ORBAN: “GAY LUNATICI”, E FERMA LA CAMPAGNA GAY IN TV
MARZO 6, 2021
Negli ultimi giorni, una pubblicità che presenta cosiddette coppie gay diffusa da un canale di proprietà tedesca, è diventata protagonista di una disputa tra il governo e il gruppo televisivo Rtl. L’autorità nazionale dei media e della comunicazione di Budapest ha infatti avviato un procedimento contro il canale del gruppo tedesco, sostenendo che lo spot omofilo non sia adatto ai bambini.
Da noi, invece, si usano i soldi del Canone per propagandare l’agenda. Nemmeno gay, ma proprio trash.
La legge ungherese sui media, una delle prime leggi emanate dopo che Fidesz e Orban sono saliti al potere a furor di popolo nel 2010, serve ad esempio a proteggere la maggioranza silenziosa dai capricci di minoranze iperattive sovrarappresentate a livello mediatico ed elenca tra gli obiettivi del servizio pubblico radiotelevisivo promuovere “il rispetto per l’istituzione del matrimonio e dei valori familiari”.
Tra le mosse più eclatanti, la decisione di ritirarsi dalla pagliacciata dell’Eurovision perché considerato “troppo gay.” Ma la lista di interventi a difesa dell’identità e dell’ordine naturale delle cose è lunga.
Per esempio, lo scorso gennaio, un canale è stato multato per aver trasmesso un segmento in cui il politico ‘liberale’ di Budapest, tal Péter Niedermüller, di etnia tedesca, ha lamentato che se la società ungherese dovesse “isolare” i gruppi di minoranze, compresi i migranti, Rom e altri, rimarrebbe ‘solo’ un “terrificante gruppo di maschi bianchi, cristiani, eterosessuali.” Un vero e proprio dramma, il sinedrio globalista che in Occidente programma e propaganda la nostra distruzione anche attraverso pubblicità sempre più oscene non lo può permettere.
Anche Coca Cola è stata multata l’anno scorso per una campagna pubblicitaria in cui c’erano cosiddette coppie omosessuali che si baciavano. Secondo il governo ungherese i manifesti avrebbero potuto “compromettere lo sviluppo fisico, mentale, emotivo e morale di bambini e adolescenti.”
In Italia, invece, paghiamo tal Achille Lauro per farlo in prima serata su Rai Uno. E Salvini zitto: devi scegliere con chi stare, Capitano.

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