CORTE EUROPEA APRE ALLA SHARIA IN EUROPA: SU BASE VOLONTARIA

La Corte europea dei Diritti dell’Uomo – la famigerata CEDU – dà il suo via libera alla Sharia in Europa.

Lo ha fatto, stabilendo che uno Stato non deve imporre ai musulmani che non vogliono di dirimere le loro dispute in base ai precetti della sharia, la legge islamica.
Con la sentenza, la CEDU ha condannato la Grecia per aver imposto l’applicazione della Sharia in una disputa ereditaria contro la volontà del defunto che aveva redatto un testamento in base al codice civile greco, manifestando quindi la volontà di non rimettersi a quanto dettato dalla Sharia.
A ricorrere alla Corte di Strasburgo era stata una donna che il marito, appartenente alla comunità musulmana, aveva designato come unica erede in un testamento redatto davanti a un notaio secondo quanto previsto dalla legge greca. Tuttavia i tribunali greci avevano stabilito che essendo l’uomo musulmano, il testamento non poteva valere e la questione doveva essere regolata da un mufti utilizzando le leggi della Sharia.
Ma attenzione ai dettagli. Perché se è vero che la Sharia non può essere imposta, secondo la sentenza, se volontaria, la Sharia in Europa è ammessa.
Si tratta quindi di una sentenza che apre le porte alla Sharia in Europa. Come del resto avviene già nel Regno Unito: con corti separate su basi etnico-religiose e un sistema di tribunali paralleli per la cosiddetta comunità musulmana.
In sostanza: non vale la legge dello Stato, ma quella che tu decidi in base alla tua appartenenza etnica e religiosa.
E’ il multiculturalismo. La frammentazione della società su basi etniche.
La CEDU non è una corte Ue. E’ una corte che, in teoria, come il trattato sul Global Compact, non sarebbe vincolante per chi ne fa parte: ma i nostri magistrati si comportano come se lo fosse.
E’ quindi fondamentale non entrare nel Global Compact e, poi, uscire anche da quest’obbrobrio sovranazionale della corte europea. Ci siamo legati le mani con la firma di una serie di demenziali trattati sovranazionali, non è il caso di farlo anche con il Global Compact.
E’ tempo di sottrarre alla magistratura decisioni come questa: dovremmo fare come gli Usa, e definire giuridicamente gli estremisti islamici ‘nemici combattenti’, così da farli cadere sotto la giurisdizione militare.
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