giovedì 18 aprile 2024

 BREAKING NEWS, INVASIONE, POLITICA

ARRIVA LEGGE ANTI-RAMADAN NELLE SCUOLE:”MAI PIÙ CASI PIOLTELLO”, PD PROTESTA

APRILE 18, 2024






Finalmente una buona notizia dal governo. Ma il problema di fondo è un altro: ci sono troppi musulmani in Italia. L’immigrazione regolare islamica deve essere azzerata. I ricongiungimenti familiari abrogati.
# Legge Anti-Ramadan: Lo Stop di Valditara

In una mossa senza precedenti, il governo introdurrà una nuova legge, comunemente nota come “legge anti-Ramadan”, fermamente sostenuta da Valditara, che ha dichiarato: “Basta casi Pioltello”.

## Il Contesto

La questione riguarda la chiusura delle scuole durante le festività di religioni non riconosciute dallo Stato. In particolare, la legge è stata introdotta in risposta a situazioni come quella verificatasi a Pioltello, dove le scuole sono state chiuse per celebrare il Ramadan, una festività islamica.

## La Dichiarazione del Ministro

Il ministro ha chiarito la posizione del governo su questa questione, affermando: “Non sarà più possibile chiudere le scuole per festività di religioni non riconosciute”. Questa dichiarazione indica un cambiamento significativo nella politica del governo riguardo alla celebrazione delle festività religiose nelle istituzioni educative.

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara non ha perso tempo e sta lavorando per cambiare le regole della scuola. Lo ha confermato lui stesso, ieri, nel corso del question time alla Camera.

«Il ministro Valditara ci spieghi come intende avviare un provvedimento normativo che disciplini il calendario scolastico senza limitare e ledere il principio costituzionale dell’autonomia scolastica» hanno protestato i dem capitanati dall’onorevole Irene Manzi. Il Pd vuole, invece, una legge che preveda il Ramadan festa nazionale.

«La futura normativa allo studio non sarà contro questa o quella religione, ma sarà concepita per garantire la difesa della legalità, per favorire una scuola ordinata e per assicurare il principio di non discriminazione fra le religioni e le nazionalità. Siamo fermamente convinti che l’integrazione si fa tenendo le scuole aperte» ha risposto il ministro, che ha anche spiegato come il governo intende muoversi: «La norma che stiamo studiando è molto semplice: non consentire la chiusura delle scuole in occasione di festività religiose o nazionali non riconosciute dallo Stato italiano. Ovviamente senza nessuna discriminazione nei confronti dei ragazzi che, invece, vogliono festeggiare quelle ricorrenze e per questo saranno giustificati se rimarranno a casa. Una norma che si inserisce pienamente nel dettato costituzionale, che è pienamente rispettosa dell’autonomia e che è ancor più rispettosa delle competenze regionali a cui spetta la definizione del calendario».

Una risposta poco esaustiva per i democratici che hanno accusato il ministro di aver fatto alla Camera «uno show xenofobo» e di mettere a rischio «l’autonomia scolastica degli istituti». «Esca dalla propaganda ministro, esca» ha ripetuto più volte l’onorevole Manzi in Aula sottolineando come la scuola debba essere «aperta e inclusiva».

«L’autonomia è un valore molto importante della scuola italiana, ma deve essere chiaro: autonomia non significa fare ciò che si vuole» ha detto Valditara, accusato di non conoscere bene la Costituzione. In suo soccorso il leghista Rossano Sasso che, con toni accesi, ha parlato di «islamizzazione della società» citando l’ultimo caso di cronaca. Ad Abbiategrasso, Milano, nel liceo Bachelet, si insegna ad indossare il velo e a parlare l’arabo. Una «contaminazione culturale» che, per il deputato Sasso, rappresenta una «sottomissione».






















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