sabato 22 dicembre 2018

ONG, STRADA CONTRO SALVINI: “DEVE RIAPRIRE I PORTI”




Quello organizzata da Open Arms insieme a scafisti e tutto quel mondo dell’accoglienza che anela il ritorno del business, era un vero e proprio agguato contro l’Italia. Il tentativo, sotto Natale, di indurre alla riapertura dei porti.
Non è un caso la presenza di ‘un bambino’ come scudo umano, gli scafisti sanno organizzare le cose.
A dimostrarlo l’immediata e scomposta reazione di Gino Strada dopo che Salvini ha ribadito il “no” allo sbarco di 300 clandestini che si trovano in queste ore a bordo di Open Arms, prelevati su appuntamento.
Il fondatore di Emergency, che ormai è un marchio milionario, attacca il ministro: “Salvini chiude i porti per la nave Open Arms carica di migranti? In linea con tutte le dichiarazioni precedenti del ministro, la solita volgarità, assenza di umanità, il solito bullismo nell'affrontare quelle che sono tragedie per altre persone”, blatera all’Adnkronos.
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“Spero che reagiscano in molti, che comincino a farsi sentire. Io, personalmente, non ne posso più di leggere giornali su Salvini con chi canta o con chi va a letto – prosegue – Piuttosto si dedicassero di più a recuperare i 49 milioni della Lega e destinarli ai migranti”.

Emergency è una Onlus da record. I suoi conti? Da start-up tecnologica ad alto rendimento. Il bilancio 2015 racconta una storia davvero sorprendente. Attualmente la presidente di Emergency è Cecilia Strada, figlia di Gino e moglie di Maso Notarianni, ex direttore del quotidiano online PeaceReporter. Il direttore esecutivo è invece sempre Gino Strada.


Lo scandalo dei rifiuti infetti scaricati in Italia dai Medici Senza Frontiere si amplia anche alle altre Ong. Emergency (che ha lavorato sul Moas prima di passare il testimone alla Croce Rossa che offriva di più) e Save the Children (oggi nella bufera per le minacce di morte a Salvini e ai testimoni) avrebbero usato







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