giovedì 20 dicembre 2018

‘NDRANGHETA SI SPARTIVA I SOLDI DELL’ACCOGLIENZA



La fine degli interessi che ruotavano intorno al famigerato centro d’accoglienza per richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto (Crotone), determinata dagli arresti conseguenti all'operazione “Jonny”, sarebbe all'origine della rottura degli equilibri fra le cosche di ‘ndrangheta del Crotonese, colpite oggi dai fermi disposti dalla Dda di Catanzaro ed eseguiti dalla Polizia con l’operazione “Tisifone”.
E’ quanto emerge dagli atti dell’inchiesta che ha sventato una serie di omicidi, alcuni dei quali, secondo quanto riferito dagli inquirenti, sarebbero stati eseguiti, senza l’intervento delle forze dell’ordine, in questi giorni, a ridosso del Natale.
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L’operazione “Jonny”, nel maggio 2015, porto’ all'arresto di decine di persone, evidenziando le ingerenze della cosca Arena nella gestione del centro d’accoglienza per migranti. I fermi disposti oggi dalla Dda sono 23.
Il business era talmente enorme, che non era il caso farsi la guerra, c’erano soldi per tutti. I soldi degli italiani:
Il gup di Catanzaro, Carmela Tedesco, ha rinviato a giudizio 39 persone coinvolte nell’inchiesta “Jonny” della Dda di Catanzaro che ha svelato l’infiltrazione delle cosche crotonesi della ‘ndrangheta nella gestione del Centro d’accoglienza di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Governo invia 507 clandestini nel centro profughi della ‘ndrangheta Tra i rinviati a giudizio, per i quali

La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per gli indagati nella maxi inchiesta “Jonny” che svelò le infiltrazioni dei clan crotonesi della ‘ndrangheta nella gestione del centro d’accoglienza richiedenti asilo (Cara) di Isola Capo Rizzuto (Crotone). Sono 108 le persone che finiranno davanti al gup distrettuale di Catanzaro.



A documentarlo sono i dati del rapporto Caritas 2017 sulla “Protezione internazionale in Italia“. Secondo quei dati, che ad oggi non dovrebbero essere superati se non di poco, il 17% dei richiedenti accolti in Italia sono ospiti della Cei. Parliamo di 23mila stranieri. Di questi 23 mila immigrati che risultano nelle strutture religiose, poco meno di 5mila


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