venerdì 3 luglio 2020

GATTO ARROSTITO, AFRICANO ESULTA: NIENTE CARCERE E POTRÀ AVERE ASILO POLITICO












GATTO ARROSTITO, AFRICANO ESULTA: NIENTE CARCERE E POTRÀ AVERE ASILO POLITICO





Un Paese totalmente allo sbando. Con immigrati che uccidono gatti e li arrostiscono ma non possono essere perseguiti perché in “stato di necessità”. Stessa scusa che ha permesso a Rackete di speronare la nostra motovedetta e fare irruzione in acque italiane.
Di fatto il codice penale italiano non prevede pene per chi uccide animali, anche se domestici, “per necessità”. Dunque, nonostante sia stato colto in flagranza di reato e portato subito in caserma, l’immigrato non verrà condannato in base all’articolo 544 bis del codice penale che prevede la reclusione da 4 mesi a 2 anni per “chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale”. Semplicemente: non è stato dimostrato che è stato lui ad ucciderlo, e lui nega di averlo fatto. E poi visto che “aveva fame”, come ha dichiarato, a prescindere non può ravvisarsi la mancanza di necessità nell’uccidere l’animale. Una scena così agghiacciante e intollerabile in una società civile viene quindi derubricata a gesto non condannabile.
Ma non è tutto. Come ricostruito da La Nazione, lo straniero è stato accolto per un periodo nel centro per immigrati “Le Caravelle” a Riotorno, in provincia di Livorno. Al momento però è senza fissa dimora. E adesso è in attesa del risultato del ricorso presentato al Tribunale di Firenze per ottenere lo status di rifugiato. La protezione internazionale gli era stata rifiutata, ma a breve i giudici potrebbe anche cambiare idea e l’ivoriano a quel punto avrebbe anche il permesso per muoversi liberamente in Italia.
E il complesso mediatico della sinistra lo difende:

La sinistra, in tutte le sue escrescenze, soprattutto mediatiche, quando pensi che abbia toccato il fondo, è in quel momento che inizia a scavare. E non si ferma. E’ il caso del gatto. Smascherata la bufala: il migrante non ha ucciso il gatto ma l’ha trovato morto L’ha solo arrostito. 




“Invece di inveire e insultare un uomo affamato e disperato, disposto a mangiarsi un gatto per strada, avresti potuto aiutarlo, capire la sua situazione e sfamarlo. Invece no, hai preferito umiliarlo e riprenderlo col cellulare così da sentirti migliore”. Così Chef Rubio, difende il richiedente asilo ivoriano che ha arrostito per strada un gatto.







Il giusto nome x questo paese sarebbe Merdalia!
Che cesso di paese di zerbini leccanegri.





Sicuramente le norme per punire chi compie atti di violenza o uccisione di animali sono molto ridicole. Chi uccide un gatto o un cane, anche per mangiarlo, deve farsi almeno 5 anni di galera.
Dieci anni fa il giornalista Bigazzi fu sospeso dalla RAI per aver confessato a La Prova del Cuoco di aver mangiato spesso carne di gatto. Quanti si indignarono, giustamente, ma perché era italiano, se era africano nessuno diceva cosa, sicuramente.





Esatto, 😠😠😠😠😠😠😠😠😠😠😠😠


Il complesso animalistico cede di fronte al nero. Il nero fa cedere tutte le certezze. Le femmine, i gay, l’ambiente, nulla è più importante del nero.
Perché è col nero che i popoli verranno cambiati per sempre.








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