lunedì 28 dicembre 2020

 BREAKING NEWS, CORONAVIRUS, POLITICA

ZAIA: “PASSAPORTO PER CHI SI VACCINA”




































Sulla questione vaccino, Zaia taglia corto. “Io certamente mi vaccinerò. Ma soltanto quando arriverà il mio turno. Perché – bacchetta Zaia- ogni vaccino che non arriva a chi ne ha più bisogno è un’opportunità persa. Ho detto ai miei direttori generali di non vaccinarsi: perché i vaccini, nella prima fase, servono per chi sta nelle terapie intensive, non per chi sta in ufficio. Al momento, ci sono arrivate 875 dosi. Ma quando ce ne daranno altre, noi siamo prontissimi: abbiamo una macchina da guerra vaccinale”.

Mentre sull’obbligo o meno del vaccino anti Covid. “Credo che ormai i tempi siano maturi per un passaporto sanitario. Il vaccino certamente è volontario, ma chi rappresenta un rischio per gli altri avrà dei problemi. Le compagnie aeree hanno iniziato a dire che vogliono passeggeri con la garanzia del vaccino, ma presto cominceranno a chiederlo le strutture ricettive, gli spazi per congressi e via dicendo. In Veneto, certamente, potremo provvedere rapidamente: siamo stati la prima regione a istituire un’analisi vaccinale che oggi è aggiornata e digitalizzata”.

Gli unici a cui questo sistema corrotto non chiede il passaporto sono quelli che sbarcano.

I virus possono diventare più aggressivi e pericolosi quando si usano vaccini ‘imperfetti’, ovvero vaccini che prevengono la malattia ma non la trasmissione del virus ad altri individui. Lo hanno scoperto i ricercatori statunitensi della Penn State University e i britannici del Pirbright Institute.

Alla luce di questi dati, pubblicati su Plos Biology, i ricercatori lanciano l’allerta, sia per i vaccini usati negli allevamenti che per i futuri vaccini umani contro Hiv, malaria ed Ebola.

I vaccini imperfetti, invece – spiega il coordinatore dello studio, Andrew Read – consentono al virus di sopravvivere, circolare ed evolvere verso forme più aggressive”. Questo è stato osservato con il vaccino contro la malattia di Marek nei polli. Lo stesso potrebbe valere anche per il vaccino contro l’influenza aviaria che viene usato negli allevamenti del Sudest asiatico per evitare l’abbattimento degli animali.














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