porno – in acque di competenza libica: Ong rincorre gommone clandestini: “Vi portiamo in Europa” – VIDEO Poi, il girovagare


Il piano della Sea Watch 3 era chiaro fin dall'inizio: venire in Italia, costi quel che costi.

Contando sulla pressione di collaborazionisti nostrani, enti sovranazionali e magistratura rossa:
Alla manifestazione per chiedere lo sbarco dei clandestini della Sea Watch si sono presentati solo il sindaco, le ong, i partiti di sinistra e i sindacati (!!!). Un flop. Il Paese è sano, molto sano. Mediamente molto più sano rispetto al resto dei paesi dell’Europa occidentale. Lo dimostra il risultato elettorale, lo dimostrano i sondaggi

E’ OFFENSIVA SENZA PRECEDENTI CONTRO SALVINI E LA DEMOCRAZIA In democrazia, la sovranità appartiene al popolo. Se il popolo vota per i porti chiusi, i porti stanno chiusi. In Europa e in Italia in particolare, siamo ostaggio di una minoranza di esagitati: Comunicato congiunto di @UNHCRItalia, @OIMItalia e @UNICEF_Italia, per chiedere lo sbarco dei migranti 


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