SALVINI: “BASTA 6 MILIONI DI EURO AL GIORNALE DEI VESCOVI”
«Che Avvenire, il giornale della conferenza episcopale italiana, prenda sei milioni di euro di contributi pubblici dai cittadini italiani» non va bene.

La pacchia sembra finita anche per i giornali finanziati con i soldi dei contribuenti. La maggioranza ha depositato un testo chiaro. Cancellato il contributo a Radio radicale, che tanto potrà sempre rivolgersi a Soros. Il meccanismo previsto dà comunque tempo: nel 2019 -20%, nel 2020 -50%, nel 2021 -75%, fine nel 2022.
Per il ministro dell’Interno «in un momento in cui si chiedono sacrifici a tutti, penso che siano troppi 130 milioni di euro che i cittadini italiani, quando faticano a tirare a fine mese, danno ogni anno a giornali».

«Penso che parte di questi soldi possano essere spesi per chi è davvero in difficoltà».
Lo dice Matteo Salvini, parlando a Radio anch'io del taglio dei fondi ai giornali, dove, accusa, «si leggono una sequela di cavolate».

I fondi pubblici per l’editoria dovevano servire a garantire il pluralismo, erano diventati, invece, una mangiatoia per i soliti noti.
Ci sarebbe un modo di garantire il pluralismo e l’autonomia, legato al numero di lettori e non al numero di conoscenze politiche. Ad esempio, imporre a chi monopolizza la raccolta pubblicitaria internet di fare pubblicità ovunque, indipendentemente dalle idee politiche che il giornale/blog/sito diffonde.
Ogni riferimento a Google è puramente voluto. E’ questa la vera emergenza, le multinazionali che strozzano il mercato: sono corporazioni che minacciano la democrazia.
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